Massaciuccoli: un viaggio unico tra natura e storia

Un mosaico di acque, canneti e archeologia nel cuore della Versilia

Dai fasti della villa romana dei Venulei alle paludi amate da Puccini alla scoperta dell’antico snodo viario della Versilia.

Massaciuccoli, il lago
Massaciuccoli, il lago

Esiste un luogo in Toscana dove la natura selvaggia si fonde indissolubilmente con i segni di un glorioso passato. Adagiata tra le sponde del suo grande bacino e le spiagge della costa, l’area di Massaciuccoli rappresenta da secoli un punto di incontro unico. Questo territorio, strategicamente sospeso tra Pisa, Lucca e l’antico porto di Luni, deve la sua fama alla ricchezza delle sue vie d’acqua, che in epoca romana lo resero un nodo logistico fondamentale per i commerci e gli spostamenti.

Alcuni studiosi hanno persino ipotizzato che proprio qui sorgesse la celebre stazione di posta delle Fossae Papirianae, citata nella storica Tavola Peutingeriana. Sebbene l’identificazione rimanga discussa, i resti archeologici giunti fino a noi parlano chiaro: la maestosa Villa dei Venulei, con i suoi complessi termali e i mosaici a tessere bianche e nere popolati da animali mitologici, domina ancora oggi il paesaggio dall’alto, offrendo uno sguardo spettacolare che spazia dal lago fino al mare della costa tirrenica.

Ma Massaciuccoli non è solo archeologia. Il visitatore che cammina lungo le sue sponde resta immediatamente ammaliato da un microclima unico e da un ambiente naturale straordinario, celebrato nel tempo da artisti e musicisti, primo tra tutti Giacomo Puccini. È un paradiso di biodiversità protetto dall’Oasi LIPU, dove i camminamenti in legno sospesi sull’acqua permettono di addentrarsi nel silenzio della palude, tra canneti e il volo degli uccelli migratori.

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Via del Volto Santo, tappa 9: da Barga a Borgo a Mozzano

Tappa 9   Barga – Borgo a Mozzano: Km 21 – Difficoltà: E – Tempo medio di percorrenza: 8 h

di Oreste Verrini

“(…) il suon dell’ore viene col vento dal non veduto borgo montano (…)” nelle parole riprese dalle poesia L’ora di Barga il poeta Giovanni Pascoli racconta di come il suono del campanile del borgo lo raggiungesse nel suo giardino di Castelvecchio Pascoli come da un luogo lontano e misterioso.

Barga, Duomo
Barga, Duomo

L’articolo offre una dettagliata presentazione della tappa 9 della Via del Volto Santo, che collega Barga a Borgo a Mozzano. Il percorso si estende per 21 km, con un livello di difficoltà escursionistica (E) e un tempo medio di percorrenza stimato di 8 ore.

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Abbazia di San Rabano nel Parco Naturale della Maremma

foto di Tommaso Ferrini

Il Parco istituito nel 1975 si estende lungo il tratto costiero della Maremma e, più precisamente, da Principina a Mare fino a Talamone e ad Est fino all’Aurelia. La parte centrale è occupata dai Monti dell’Uccellina che spesso fungono da toponimo per tutto il Parco. Proprio in questa zona centrale, a circa trecento metri sul livello del mare, tra i colli di Poggio Lecci e Poggio dell’Uccellina, in posizione elevata, sorge quanto rimane di una splendida abbazia benedettina dell’XI – XII secolo, edificata in quella che era una collocazione strategica che dominava la costa e la più importante arteria viaria romana. … continua a leggere Nel Parco Naturale della Maremma: l’abbazia di San Rabano

L’antica Aurelia da percorrere oggi in cinque tappe alla scoperta del passato

Proponiamo cinque itinerari per ripercorrere oggi il tracciato dell’antica via Aurelia da Roma a Luni raccontati dal prof. Giovanni Caselli

Tracciato Aurelia da Roma a Vada Sabatia
Tracciato Aurelia da Roma a Vada Sabatia

La via Aurelia ed Aemilia Scauri: la Tirrenia di Strabone

La via Aurelia ed Aemilia Scauri: da Ostia a Centumcellae

La via Aurelia ed Aemilia Scauri: da Centumcellae a Salebro

La via Aurelia ed Aemilia Scauri: da Salebro a Portus Pisanus

La via Aurelia ed Aemilia Scauri: da Portus Pisanus a Luni fino a Vada Sabatia

“Terre di Siena” nelle foto di Enio Bravi

Terre di Siena
Terre di Siena

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La macchia di Migliarino: storia di un ecosistema

La macchia di Migliarino

È una vasta pineta che si stende oltre il Serchio, tra il lago di Massaciuccoli e il mare per 2400 ettari; dal 1979 fa parte del Parco naturale di Migliarino – San Rossore – Massaciuccoli. Un visitatore illustre la descrive durante una gita nel 1768:

[…] dopo aver passato il Serchio, fui a visitare la macchia di Migliarino che è lunga miglia 4 lungo il mare e larga due, ed osservai ch’era molto buona e composta di cerri, lecci e farnie […] ed è piena di bestiame e maiali e rende da 3.000 scudi l’anno al duca Salviati. La macchia però è molto folta, ma vi sono molte acque palustrose e delle lame di mare. Lungo la spiaggia del mare verso la metà del bosco vi e la torre detta di Migliarino*

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Momenti di Toscana

foto a cura della Redazione

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Quattro passi nel Parco naturale della Maremma

Un passeggiata nel Parco dell’Uccellina da Principina a Torre Trappola

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Il paesaggio toscano dell’alto Medioevo

di Giovanni Caselli

Ambrogio Lorenzetti – Il Buongoverno (particolare)

In epoca alto medievale la terra era organizzata, secondo un sistema di unità socio economiche, note come “corti”: si trattava di proprietà fondiarie sulle quali più tardi dovevano sorgere i castelli di cavalieri grandi o modesti appartenenti ad una aristocrazia teutonica di origine longobarda. La ricerca archeologica scrive Marco Valenti rivela infatti un lento processo di strutturazione delle campagne iniziato subito dopo le invasioni teutoniche e la rioccupazione dei siti di altura etruschi rimasti abbandonati durante il periodo romano.   … continua a leggere Il paesaggio toscano dell’alto Medioevo

Lungo l’Ariminensis, tra Arezzo e Anghiari

Un itinerario in auto

Galbino, il castello

La strada consolare romana detta Ariminensis che congiungeva Arezzo con Rimini è ancora oggi percorribile, il nuovo tracciato infatti segue prevalentemente l’antico, diramandosi,  come è ovvio immaginare per l’importanza della via di comunicazione, in più percorsi per toccare località limitrofe. Oltre che incantevole dal punto di vista paesaggistico, l’itinerario è disseminato di  edifici medievali e resti di età romana. Ne abbiamo percorso un tratto, quello che da Arezzo attraverso il Passo di Scheggia, conduce ad Anghiari. La statale odierna prende il nome di Libbia. Il percorso originario passava dove oggi troviamo il castello di Montauto, ricordato già dal 967 quando Ottone I lo concesse a Goffredo d’Ildebrando dei Barbolani, un’importante famiglia di feudatari, proprietari di molti castelli nella zona; l’estensione del loro feudo era tale che gli permetteva di muoversi da Anghiari ad Arezzo senza mai uscire dai propri confini. … continua a leggere Lungo l’Ariminensis, tra Arezzo e Anghiari