Tappa 8 Castelnuovo Garfagnana – Barga: Km 27 – Difficoltà: E – Tempo medio di percorrenza: 9 h
di Oreste Verrini
Votivo di Castevenere (museo archeologico all’interno della Rocca Ariostesca)
La Tappa 8 della Via del Volto Santo collega Castelnuovo di Garfagnana a Barga su un percorso di 27 chilometri, che richiede circa 9 ore di cammino. Il tracciato, parte dell’antica Via Matildica, attraversa boschi di castagno e borghi storici della Media Valle del Serchio, concludendosi al Duomo di San Cristoforo a Barga. … si parte da Piazza Umberto I, ancor più di Piazza delle Erbe, vero centro di Castelnuovo di Garfagnana …
Seguiamo il percorso e, seguendo via Della Ripa, entriamo in Piazza Marini dove un palazzotto (XV secolo) è sede oggi dell’Archivio Storico Comunale sulla cui facciata spiccano caratteri rinascimentali insieme a quelli gotici; accanto un abbeveratoio-lavatoio dei primi del Novecento, è uno dei due rimasti ancora in città.
Le prime documentazioni datano tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo la presenza di un insediamento in felice posizione: il fiume, il Porto di Mezzo, il ponte sull’Arno, l’antica via Pisana, le cave di arenaria nelle colline limitrofe a cui aggiungere, non lontana, la presenza di un nucleo urbano in grande espansione quale era quello di Firenze. La denominazione di “lastra” gli deriva probabilmente dalla presenza delle cave anche se si affiancava in origine a quello di Gangalandi dal nome di una famiglia di conti e signori feudali che dominava sul territorio. Sarà comunque la vicinanza di Firenze a tracciare la storia dell’insediamento quando nel XII secolo si sostituirà al potere dei signori locali con la volontà di costituire una serie di baluardi lungo la via Pisana a difesa da attacchi esterni e a tutela delle attività commerciali che si svolgevano nel Porto di Mezzo, importante scalo fluviale per merci destinate all’approvvigionamento di Firenze e, verso Pisa, per i traffici marittimi, con la viabilità garantita per le altre destinazioni dalla presenza del ponte sull’Arno. … continua a leggereVisita al centro storico di Lastra a Signa, un borgo murato
Percorriamo la Val di Pesa lungo le valli solcate dagli affluenti di bacino versoMontespertoli. La strada panoramica corre tra le dolci colline del Chianti a vigne e olivi. Raggiungiamo il castello di Poppiano che si annuncia dalla strada con le sue due torrette.
Documentato intorno al XII secolo appartiene ancora alla famiglia Guicciardini.
Il Mugello è sinonimo di verde, paesaggio, buona cucina, prodotti tipici curati e pregiati ed è anche sinonimo di arte e storia: restiamo meravigliati di fronte alle vere rarità architettoniche di questo splendido angolo di Toscana.
Se seguiamo antichi tracciati medievali incontriamo pregevoli pievi e chiese e badie che meritano una visita, una scampagnata in quell’antico contado che dagli inizi del XII secolo vide Firenze iniziare la propria espansione …Continua
Itinerari e paesaggi di Toscana – Itineraries and landscapes of Tuscany
Superato Poggio si entra nella valle dell’Edron. Il paesaggio è di quelli che non si possono dimenticare soprattutto quando l’autunno dipinge con i suoi gialli e rossi i boschi che affollano i fianchi dei monti. Ma lo scenario, addentrandosi nella valle, si allarga in alto dove svettano a corona le cime aguzze delle Apuane.
Siamo nella bassa valle del Merse a pochi chilometri da Siena tra colline di sughere, lecci, castagni e querce cui fa da sfondo il cocuzzolo del Monte Amiata dentro la vasta area della Riserva naturale detta del Basso Merse e Tocchi.
Trovasi sullo sprone settentrionale del monte delle Serre di Petriolo che scende per Tocchi al ponte di Macereto, sulla destra del Merse, e sulla sinistra della strada regia che dal ponte a Macereto si dirige a Grosseto. …continua a leggere Nella val di Merse: Ponte a Macereto e Tocchi
L’associazione Carrara e marmo è immediata, ma è anche vero che spesso si ignorano i sistemi di estrazione e di lavorazione di questa bianchissima e preziosa roccia metamorfica che porta nel nome, di etimo greco, la caratteristica che l’ha resa ricercata da sempre: pietra splendente. Sì, perché la montagna la custodisce nelle sue viscere ed estrarla non è stato né semplice né agevole, oggi molto meglio grazie alle macchine che hanno affinato gli strumenti primordiali fornendo quell’energia che prima era affidata esclusivamente a quella muscolare di uomini e animali.
Uno stretto viale alberato con due filari di cipressi accoglie il visitatore che sale verso la sommità della collina dove sorge Torri. Il piccolo centro si apre con una porta ad arco che immette in uno slargo che si ricongiunge a se stesso per una stradicciola circolare che segna il percorso dell’antica cerchia muraria. In un primo momento non è facile individuare l’ubicazione della chiesa di Santa Mustiola che occupa con il suo lato meridionale il margine a destra di un corridoio al quale si accede da un una volta ad arco. È evidente che il borgo si sia sviluppato attorno alla sua abbazia. Sì, perché si trattava di un’abbazia che conserva oggi solo la chiesa e al suo interno uno splendido chiostro …Continua Nella val di Merse: il chiostro di Santa Mustiola a Torri
Oltre al ben noto e lungo Ombrone, il secondo fiume toscano dopo l’Arno, che dai monti del Chianti con un corso tortuoso e meandriforme sfocia poi nel Tirreno nei pressi di Grosseto, ve n’è un altro del medesimo nome che, per distinguerlo, ha aggiunto il toponimo di Pistoiese.
Il suo corso, molto più breve, lo vede confluire in Arno di cui è uno dei maggiori affluenti insieme al Bisenzio. Ha una sua storia: nei tempi lontani ….