Luni tra storia e leggende

di Salvina Pizzuoli  

Luni nella Tavola Peutingeriana

La storia di Luni fu, come quella di molte città alla caduta dell’Impero Romano, assai travagliata a causa di diverse incursioni barbariche di cui fu vittima con saccheggi e distruzioni. Ma non furono i Goti a farla precipitare nell’oblio e nell’abbandono perché, nel suo poema in versi De reditu suo, Rutilio Namaziano, imbarcatosi a Portus Augusti per tornare in Gallia, descrisse il suo viaggio dalla foce del Tevere a Luni nel 417 d.C. e la racconta ancora circondata dalle sue bianche mura e ancora insigne. E non fu nemmeno … Continua

L’antica Etruria descritta da Plinio il Vecchio

Antica Etruria, la VII regio
L’antica Etruria

Nella Naturalis Historia, la sua monumentale opera, Caio Plinio Secondo, detto Plinio il Vecchio (23-79 d.C.), oltre alla famosa classificazione delle specie botaniche ci offre anche la descrizione geografica del territorio europeo e del bacino mediterraneo. Riportiamo di seguito il brano relativo all’Etruria.

“La costa della Liguria si estende per 211 miglia dal fiume Varo1 al Magra. Da lì inizia la settima2 regione, l’Etruria; una regione che spesso ha cambiato nome. In tempi antichi i Pelasgi cacciarono da essa gli Umbri, ma ne furono a loro volta scacciati dai Lidi. Dal nome del re di questi gli abitanti furono chiamati Tirreni3. In seguito, dalla parola greca del rito sacrificale, presero il nome di Tusci4. … continua a leggere L’antica Etruria descritta da Plinio il Vecchio

Annibale dalla Trebbia al Trasimeno

Itinerario di Annibale

In un saggio con questo titolo lo storico e archeologo Mario Lopes Pegna teorizzava che Annibale, attraversando la Toscana per raggiungere il lago Trasimeno dalla Pianura Padana, percorresse un itinerario diverso rispetto a quello comunemente conosciuto e riportato nell’articolo Annibale in Toscana fra storia e leggenda pubblicato su questa rivista. Lopes ritiene che: “Annibale si sia servito di una antichissima e poco nota strada ligure che attraversava diagonalmente l’Appennino e conduceva, con percorso quasi rettilineo, nel medio Valdarno inferiore.” … continua a leggere Annibale dalla Trebbia al Trasimeno

Visita al Museo delle navi antiche di Pisa: un entusiasmante viaggio nel passato

di Salvina Pizzuoli 

Museo delle navi antiche di Pisa, la nave C

I locali degli antichi Arsenali medicei voluti da Cosimo I Medici, per la costruzione delle galere dei Cavalieri dell’Ordine di Santo Stefano da lui istituito, e affidati all’opera dell’architetto Bernardo Buontalenti, accolgono quattro delle imbarcazioni ritrovate a pochi passi dalla Torre pendente, nell’area ferroviaria di Pisa-San Rossore, nel 1998.

Il sito, scelto per ospitare via via tutte le navi dopo gli interventi capillari di restauro, ben si presta a questo compito non solo per la capienza, ma soprattutto per l’elegante architettura che lo contraddistingue e lo data, Continua a leggere   Visita al Museo delle navi antiche di Pisa

Cassia vetus: da Arezzo a Firenze

di Alessandro Ferrini

Percorso Cassia vetus fra Arezzo e Firenze

L’importante via consolare ripercorreva in gran parte un tracciato di origine etrusca che univa Chiusi ad Arezzo passando per Cortona. Nel II secolo Arezzo divenne roccaforte essenziale a difesa delle incursioni dei Celti. È il periodo in cui il censore Lucio Cassio Longino intraprese la ristrutturazione della via che da lui ebbe il nome.

La strada usciva da Roma, passava da Chiusi, toccava il lago Trasimeno fino ad arrivare ad Arezzo (Adretium). … continua a leggere                          Cassia vetus: da Arezzo a Firenze  

Luni, nell’antica Etruria

di Salvina Pizzuoli

Luni/Lunigiana, l’accostamento è immediato, eppure oggi l’area archeologica dell’antica Luni non appartiene amministrativamente alla regione Toscana.

Luni, ingresso anfiteatro

Di antica origine etrusca e poi ligure, divenne colonia romana con il nome di Luna, collocata in Etruria, la VII Regio, in base alla compartimentazione di Ottaviano, la cui estensione comprendeva varie aree della regione attuale, ma non ne riproponeva i medesimi confini a nord e a sud. 

