Girellando per le vie del centro di Firenze:

Girellando per le vie del centro di Firenze:


Tracce di Firenze è il titolo di uno scampolo museale all’interno di Palazzo Vecchio, due stanze, la cui visita è gratuita, che raccolgono mappe, stampe, alcuni particolari ad olio che raffigurano, ad opera di artisti italiani e stranieri, la Firenze di un tempo.
Su tuttatoscana molti gli articoli dedicati alla Firenze scomparsa per i rimaneggiamenti e le demolizioni attuate durante il periodo in cui fu capitale o la Firenze com’era, in base alle documentazioni e ricostruzioni delle epoche passate.
In questa pagina alcune immagini che riportano opere che la documentano in un determinato periodo storico.
Vai a: Tracce di Firenze
secondo Robert Davidsohn
a cura della Redazione
Nella sua famosa “Storia di Firenze”, cui lo studioso ottocentesco Davidsohn si era dedicato per buona parte della vita, l’autore scriveva che solo in tempi recenti si era riusciti a ricostruire il luogo dove era sorta la Firenze etrusca, l’antica colonia di Fiesole sulle rive dell’Arno. Sosteneva infatti che racconti e leggende tramandati dai cronisti del Trecento avevano per secoli travisato il luogo dove era stata edificata la Firenze antica, prima che in epoca romana sorgesse il nucleo primigenio della città che oggi conosciamo.
Scriveva il Davidsohn che dai documenti del XI e XII secolo risultava che alcune parti della Firenze etrusca erano ancora in piedi all’epoca e i materiali della città, distrutta da Silla durante la Guerra civile contro Mario, venivano utilizzati per nuove costruzioni, come per altro spesso accadeva: l’antica città si estendeva dai piedi del colle di Fiesole fino alle rive del torrente Affrico e del fiume Arno, lungo la vecchia strada …Continua

Lo stadio di Firenze, all’epoca della costruzione dedicato a Giovanni Berta un politico fascista, fu progettato nel 1929 dagli ingegneri Pier Luigi Nervi e Gioacchino Mellucci ed edificato fra il 1930 e il 1932 nel quartiere di Campo di Marte sull’area di un vecchio aerodromo. Fautore dell’iniziativa fu marchese Luigi Ridolfi da Verrazzano, all’epoca segretario del Fascio di Firenze e anche primo presidente della Fiorentina, squadea fondata nel 1926. Proprio la nascita della nuova squadra calcistica, in virtù di più importanti impegni sportivi e della maggiore affluenza di spettatori, rese necessario dotare Firenze di una struttura adeguata, abbandonando il precedente impianto situato alle Cascine (agli inizi del ‘900 le partite si disputavano sul prato del Quercione e successivamente nel Velodromo). … continua a leggere Lo stadio Artemio Franchi di Firenze
di Jacopo Cioni

Il ponte di Rubaconte è il ponte che seguendo lo scorrere dell’Arno viene subito prima del Ponte Vecchio. Non lo trovate? Per forza questa era la sua posizione quando esisteva, oggi al suo posto c’è il ponte alle Grazie.
Il ponte fu costruito nel 1237 per unire il rione di San Niccolò e il quartiere di Santa Croce, era il terzo ponte costruito a Firenze dopo il ponte Vecchio e il ponte alla Carraia del 1218 interamente in legno. Una curiosità, il ponte alla Carraia era chiamato ponte nuovo e il ponte Vecchio fu chiamato vecchio proprio per questa ragione.
… e Rajaram Cuttraputti, marajà di Koleppor
di Michele Chini

Quante volte noi fiorentini abbiamo superato l’Arno percorrendo il ponte all’Indiano, magari maledicendo la coda che ci stava facendo far tardi o l’implacabile autovelox tarato a lungo sui 40 km orari?
Beh, in pochi sapranno che il Viadotto dell’Indiano, realizzato tra il 1972 e il 1978, ha un record, poco conosciuto al di fuori degli addetti ai lavori. Infatti, è stato il primo ponte al mondo strallato (cioè sospeso e retto da una serie di cavi, detti tecnicamente “stralli”) ancorato a terra; … continua a leggere Il ponte all’Indiano
di Salvina Pizzuoli

