Il cimitero di nonna Lucia a Bolgheri


di Barbara Carraresi

 

Bolgheri, il viale dei cipressi cantato da Carducci nella celebre ode “Davanti a San Guido”

Di cima al poggio, allor dal cimitero,

giù de cipressi per la verde via,

alta, solenne, vestita di nero

parvemi riveder nonna Lucia

(da Carducci, Davanti a San Guido)

Era una donna forte Lucia Galleni, nonna di Carducci. Lo si capisce dai versi della poesia “Davanti San Guido” ma anche dalla statua eretta in suo onore nella piazza centrale del paese ad opera dello scultore Flavio Melani. … Continua

Il mistero delle statue stele in Lunigiana


di Barbara Carraresi

Avvolta nella nebbia di un mattino autunnale. Divisa a metà dal fiume Magra che dorme. Circondata da possenti mura medievali che già a un primo sguardo evocano immagini di battaglie, mercanti, pellegrini e gabellieri. E sullo sfondo le figure sfumate e spettrali dei Castelli Malaspina, che trasudano di un antico odio mai estinto. Così si presenta Pontremoli a chi se la trova davanti per la prima volta. Un affascinante borgo lunigianese avviluppato in una coltre densa di storia e di mistero. … Continua

Il sasso del Regio: l’albero, il sasso, la fonte, l’eremita e il monaco


di Giovanni Caselli

Alla Docciolina c’è l’albero, c’è il sasso e c’è la fonte. Naturalmente il sasso e la fonte sono lì da secoli mentre l’albero ha si e no 40 anni, tuttavia è assai probabile che in passato un venerando albero abbia adombrato sia il sasso sia il pellegrino che vi giungeva per devozione.

Il Sasso viene da alcuni definito come “immagine di un eremita”. Ma perché un eremita o la sua immagine dovrebbero diventare oggetto di culto e venerazione? La spiegazione sta nel fatto che la devozione mutò la sua natura quando la costante minaccia di persecuzione diminuì e quindi scomparve. L’ascesi sostituì il martirio come il più alto ideale a cui il cristiano potesse aspirare. … Continua

Il sasso del Regio: paganesimo, magia, superstizione


di Giovanni Caselli

Non vi è motivo di ritenere un falso l’opera di Charles Godfrey Leland che testimonia la sopravvivenza del paganesimo etrusco-romano nell’Appennino tosco-romagnolo fino alla fine del XIX secolo (Leland C.G., 1898). E’ quindi opportuno esaminare il soggetto in rapporto a ciò che oggi riscontriamo nella stessa zona ed in particolare in relazione al ritrovamento di cui sopra. Il Leland (1824-1903), storico delle religioni e Presidente della Gypsy-Lore Society di Londra, recuperò, sul finire dell’800, nell’Appennino a cavallo fra Romagna e Toscana, uno straordinario retaggio di elementi del paganesimo etrusco-romano, inspiegabilmente sopravvissuto nella tradizione popolare di quella zona.

Il fatto è straordinario, non si tratta infatti di regioni remote e marginali della nostra penisola, bensì del cuore della campagna italiana più evoluta e ricca. E’ evidente, come appare attraverso il rigoroso ed ineccepibile lavoro del Leland, che nella Romagna toscana e nelle aree limitrofe delle province di Firenze e Arezzo, la “vecchia religione” era sopravvissuta intatta sino ai giorni nostri, a fianco di quella cristiana, relegata de facto in secondo piano e a lato delle superstizioni notoriamente presenti nella cultura popolare. Queste credenze e pratiche segrete registrate quando erano ancora vive e diffuse e se pur taciute, note a molti, testimoniano la sopravvivenza, nel centro più civile dell’Italia cristiana, non solo di una forte fede in antiche divinità, spiriti, elfi, streghe, incantesimi, sortilegi, profezie, pratiche mediche ‘alternative’, amuleti, ma addirittura del paganesimo classico. … Continua

Maramaldo e Francesco Ferrucci


Tu uccidi un uomo morto": i retroscena della battaglia di Gavinana
La battaglia di Gavinana (olio su tela di Massimo d’Azeglio)

Il 3 agosto 1530 i soldati imperiali del principe d’Orange sconfissero i fiorentini a Gavinana, determinando la fine della repubblica e la restaurazione dei Medici. Ciò che accadde a Gavinana è noto: appena gli imperiali ebbero battuto l’esercito fiorentino, Fabrizio Maramaldo trafisse a morte Francesco Ferrucci, che era suo prigioniero. Ignobile atto che tutti abbiamo biasimato fin dalle scuole elementari, commossi dalle parole “tu uccidi un uomo morto!” che sembra aver pronunciato il capitano fiorentino.  Meno note sono le ragioni che indussero Maramaldo a infierire, contro tutte le norme dell’onore, sull’avversario inerme e già ferito, e a macchiarsi di un assassinio. … Continua

