A Carmignano: la rocca e il Pontormo

Carmignano le mura di recensione all’antica rocca

“Chi visita questa Terra resta sorpreso di non trovare alcun indizio di tante decantate fortificazioni, e di vedere un paese aperto di due borghi staccati, il più alto dei quali conserva il nome di Castello, probabilmente per essere al suo ridosso la semidiruta Rocca”. Così il Repetti nel Dizionario geografico fisico storico della Toscana presentava Carmignano come meglio non si potrebbe.

…continua a leggere         A Carmignano: la rocca e il Pontormo 

Articolo correlato: Sul Montalbano: l’area protetta di Pietramarina e l’abbazia di San Giusto al Pinone

Tra le verdi colline del Chianti: Castello di Tignano

Veduta della valle e del Castello di Tignano da Barberino Val d’Elsa

“Esiste cotesta contrada sopra una collina tufacea alla cui base orientale scorrono le prime fonti del torrente Drove” ( da Repetti Dizionario geografico fisico storico della Toscana, Volume 5)

Spicca con la sua forma rotonda sul cucuzzolo di faccia a Barberino tra l’ondeggiare dei declivi e il verde tenero degli ulivi sulla Val d’Elsa e quella del Drove.

…  Continua

The Castello di Tignano near Barberino Val d’Elsa

Firenze nelle opere pittoriche degli autori di tutti i tempi (XVI-XVII secolo)

I “vedutisti” del XVI-XVII secolo

A cura della Redazione

Vanvitelli Firenze dalla via Bolognese 1695 (Foto originale)
Vanvitelli Firenze dalla via Bolognese 1695 (Foto originale)

Siamo nella prima metà del Seicento quando si affermò la pittura di paesaggio, considerata fino ad allora un genere secondario rispetto a quella religiosa o storica. Durante la seconda metà dello stesso secolo Gaspar Van Wittel (1652-1736), olandese, conosciuto con il nome italianizzato di Gaspare Vanvitelli, dette alla pittura di paesaggio una svolta decisiva con  il “vedutismo”, un genere pittorico nato in Olanda che ebbe la sua massima diffusione in Italia e soprattutto a Venezia nel Settecento: i soggetti sono città e scorci urbani raffigurati in prospettiva e con grande precisione. … continua  Firenze nelle opere pittoriche degli autori di tutti i tempi (XVI-XVII secolo)

Casentino da scoprire: il castello di Castel san Niccolò

ovvero una rocca salvata

di Salvina Pizzuoli

Il castello di Castel san Niccolò

Ci sono a volte giornate perfette quando tutto fila per il verso giusto e le intuizioni sono veramente efficaci: mi è capitato andando a visitare il castello di Castel San Niccolò e di poter ammirare un bellissimo maniero, incontrare una persona speciale, scoprire quanta Toscana sappia ancora stupirmi: dalla Pieve di San Martino a Vado, sulla riva opposta del Solano domina una bella rocca con intorno un antico borgo. Il paesaggio è invitante, la giornata …

Continua

Articoli correlati:

 Casentino da scoprire: la pieve di San Martino a Vado

Casentino da scoprire: San Michele Arcangelo a Cetica

Omaggio a Dante nel 750° della nascita: Romena e Porciano in Casentino

Il Pratomagno

Immagini di Toscana di Giacomo Maria Pivi

Paesaggi toscani, la loro storia

Paesaggio toscano coloniche

Il paesaggio toscano dell’alto Medioevo

Il paesaggio medievale della mezzadria in Toscana

Il paesaggio della via Francigena in Toscana e i bagni termali

La genesi del paesaggio classico

Il paesaggio toscano: le case coloniche

Il paesaggio agrario nella Toscana del Medioevo

Immagini di paesaggio agrario del Medioevo: miniature e dipinti

La casa colonica di collina: il Chianti e il Valdarno Superiore

Galleria foto: case coloniche delle colline Toscane

Alcune tipologie di capanne della Toscana rurale: capanna cilindro-conica

Alcune tipologie di capanne della Toscana rurale: capanna quadrangolare e capanna maremmana