Siamo in località La Lastra che lega il suo nome alle lastre di pietra macigno sulle quali passava la strada scavata sul fianco del monte. Siamo subito fuori Firenze, proprio lungo quella strada che in tempi trascorsi portava dal Mugello in città e viceversa e delimitava l’antico insediamento che vi era sorto, oggi detta Bolognese Vecchia, contrapposta a quella che costeggia il borgo, spostata più in basso e verso il Mugnone, detta Bolognese Nuova. Come scriveva il Carocci nel suo “I dintorni di Firenze” (1881) il centro abitato si era sviluppato proprio per la sua posizione strategica verso il contado ed era quindi zona di sosta per pellegrini e mercanti tanto che vi sorgevano alberghi, osterie e anche uno spedaletto ma che perdette quei vantaggi quando verso la metà del decorso secolo, per attenuare la ripidità della strada che girava per due lati attorno al Monte Rinaldi, se ne spostò più in basso il tracciato ed il vecchio borgo fu tagliato fuori. … continua a leggere Nei dintorni di Firenze: La Lastra e via di Monterinaldi
di Alessandro Ferrini

La sala che ospita la biblioteca fu costruita tra il 1441 e il 1444 circa a completamento dei lavori del nuovo convento di San Marco, grazie alla munificenza di Cosimo il Vecchio, su progetto dell’architetto Michelozzo (Firenze 1396-1472).Situata oltre un vestibolo dove una lapide ricorda la cattura del frate domenicano Girolamo Savonarola, avvenuta la notte dell’8 luglio 1498, la biblioteca si distingue per la sua architettura imponente di stampo tipicamente rinascimentale, divisa in tre navate scandite da due file di colonne in pietra serena coronate da capitello ionico. La navata centrale è coperta da volta a botte, mentre quelle laterali da volte a crociera. Qui venne disposta la cospicua raccolta dell’umanista e bibliofilo Niccolò Niccoli acquistata da Cosimo de’ Medici. Questa collezione, considerata tra le più prestigiose dell’epoca, ha contribuito a fare del convento un centro di cultura e sapere nel Rinascimento.
… continua a leggere Biblioteca del Museo di San Marco
di Salvina Pizzuoli

Quando il caso, propizio, si mette di mezzo, ne nasce sempre qualcosa di buono.
Di cosa parlo?
Parlo della chiesa e del convento in Ognissanti.
La vista è magnifica: davanti al portale si apre un ampio slargo e oltre s’intuisce l’Arno che separa le due sponde, che paiono toccarsi, e al di là, sullo sfondo, spicca la mole della bella chiesa di San Frediano in Cestello con le sue armoniose architetture e la bella cupola.
In verità sono sempre passata di qui quando la chiesa era chiusa, ma oggi è aperta: un barocco pesante mi frastorna appena entrata e quasi capisco perché sia una delle chiese che occupano un posto ai margini nell’elenco dei capolavori da non perdere e nel cuore dei Fiorentini. E invece…
… continua a leggere I “tesori” di San Salvatore in Ognissanti
Guido Carocci, Firenze scomparsa. Ricordi storico artistici, Firenze 1897

“Era l’anima, il nocciolo, il primo nucleo di Firenze. Quella città d’origine romana sulla quale gli storici avevano raccolto così poche notizie, tanto da esser costretti a giustificare questa povertà di ricordi col dirla piccola e di poca importanza, era invece grande, fiorente, popolosa, ricchissima di ornamenti. E di questi ornamenti, imponentissimi, sontuosi, ricchi di marmi e di decorazioni, che nella magnificenza loro rispecchiavano quella del popolo che li aveva eretti, si trovarono le ampie tracce fra le fabbriche del Mercato Vecchio, perché il centro di Firenze medioevale corrispondeva perfettamente al centro della romana città. Quel Campidoglio attorno all’esistenza ed alla grandezza del quale erano state imbastite tante favole, sorgeva qui colle sue mura imponentissime che chiudevano e proteggevano l’immenso tempio di Giove Capitolino e gli altri fabbricati sacri al culto degli Dei o destinati a residenza delle cittadine autorità. All’esterno di questo gruppo imponente, erano i fossati, ed attorno una quantità di vie, di case, di palagi di terme. Verso il canto di Via degli Speziali apparvero le tracce della marmorea platea del foro; verso piazza degli Strozzi e la Via de’ Vecchietti i resti di terme vastissime e sontuose con impiantiti a mosaico di elegante disegno, vasche per le immersioni, tepidari, calidari, impluvi e tutti i servizi consueti di questo genere d’edifizi.
… continua a leggere Firenze scomparsa: Mercato Vecchio (parte prima)