Colonia romana dal 177 a.C. Luna era importante per il suo porto alla foce del Magra e per i suoi marmi, i pregevoli marmi delle Apuane.

Sull’origine del suo nome varie le congetture, ma nulla di certo: … Continua

La lega etrusca

di Michele Zazzi

Il cosidetto Trono di Claudio

Secondo alcuni autori antichi (Tito Livio, Dionigi di Alicarnasso, Servio ed altri) l’Etruria propria sarebbe stata divisa in dodici città o populi (duodecim populi), la cd dodecapoli o lega etrusca. Nessun documento ci fornisce però l’elenco completo delle dodici città. Si ritiene, ma non vi è piena concordia tra gli studiosi, che ne avrebbero fatto parte i principali centri dell’Etruria meridionale – marittima e di quella interna quali, Caere, Tarquinia, Vulci, Veio, Roselle, Vetulonia, Volsinii, Chiusi, Perugia, Cortona, Arezzo. Può darsi che nel tempo possano esserci stati anche avvicendamenti (a seguito ad es. di declino o sconfitta di alcune città) e che siano subentrati altri populi come ad es. Populonia, Fiesole, Volterra, Pisa, etc …

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Il banchetto in Etruria e le peculiarità della iconografia etrusca

di Michele Zazzi

Tomba dei leopardi, Tarquinia V sec. a.C. (particolare)

Gli autori antichi (Diodoro Siculo, Aristotele, Posidonio di Apamea, Teopompo, etc.) fanno riferimento al banchetto etrusco.
La rappresentazione del banchetto (che riguardava gli aristocratici ed i ceti più abbienti della società etrusca) costituisce uno dei temi più ricorrenti nella documentazione figurata etrusca e si ritrova frequentemente su vasi, lastre architettoniche, pitture tombali, cippi, stele, sarcofagi ed urne cinerarie.
L’iconografia del banchetto nel corso dei secoli della civiltà etrusca presenta varianti di rilievo.
La testimonianza archeologica più antica è costituita da un cinerario di impasto rinvenuto a Montescudaio, nei pressi di Volterra, databile alla seconda metà del VII secolo a.C. … continua a leggere Il banchetto in Etruria e le peculiarità della iconografia etrusca

Etruschi: origini e lingua

di Giovanni Caselli

Insediamenti etruschi, greci e cartaginesi

Chi erano gli Etruschi? Philip Perkins dice che questo è stato a lungo un problema spinoso. Da Erodoto ad oggi il dibattito è stato intenso. Lasciando da parte il romantico “mistero etrusco” la questione è stata da tempo chiarita da Massimo Pallottino, quando egli convinse il mondo accademico del fatto che gli Etruschi erano autoctoni, che parlavano un lingua non indoeuropea e che avevano radici nell’area etrusca fino dalla tarda Età del Bronzo. Infatti la definizione di “Villanoviano” del popolo che in questa area precede la civiltà etrusca è stata sostituita da quella di “Proto-Etrusco” già da Ward Perkins nel 1959 per sottolineare una continuità della civiltà dell’Etruria dall’epoca protostorica a quella storica. Sybille Haynes ha scritto che la civiltà dei villaggi della prima Età del Ferro dalla quale si svilupparono le comunità etrusche senza soluzione di continuità, è nota come civiltà “Villanoviana”.     … continua a leggere    Etruschi: origini e lingua

Pisa e l’Arno: storia e geografia di un antico sistema portuale

di Salvina Pizzuoli

Come tutte le città fluviali Pisa deve molto al suo fiume.

G. Vasari, Veduta della ‘terra murata’ di Empoli, (particolare) Firenze, Palazzo Vecchio

Gli deve sicuramente la sua posizione strategica tra mare, specchi lagunari e corsi d’acqua che alle origini l’ha caratterizzata rendendo il sito particolarmente favorevole agli insediamenti e agli attracchi protetti. Al fiume e al suo delta deve la propria affermazione sia come porto romano di primaria importanza per i traffici e per il controllo delle acque del Tirreno settentrionale sia come repubblica marinara. All’opera di quello stesso fiume deve in parte anche la decadenza perché con i detriti e le continue esondazioni ne ha trasformato costantemente il litorale, allontanandola dal mare, colmando le lagune, interrando i suoi ancoraggi. Non ultima, ma solo in ordine di tempo, gli deve memoria tangibile di quella grande potenza navale conservandone i relitti tra le sue sabbie e nei suoi umidi fondali. … continua a leggere Pisa e l’Arno: storia e geografia di un antico sistema portuale