In Toscana non è difficile incontrare espressioni artistiche riconducibili all’Art Nouveau e alle sue diverse configurazioni. A Firenze sono molte e alcune legate al nome di Michelazzi che fu uno dei maggiori protagonisti: i suoi villini ne sono a oggi spettacolare testimonianza. … continua a leggereA Montevarchi: Villa Masini
Dalle origini al diluvio del 1333 di Salvina Pizzuoli
Come tutte le città fluviali Firenze deve molto al suo fiume, nel bene e nel male. La storia della città si intreccia infatti con quella dell’Arno come si allacciano i loro elementi di pietra e di acqua che si stringono e convivono in un accostamento strettissimo.
I ponti di Firenze oggi con in primo piano il ponte Vecchio
L’Arno più che un vero e proprio fiume è un un fiumicel che nasce in Falteronae cento miglia di corso nol sazia (Purgatorio XIV); un giovinastro scapestrato, forse troppo stretto e ingabbiato tra le braccia della sua bella. …continua
Linda di Martino pubblica il suo romanzo storico nel 2003 ambientandolo nella Firenze del 1884 l’anno in cui il Ghetto e le zone limitrofe, conosciute come Mercato Vecchio, furono abbattute per fare posto all’attuale Piazza della Repubblica.
L’autrice racconta, dopo ampia documentazione, la Firenze di allora facendola percorrere dalla protaginista, Lucilla, abitante con la famiglia all’interno del Ghetto che sarebbe stato proprio in quell’anno svuotato e demolito. Molti i contrari a questa “ripulitura” che avrebbe privato la città di parte della sua storia pregressa, ma anche fautori coma Jarro, giornalista, che, nelle pagine de La Nazione, si spende a favore di un risprisinato “decoro”.
Disegno di Leonardo sul corso dell’Arno a monte di Firenze fra i torrenti Africo e Mensola
Firenze venne fondata nel I° secolo a.C., la morfologia della valle in cui sorse la colonia romana era assai diversa da quella di oggi. Il nucleo più antico della città era situato in una zona pianeggiante nei pressi della confluenza dell’Arno con il Mugnone, A quell’epoca il letto del fiume era molto più ampio di quello attuale, poco profondo, con numerosi guadi, ramificazioni e isole che venivano regolarmente inondate durante le piene. Ancora alla fine del Quattrocento, come ci mostra una carta disegnata da Leonardo da Vinci, il fiume presentava un alveo largo quasi 500 metri nelle zone fuori città dove il letto mancava di argini. Appare anche traccia di un ramo secondario fra la collina di Ricorboli e la nave a Rovezzano (bisarno) che formava un’isola fluviale lunga un paio di chilometri con la presenza di renai, aree paludose inondate durante le piene.
ossia le preziose edizioni stampate fra il 1470 e il 1502
di Alessandro Ferrini
Il poema di Dante ebbe subito un successo grandioso, lo testimoniano gli oltre seicento manoscritti circolati nel XIV secolo, subito dopo la morte del poeta.
Editio Princeps della Divina commedia, stampata a Foligno nel 1472
Quando fra gli anni ’60 e ’70 del Quattrocento i tipografi tedeschi introdussero la tecnica della stampa a caratteri mobili, in Italia la Commedia fu fra i testi privilegiati. Dunque fra i così detti incunaboli, ossia i primi libri stampati fino agli inizi del Cinquecento, troviamo varie edizioni del poema dantesco.
La prima in ordine di tempo risale all’aprile del 1472 e fu stampata a Foligno in ottocento copie dal tipografo tedesco Giovanni Numeister, insieme adEvangelista Angelini di Trevi, con la collaborazione dell’orafo folignate Emiliano Orfini. …continua
Oltre al ben noto e lungo Ombrone, il secondo fiume toscano dopo l’Arno, che dai monti del Chianti con un corso tortuoso e meandriforme sfocia poi nel Tirreno nei pressi di Grosseto, ve n’è un altro del medesimo nome che, per distinguerlo, ha aggiunto il toponimo di Pistoiese.
Il suo corso, molto più breve, lo vede confluire in Arno di cui è uno dei maggiori affluenti insieme al Bisenzio. Ha una sua storia: nei tempi lontani ….
Visto l’interesse suscitato nei nostri lettori riproponiamo l’articolo e l’interessante video
Pianta di Firenze – Map of Florence 1864
che ricostruisce virtualmente angoli della città sovrapponendo ai documenti fotografici di oggi le immagini della Firenze dei dipinti di Fabio Borbottoni.
Vanvitelli Firenze dalla via Bolognese 1695 (Foto originale)
Siamo nella prima metà del Seicento quando si affermò la pittura di paesaggio, considerata fino ad allora un genere secondario rispetto a quella religiosa o storica. Durante la seconda metà dello stesso secolo Gaspar Van Wittel (1652-1736), olandese, conosciuto con il nome italianizzato di Gaspare Vanvitelli, dette alla pittura di paesaggio una svolta decisiva con il “vedutismo”, un genere pittorico nato in Olanda che ebbe la sua massima diffusione in Italia e soprattutto a Venezia nel Settecento: i soggetti sono città e scorci urbani raffigurati in prospettiva e con grande precisione. … continua Firenze nelle opere pittoriche degli autori di tutti i tempi (XVI-XVII secolo)
L’una vegghiava a studio de la culla, e, consolando, usava l’idïoma che prima i padri e le madri trastulla;
l’altra, traendo a la rocca la chioma, favoleggiava con la sua famiglia d’i Troiani, di Fiesole e di Roma. (Par. XV, 119-126)
Giovanni di Paolo, incontro di Dante con Cacciaguida; vi è raffigurato l’incontro fra il Poeta e il Trisavolo e la sua morte durante la Seconda Crociata. (miniatura del sec. xv)
Nel XV canto del Paradiso Dante, con appassionato rimpianto rievoca la Firenze antica per bocca del trisavolo Cacciaguida e fa proprio il mito della fondazione di Fiesole narrato da Giovanni Villani e i rapporti fra Fiesole, i Troiani ed Enea.