 

Granduchi, sigari e tirchieria: l’invenzione del toscano


foglie di tabacco a essiccare

Correva l’anno 1815 quando nella Manifattura dei Tabacchi di Santa Caterina della ruota un imprevisto quanto impetuoso temporale estivo infradiciò un grosso quantitativo di tabacco della Val di Chiana lasciato all’aperto, che subito dopo cominciò anche a fermentare per il caldo. La cosa preoccupò non poco i dirigenti della Manifattura perché il tabacco, così rovinato, rischiava di dover essere gettato via ed era risaputo che il Granduca Ferdinando III di Lorena … Continua

La Lisca e l’osso di balena


La “lisca” della Lisca (Foto di Enio Bravi)

Raramente si trovano cetacei di gran mole in Toscana, quantunque lungamente occupata dal mare: qualche osso di balena, di capidolio, di foca. D’uno di questi cetacei sussiste un osso smisurato alla Lisca, osteria ch’è tra Signa e la Gonfolina” così scriveva Francesco Inghirami nel 1841.

Nonostante sia trascorso tanto tempo, se volessimo, potremmo ancora vederla la “lisca”percorrendo la strada statale 67 tra Lastra a Signa e il Masso della Gonfolina nel sottotetto della facciata di una casa che fiancheggia la statale e che anticamente era un’osteria. … Continua

 

Strada ferrata centrale toscana


Le ferrovie del Granducato di Toscana

Tracciato della ferrovia Siena - Empoli
Tracciato della ferrovia Siena – Empoli

Mentre veniva inaugurata la prima tratta della Leopolda a Siena un gruppo di cittadini – mossi dal lodevole intento di collegare la loro città alla Strada Ferrata Leopolda mediante una ferrovia – incaricarono l’ing. Giuseppe Pianigiani di stendere il progetto per una linea ferroviaria che da Siena, per la valle dell’ Arbia, dello Stoggia e dell’EIsa, arrivasse all’Osteria Bianca, raccordandosi ad Empoli con la S.F. Leopolda. Nell’agosto del 1844 furono emesse azioni di lire venti ciascuna per raccogliere le quattromila lire necessarie a finanziare le spese del progetto. Costituita così la Società Strada Ferrata Centrale Toscana iniziavano i lavori per la nuova linea che venivano ultimati nel dicembre del 1849.

Il tronco era servito da due treni giornalieri, che impiegavano circa due ore per compiere l’intero percorso … Continua

La Leopolda: prima strada ferrata in Toscana


La prima ferrovia toscana che univa Firenze a Livorno

di Alessandro Ferrini

Locomotiva Rocket di George Stephenson
Locomotiva Rocket di George Stephenson

Nell’aprile del 1838 il granduca Leopoldo II di Asburgo-Lorena ricevette la richiesta dei finanzieri Emanuele Fenzi di Firenze e di Pietro Senn di Livorno la concessione a costruire  una via ferrata. Ottenuta la concessione dal sovrano i due banchieri emisero 30.000 azioni di lire toscane, del valore di 1000 lire ciascuna, per finanziare i lavori. Contemporaneamente fu istituita una commissione presieduta dal conte Luigi Serristori per dar luogo al progetto. L’anno successivo l’ingegner Stephenson, figlio del pioniere delle ferrovie inglesi, presentò il progetto per la costruzione della linea ferrata Firenze – Livorno per una spesa preventiva di oltre 13 milioni di lire. … Continua

Lui, lei e l’altro: Verga a Firenze e la tormentata relazione con Giselda Fojanesi


di Michele Chini

Giovanni Verga
Giovanni Verga

Pochi giorni fa si è diffusa la notizia che il prossimo 5 dicembre da Christie’s, a Parigi, sarà battuto all’asta un vero e proprio tesoro costituito da circa 300 lettere autografe di Giovanni Verga acquistate a suo tempo da un collezionista francese direttamente dal nipote dello scrittore verista, Giovannino, che le aveva ricevute in eredità. Sono trapelate alcune anticipazioni sul contenuto delle missive: dai racconti della vita mondana e letteraria di Firenze e Milano, all’ accusa di plagio nei confronti di Mascagni per l’opera “Cavalleria Rusticana”, alla gestione economica delle sue terre siciliane, fino alla corrispondenza con i suoi affetti più cari tra i quali figurerà senz’altro la fiorentina Giselda Fojanesi.

Chi era Giselda? … Continua