Borgo di Minucciano

Monte Pisanino, Pizzo d’Uccello, Monte Argegna

Minucciano
Minucciano

La tradizione lo vuole fondato dal console Minucio Termo. Dall’875 fu feudo dei Malaspina di cui conserva la torre circolare dell’VIII-XIII secolo, trasformata successivamente, come oggi possiamo ammirarla con la sua mole che spicca nella sommità del borgo, in torre-orologio e campanile civico persa la funzione militare e più volte restaurata a causa di tremendi terremoti.
Nel 1287 Minucciano divenne possesso di Lucca che ne fece una roccaforte di confine: … continua a leggere Borgo di Minucciano

Notizie storiche sulla Garfagnana

La Garfagnana è una storica subregione della Toscana nord-occidentale, corrispondente all’alta valle del fiume Serchio, racchiusa tra le Alpi Apuane e l’Appennino tosco-emiliano. Si presenta come un’ampia valle di origine lacustre: in età pliocenica due grandi laghi occupavano il territorio oltre la stretta gola di Calavorno, separati da una soglia di arenaria presso l’attuale Castelnuovo di Garfagnana, poi progressivamente erosa dalle acque nel corso dei millenni. Il comprensorio misura circa 620 km²; escludendo il Barghigiano, oggi considerato entità storico-geografica autonoma, la Garfagnana propriamente detta si estende per 554 km², in gran parte montuosi. L’economia tradizionale è agricolo-forestale, con modeste attività artigiane, mentre il turismo è divenuto negli ultimi decenni una risorsa crescente grazie alla quiete ambientale e alla bellezza del paesaggio.

La più antica definizione documentaria dei confini della Garfagnana si trova nella cosiddetta “Bolla d’Oro” emanata dall’imperatore Carlo IV nel 1376, giunta però in copia posteriore. In essa sono elencate le comunità fedeli all’Impero, suddivise in “castra” e “communia”. … continua a leggere Notizie storiche sulla Garfagnana

Il borgo medievale di San Michele in Alta Garfagnana

di Salvina Pizzuoli

Mappa San Michele e Piazza al Serchio

Un torrente di limpide acque scroscianti tra i sassi del greto, un ponte a schiena d’asino a un solo arco, databile tra il XIII e il XIV secolo, due agglomerati urbani uno su un poggio e l’altro più in basso con il torrente, Acqua Bianca, appellativo che sottolinea le sue precipue caratteristiche, che li separa: siamo a San Michele tra Piazza al Serchio e Nicciano. Un bel torrente che, attraversato  San Michele,  confluisce nel Serchio di Gramolazzo poco sopra il borgo. Se già di per sé gli elementi indicati evocano un paesaggio suggestivo, il  ponte medievale di pietra lo lega alla storia del territorio, una storia lontana e ancora presente e attestata in quel piccolo borgo e nel suo antico ponte.

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Nella Brancoleria: San Lorenzo in Corte e Santa Maria Assunta in Piazza

Dalle descrizioni di Antonio Mazzarosa in “La terra di Brancoli, la sua pieve e le chiese monumentali del piviere” lette nelle sedute dell’Accademia Lucchese di Scienze Lettere ed Arti il 22 settembre e il 13 gennaio 1890/91

“L’ estrema propaggine occidentale della Pizzorna, estesa catena di monti che chiude la valle lucchese detta delle Sei Miglia, dal lato fra levante e settentrione della città, ha un punto di massima altezza di circa metri 952 dal livello del mare. Ritorcendosi sopra sė, distante circa dodici chilometri da Lucca, e lambendo la riva sinistra del Serchio, då luogo a una regione scoscesa denominata dagli antichi Branchalo, Branchale, o Branchulea, e modernamente Brancoli, ove sin da tempi remoti furono abitanti che coltivarono il suolo ed esercitarono la pastorizia”

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Trassilico, un paese della bella Garfagnana

di Salvina Pizzuoli

Siamo in Garfagnana: la nostra meta è la rocca estense e il borgo di Trassilico.
Il paesaggio lungo il vivido Serchio, con le sue acque chiare e briose tra i sassi del letto,  è vestito già dei colori dell’autunno che colorano colli e valli in cangianza di verdi e gialli e rossi: felice l’occhio e lo spirito che si rasserena tra le bellezze naturali.
Poco prima di Castelnuovo Garfagnana abbandoniamo il corso del Serchio e ci addentriamo in una valle laterale per raggiungere Gallicano, prima tappa, per procedere poi verso Verni, l’antico Castrum Liverni documentato già dal 997,  e quindi Trassilico: ciascuna località vanta una rocca nome con cui in Garfagnana si designano i castelli.

