a cura della Redazione

L’una vegghiava a studio de la culla,
e, consolando, usava l’idïoma
che prima i padri e le madri trastulla;

 l’altra, traendo a la rocca la chioma,
favoleggiava con la sua famiglia
d’i Troiani, di Fiesole e di Roma.
(Par. XV, 119-126)

Giovanni di Paolo, incontro di Dante con Cacciaguida; vi è raffigurato l'incontro fra il Poeta e il Trisavolo e la sua morte durante la Seconda Crociata. (miniatura del sec.xv)
Giovanni di Paolo, incontro di Dante con Cacciaguida; vi è raffigurato l’incontro fra il Poeta e il Trisavolo e la sua morte durante la Seconda Crociata. (miniatura del sec.xv)

Nel XV canto del Paradiso Dante, con appassionato rimpianto rievoca la Firenze antica per bocca del trisavolo Cacciaguida e fa proprio il mito della fondazione di Fiesole narrato da Giovanni Villani e i rapporti fra Fiesole,  i Troiani ed Enea.

Secondo quanto scrive il Villani nei primi capitoli della Nuova Cronica, Attalatte, discendente diretto di Noè, fondò Fiesole e ne divenne il re:

il quale Attalante con Elettra sua moglie, con molti che ‘l seguiro, per agurio e consiglio d’Appollino suo astrolago e maestro, arivò in Italia nel paese di Toscana, il quale era tutto disabitato di gente umana. E cercando per astronomia tutti i confini d’Europia, per lo più sano e meglio asituato luogo che eleggere si potesse per lui, sì si puose in sul monte di Fiesole, il quale gli parve forte per sito e bene posto. E in su quello poggio cominciò e edeficò la città di Fiesole, per consiglio del detto Appollino, il quale trovò per arte di stronomia che Fiesole era nel migliore luogo e più sano che fosse nella detta terza parte del mondo detta Europia;

Statua di Giovanni Villani - Firenze, Loggia del Mercato Nuovo
Statua di Giovanni Villani – Firenze, Loggia del Mercato Nuovo

E fece Attalante murare la detta città di fortissime mura, e di maravigliose pietre e grossezza, e con grandi e forti torri, e una rocca in sulla sommità del monte di grandissima bellezza e fortezza, ove abitava il detto re, sì come ancora si mostra e può vedere per le fondamenta delle dette mura, e per lo sito forte e sano. La detta città di Fiesole multiplicò e crebbe d’abitanti in poco tempo, sicché tutto il paese e molto di lungi a sé signoreggiava. E nota ch’ella fu la prima città edificata nella detta terza parte del mondo chiamata Europia, e però fu nominata Fia sola, cioè prima, sanza altra città abitata nella detta parte.

Tra i figli avuti dalla moglie Elettra ci fu Dardano, il fondatore della città di Troia che prese il nome da suo figlio Trojo. Il Villani si preoccupa anche di sfatare la leggenda greca:

Alcuni scrissono che Dardano fu figliuolo di Iove re di Creti e figliuolo di Saturno, come adietro è fatta menzione; ma non fu vero, però che Iove rimase in Grecia, e’ suoi discendenti ne furo re e signori, e sempre nemici de’ Troiani; ma Dardano venne d’Italia, e fu figliuolo d’Attalo, come la storia farà menzione. E Vergilio poeta il conferma nel suo libro dell’Eneidos, quando li Dei dissero ad Enea che cercasse il paese d’Italia, là ond’erano venuti i suoi anticessori ch’aveano edificata Troia, e così fu vero.

Poi – sempre secondo il Villani – la città di Troia venne distrutta dai Greci 4245 anni dopo l’inizio del mondo; unico superstite Enea, con il padre e il figlio, che ripercorrendo al contrario il cammino compiuto da Dardano approderà alle foci del Tevere  “onde uscì de’ Romani il gentil seme”.