Il Liberty lungo le coste toscane: Viareggio


di Salvina Pizzuoli

Viareggio particolare della decorazione del villino Flora

Perché soffermarsi proprio su Viareggio? Potrebbe chiedersi un ipotetico lettore. In realtà la Versilia e la costa da Livorno a Cecina conservano ancora evidenti i segni di un’epoca che si realizzava appieno, anche per una serie di casi fortuiti, proprio a Viareggio.

Lungo la riviera tirrenica non mancano le espressioni artistico architettoniche del periodo: a Livorno il complesso termale le “Acque della Salute” conosciuto anche con il nome di “Terme del Corallo” fu realizzato nel 1903 su progetto dell’architetto Angelo Badaloni. Giace purtroppo in profondo stato di abbandono nonostante si trattasse di uno degli edifici più eleganti e più espressivamente vicini al nuovo stile. Sono ancora ammirabili alcune decorazioni e ceramiche ornamentali, veri capolavori che continuano a elargire la loro bellezza tra le erbacce. … Continua

A Firenze: villa Fabbricotti e il suo parco


Villa Fabbricotti in una foto di oggi

Sulle pendici della collina di Montughi un’elegante villa con parco: siamo su via VittorioEmanuele II poco prima di via Trieste e dopo via Stibbert, nome dell’omonimo museo con un parco che confina con quello della cosiddetta villa Fabbricotti la cui sistemazione “romantica”, in entrambi, si deve all’architetto Poggi.

La storia di villa Fabbricotti la racconta nel suo libro “I dintorni di Firenze” (1875) Guido Carocci …Continua

I giardini dell’Imperatore


Villa dei Mulini a Portoferraio nell’isola d’Elba

Portfferaio in una pianta ai tempi di Napoleone
Portoferraio in una pianta ai tempi di Napoleone *

Siamo a Portoferraio, la romana Fabricia e la medievale Ferraia, ma anche nella città di Cosimo I, Cosmopolis. Tanti nomi che la qualificano come sito antico e strategico, non solo per il ferro. I forti che giganteggiano insieme ai poderosi bastioni furono costruiti per volontà di Cosimo I come protezione dalle invasioni barbaresche. Qui soggiornò per breve tempo, dal maggio del 1814 al febbraio del 1815, l’imperatore Napoleone Bonaparte in esilio.

Portoferraio i giardini della Villa dei Mulini in una vecchia cartolina
Portoferraio i giardini della Villa dei Mulini in una vecchia cartolina

La Villa dei Mulini non nasce come residenza di Napoleone all’Elba. La sua storia ha origini più lontane nel tempo e l’appellativo “dei mulini” si deve effettivamente all’esistenza di quattro mulini a vento per macinare il grano. Il primo fabbricato fu voluto dall’ultimo granduca di Toscana, Gian Gastone de’ Medici, che nel 1724 aveva fatto …. Continua

Finestre e portoni di palazzi fiorentini


 

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Palazzo Medici Riccardi finestra inginocchiata particolare
Palazzo Medici Riccardi finestra inginocchiata particolare
Palazzo Bartolini Salimbeni, particolare
Palazzo Bartolini Salimbeni, particolare
L'ingresso, particolare
Villa Sammezzano – L’ingresso, particolare
Firenze antica cantina Salimbeni
Firenze antica cantina Salimbeni
Firenze, Casino mediceo di San Marco, particolare, la finestra
Firenze, Casino mediceo di San Marco, particolare, la finestra

 

Firenze palazzo Nonfinito
Firenze palazzo Nonfinito
Portonecasinosanmarco
Portone del Casino San Marco

 

 

 

 

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Luoghi d’ispirazione collodiani tra Firenze e Sesto


Gli ambienti e i personaggi di Pinocchio fra Castello, Sesto Fiorentino e Peretola

di Michele Chini

“C’era una volta… Un re! Diranno i miei piccoli lettori…”

Eh, no! C’era una volta un bambino, che non era nato a Collodi, come molti pensano, ma a Firenze, per la precisione in via Taddea n°21, il 26 novembre del 1826 (come ricorda una lapide posta sull’edificio nel 1941), ai tempi in cui, sotto Leopoldo II di Lorena, Firenze era una città più aristocratica che borghese, abitata dai grandi proprietari terrieri del contado circostante, che rivestivano ruoli politici in città, e dal loro stuolo di servitori.

Casa natale di Collodi in via Taddea
Casa natale di Collodi in via Taddea 21

Via Taddea era adiacente al quartiere dei Camaldoli di San Lorenzo, uno tra i più poveri e popolari di Firenze, abbattuto nel 1870 per far posto al Mercato Centrale di Giovanni Mengoni; la stessa via Taddea era una sorta di via dormitorio in cui risiedeva per lo più la servitù dei marchesi Ginori che abitavano nel bel palazzo posto nella via che ancor oggi porta il loro nome.

Non faceva eccezione la famiglia Lorenzini. Il padre Domenico infatti lavorava come cuoco per i Ginori e la madre, Angelina Orzali, figlia del fattore dei marchesi Garzoni Venturi di Collodi, era arrivata a Firenze seguendo la marchesina Marianna Garzoni, che l’aveva scelta come sua sarta e cameriera preferita già prima di sposare il marchese Carlo Ginori. …Continua

Nelle cartoline di Corinto Corinti: Firenze medievale (prima parte)


ovvero Firenze che non c’è più

(si consiglia di ingrandire le immagini cliccandoci sopra)

Corinto Corinti Il palazzo dei della Luna
Corinto Corinti Il palazzo dei Della Luna

Tra le 100 cartoline che Corinto Corinzi ultraottantenne disegnò in omaggio alla città che la ventata di “nuovo” aveva stravolto e dimenticato, ne abbiamo scelte cinque che illustrano palazzi, vicoli e chiese della zona del Mercato vecchio cuore antico di Firenze, abbattuti intorno alla fine dell’Ottocento per il rinnovamento del centro cittadino secondo il progetto dell’architetto Poggi. …Continua per altre immagini e notizie

Visita al “palazzo che non c’è”: Villa Sammezzano in località Leccio di Reggello


Palazzo Sammezano, la facciata

di Salvina Pizzuoli

Non un cartello, non un’indicazione nemmeno nei pressi: non c’è. Dimenticato!

Una strana intuizione mi guida e mi inerpico su per una strada sterrata, ma perfettamente percorribile anche in macchina. E l’incanto subito mi prende: un sentiero ampio e con tornanti sale lungo il verdeggiante crinale della collina e come sentinelle gigantesche piante altissime e secolari …

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Vedi articolo:

I giganti di Toscana

Ambra, la villa medicea di Poggio a Caiano


di Giulia Atanasio

La conoscenza del patrimonio storico-artistico pervenutoci è un requisito fondamentale per la comprensione di un luogo. L’argomento di cui voglio parlare richiede la considerazione delle preziose testimonianze del pittore fiammingo del XVI secolo Iustus Van Utens, meglio noto col nome italianizzato di Giusto Utens. La sua opera decorativa più famosa è la serie di quattordici lunette raffiguranti le ville medicee …

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