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A Trassilico nella bella Garfagnana

di Salvina Pizzuoli

Siamo in Garfagnana: la nostra meta è la rocca estense e il borgo di Trassilico.
Il paesaggio lungo il vivido Serchio, con le sue acque chiare e briose tra i sassi del letto,  è vestito già dei colori dell’autunno che colorano colli e valli in cangianza di verdi e gialli e rossi: felice l’occhio e lo spirito che si rasserena tra le bellezze naturali.
Poco prima di Castelnuovo Garfagnana abbandoniamo il corso del Serchio e ci addentriamo in una valle laterale per raggiungere Gallicano, prima tappa, per procedere poi verso Verni, l’antico Castrum Liverni documentato già dal 997,  e quindi Trassilico: ciascuna località vanta una rocca nome con cui in Garfagnana si designano i castelli.

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San Michele un borgo medievale in Alta Garfagnana

di Salvina Pizzuoli

Un torrente di limpide acque scroscianti tra i sassi del greto, un ponte a schiena d’asino a un solo arco, databile tra il XIII e il XIV secolo, due agglomerati urbani uno su un poggio e l’altro più in basso con il torrente, Acqua Bianca, appellativo che sottolinea le sue precipue caratteristiche, che li separa: siamo a San Michele tra Piazza al Serchio e Nicciano. Un bel torrente che, attraversato  San Michele,  confluisce nel Serchio di Gramolazzo poco sopra il borgo. Se già di per sé gli elementi indicati evocano un paesaggio suggestivo, il  ponte medievale di pietra lo lega alla storia del territorio, una storia lontana e ancora presente e attestata in quel piccolo borgo e nel suo antico ponte.

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Il Poeta e i banditi

di Federica Zani

Ludovico Ariosto in un ritratto di Tiziano

Questa è una fossa, ove abito, profonda,

donde non muovo piè senza salire

del silvoso Apennin la fiera sponda.

Satira IV – vv. 142-44

Se l’accenno alla valle e ai boschi dell’Appennino non bastano a capire di che luogo si parli, aggiungiamo anche il nome dell’autore dei versi: Ludovico Ariosto. Il lettore accorto a questo punto avrà già indovinato cosa sia la fossa descritta dal poeta: è la Garfagnana, che il celebre autore dell’Orlando Furioso governò fra il 1522 e il 1525. In quegli anni la regione, dopo una rivolta contro il governo fiorentino, era tornata sotto il dominio della famiglia d’Este. Al duca Alfonso serviva un nuovo commissario da inviare, e la scelta ricadde proprio su Ariosto che era in difficoltà finanziarie e cercava un incarico lucrativo. Quello di governatore della Garfagnana certamente lo era, ma non mancavano le insidie.    …  continua a leggere    Il Poeta e i banditi

Isola Santa Photo Gallery

Isola Santa Chiesa e campanile di San Jacopo

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La leggenda del Monte Forato

Monte Forato

Quando si va a San Pellegrino, al santuario, bisogna portare fin lassù un sasso.
Dicono che se non si porta un sasso fin lassù, è inutile andarci: il pellegrinaggio non ha nessun valore, perché non si fa penitenza.
E tutti devono portarci un sasso: certo chi è giovane e forte, deve portarne uno bello grosso, anche di quaranta o cinquanta chili. Chi invece non può — le donne, i vecchi, i bambini — porterà un sasso più piccolo, può bastare anche una semplice pietruzza, se non si può di più. Tutti però devono portare un sasso al Giro, lassù vicino al santuario.
Lassù c’è un grande mucchio di sassi. Ce li hanno portati i pellegrini che da secoli vanno fino lassù; i pellegrini arrivano dalla Garfagnana, dalla Versilia, dalla Lombardia.
E dicono che, quando si ha questo sasso sulle spalle, non bisogna girarsi mai indietro, per nessuna ragione. Se qualcuno si girasse, non soltanto il pellegrinaggio non avrebbe più valore, ma quella persona correrebbe il rischio di beccarsi un bel ceffone da San Pellegrino stesso. … continua a leggere La leggenda del Monte Forato