Giganti di Toscana

Mulini a vento in Toscana

Monterifrassine, il mulino a vento

Orciatico e i due mulini a vento

Due esempi: il mulino di Monterifrassine e il mulino spagnolo di Orbetello

I mulini ad acqua della Val di Merse

Quattro passi nel Parco

Un passeggiata nel Parco dell’Uccellina da Principina a Torre TrappolaDSC_0365

Vai alla galleria delle immagini: Quattro passi nel Parco dell’Uccellina

A. Ferrini – S. Pizzuoli “Lungo la via Francigena in Toscana” Edida

Edida

Dalla Premessa

Questo volume sul tratto toscano di una grande strada dell’antichità, riscoperta e oggi tra i cammini più percorsi, ha un preciso obiettivo: non vuole essere una guida, in questa direzione operano già testi che svolgono egregiamente questo compito, organizzati capillarmente in base ai chilometri, alle soste, ai ricoveri, ma nasce dall’intento di fornire su questa storica via tutta una serie di approfondimenti storico geografici, trascurati, per evidenti motivi dalle guide al percorso, per soffermarsi, illustrando le caratteristiche storico-architettoniche, ambientali e artistiche, dei centri principali o degni di particolare nota attraversati o limitrofi, sia che si proceda a piedi, in bicicletta o in auto.
Il cammino, il viaggio sono da sempre stati sinonimo non solo di un bisogno di interiorizzazione o di attività salutare, ma soprattutto mezzo specialissimo per osservare da vicino e trascorrere all’interno di un territorio: unico modo per accoglierne la struttura, i mutamenti nella sua storia rimasti impressi nel paesaggio, gli aspetti culturali propri come la lingua, la cucina, le strutture architettoniche urbane e rurali, l’uso e la coltivazione della terra e gli attrezzi utilizzati, l’organizzazione sociale in città e in campagna, la viabilità, tra cui le acque gestite e utilizzate come grandi vie di comunicazione. In questa prospettiva, tra gli obiettivi principali c’è quello di poter rispondere a molte delle domande e alle curiosità che pellegrini o viaggiatori potrebbero porsi in itinere relativamente alle terre che stanno attraversando.

L’INDICE

I titoli principali

Premessa                                                                                                                                     
Storia e geografia del territorio                                                                                                   
Luoghi paesaggi dintorni                                                                                                          
Fra Luni e Lucca                                                                                                              
Fra Lucca e Siena                                                                                                                      
Verso Siena
Fra Siena e la valle del Paglia                                                                                                   
La sosta del viandante: cucina storia e ricette                                                                         

Della stesa Collana, Macchie di Toscana:

La valle dell’Arno tra storia e geografia

La Val di Merse: luoghi e paesaggi

Casa rurale nel contado fiorentino

di Giovanni Caselli

La casa colonica in Toscana meravigliò Napoleone ai primi dell’800 perché in nessuna provincia francese i contadini avevano case così belle e confortevoli. Probabilmente il condottiero corso si riferiva alle note “Leopoldine” oggi convertite in apprezzatissime aziende dedite all’agriturismo.
La campagna fiorentina, ma non solo, anche aretina, pratese, pistoiese, e senese in modo particolare è costellata di case coloniche di poderi a mezzadria, ma in collina e in bassa montagna si trovano, spesso anche abbandonati, nuclei rurali definiti spesso medievali, perché tali paiono essere dal toponimo e dall’aspetto “antico”, conferito dalle mura di pietra, dalle case torri, dalle piccole finestre, forni per il pane, ecc. Infatti, chi viaggia per la Toscana settentrionale si trova ad imbattersi in queste architetture che caratterizzano uno dei paesaggi tra i più attraenti d‘Europa: un territorio caratterizzato da torri, castelli diroccati e tuguri di resedi rurali della mezzadria fin dal ‘300 e ‘400.    …   continua a leggere  Casa rurale nel contado fiorentino

Il paesaggio toscano dell’alto Medioevo

di Giovanni Caselli

Ambrogio Lorenzetti, Il Buongoverno – 1339 (particolare)

In epoca alto medievale la terra era organizzata, secondo un sistema di unità socio economiche, note come “corti”: si trattava di proprietà fondiarie sulle quali più tardi dovevano sorgere i castelli di cavalieri grandi o modesti appartenenti ad una aristocrazia teutonica di origine longobarda. La ricerca archeologica scrive Marco Valenti rivela infatti un lento processo di strutturazione delle campagne iniziato subito dopo le invasioni teutoniche e la rioccupazione dei siti di altura etruschi rimasti abbandonati durante il periodo romano.   … continua a leggere Il paesaggio toscano dell’alto Medioevo