Empoli e l’Arno: dalle origini al 1333


Empoli e l’Arno: dalle origini al 1333
di Salvina Pizzuoli
 C’è una storia geografica che ogni fiume porta con sé, una storia che corre parallela e si intreccia con quella delle popolazioni che si sono stanziate sulle sue sponde e nella valle utilizzando il suo corso per le opportunità che offre: la viabilità naturale, la notevole fonte di approvvigionamento idrico, senza dimenticare la capacità, forse troppo abusata nei secoli, di ripulire dai rifiuti indesiderati.
L’impronta che il suo corso lascia nel territorio è caratterizzata da una striscia più o meno larga, più o meno incisa, a volte serpentiforme, comunque mai uniforme, dai monti al piano e poi fino al mare che pervade con il suo delta o accoglie nel suo estuario, segnata nel tempo da molte trasformazioni naturali e dalla storia delle popolazioni che hanno interferito con la sua geografia.
Nel paesaggio naturale del Valdarno inferiore la valle si configura con caratteristiche diverse: a nord terreni pianeggianti, anticamente ricoperti da paludi successivamente bonificate, a sud colline incise da valli di corsi fluviali minori, tributari dell’Arno. La piana oltre che fertile è sempre stata anche un comodo luogo di transito favorito dalla natura del terreno privo di rilievi, valloni e strapiombi tanto che nel medioevo turriti castelli, torri, mura sostituivano le carenze dell’ambiente in fatto di protezione mentre la presenza del fiume si ravvisava nelle antiche attività umane a esso connesse: la conciatura delle pelli e la lavorazione dell’argilla.
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Anfora di Empoli
In questa piana, …continua

Amerigo Vespucci tra i “visacci”


Palazzo Altoviti e il mistero del vero volto di Vespucci.

di Salvina Pizzuoli 

Firenze Palazzo Altoviti in Borgo degli Albizi. La facciata con alcune erme di uomini illustri
Firenze Palazzo Altoviti in Borgo degli Albizi. La facciata con alcune erme di uomini illustri

Borgo degli Albizi porta il nome e conserva palazzi appartenuti a questa antica famiglia. Tra i tanti uno è conosciuto come “palazzo dei visacci” così soprannominato dal popolo fiorentino.
La lunga storia del palazzo annovera vari proprietari a partire da Rinaldo degli Albizi fino a Giovanni Altoviti; a Baccio Valori, esponente dell’Accademia del Disegno e bibliotecario della Laurenziana si devono, nel tardo Cinquecento, una serie di ampliamenti e rifacimenti con il probabile apporto di Giovanni Caccini cui si attribuiscono le quindici erme di “uomini scienziati”che ornano la facciata e alle quali si deve il nomignolo. …continua

Le magistrature minori del Comune di Firenze nei secoli XIII-XVI


di Luisa di Tolla

Le ribellioni popolari in età comunale
Le ribellioni popolari in età comunale

Il governo cittadino si avvaleva, oltre che di magistrature maggiori, come abbiamo visto nel

precedente articolo “Le magistrature maggiori del Comune di Firenze nei secoli XII-XIV”, anche di istituzioni minori.

A queste ultime erano affidate mansioni in settori particolari, come la giustizia cittadina o la zecca.

Vediamole meglio in dettaglio.  … continua

 

La “risciacquatura dei panni in Arno”: Manzoni a Firenze nell’estate del 1827


di Michele Chini      

Palazzo Gianfigliazzi Bonaparte in Lungarno Corsini
Palazzo Gianfigliazzi Bonaparte in Lungarno Corsini (foto Chini)

Palazzo Gianfigliazzi Bonaparte, al numero 4 di Lungarno Corsini, costituisce il nucleo più importante delle numerose case appartenute all’omonima famiglia fino alla fine del Settecento. Sull’elegante edificio coronato da un’ampia loggia, dal 1427 nel corso dei secoli furono eseguite numerose ristrutturazioni. Nel 1818 con l’estinzione dei Gianfigliazzi, il Palazzo venne destinato ad albergo, con la denominazione ‘Hotel delle Quattro Nazioni’, e gestito da Madame Fanny Hombert. Qui furono ospiti personaggi illustri tra i quali, … continua

Il quartiere di Santa Croce-1949


di Paola Capitani   Loggia_del_pesce_in_p._dei_ciompi,_tondo_07

                                                                                                    Il segreto della felicità è la libertà. Il segreto della libertà il coraggio      

Pericle

La casa dove traslocammo nel 1949 si trovava nel quartiere di Santa Croce, vicino alla Piazza detta delle “rovine”, e in quella che oggi si chiama Piazza dei Ciompi. La zona era stata bombardata e poche erano le costruzioni rimaste a testimoniare lo storico quartiere di Pratolini. …

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La fortezza delle Verrucole in Garfagnana


di Salvina Pizzuoli   

La porta di accesso
La porta di accesso

La fortezza delle Verrucole si staglia nitida sullo sfondo del cielo e della valle che pare chiusa davanti agli occhi del viaggiatore con le sue mura merlate e il suo mastio, lì a pochi chilometri da San Romano in Garfagnana sulla riva sinistra del fiume Serchio: la rocca e il suo circuito di mura più in alto rispetto al borgo omonimo, un borgo munito perché in tempi lontani era porta d’ingresso alla Alta val di Serchio e quindi importante punto strategico di passaggio. …    Continua

Cerreto Maggio


di Michele Chini

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La chiesa di Sant’Andrea a Cerreto Maggio

Dietro Monte Morello,  a circa un chilometro e mezzo dalla frazione di Paterno, nel comune di Vaglia, inerpicata su un ripido cocuzzolo che domina il vallone segnato dal torrente Carzola, tributario della Carza, sorge l’antica chiesa di Sant’Andrea a Cerreto Maggio.

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Toscana terra di acque tormentose, tracimanti e mitologiche: Ambra e Ombrone


Oltre al ben noto e lungo Ombrone, il secondo fiume toscano dopo l’Arno, che dai monti del Chianti con un corso tortuoso e meandriforme sfocia poi nel Tirreno nei pressi di Grosseto, ve n’è un altro del medesimo nome che, per distinguerlo, ha aggiunto il toponimo di Pistoiese.

L'Ombrone pistoiese
L’Ombrone pistoiese

Il suo corso, molto più breve, lo vede confluire in Arno di cui è uno dei maggiori affluenti insieme al Bisenzio. Ha una sua storia: nei tempi lontani ….

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si consiglia anche l’articolo:

Ambra, la villa medicea di Poggio a Caiano

Dopo il servizio di Rai2 sul castello di Sammezzano


            Rai2 TG del 22 marzo 2015 vedi

 https://youtu.be/JKbnY0mtoGg

Riproponiamo il nostro articolo ai lettori:

Visita al “palazzo che non c’è”: Villa Sammezzano in località Leccio di Reggello

di Salvina Pizzuoli

Non un cartello, non un’indicazione nemmeno nei pressi: non c’è. Dimenticato! Una

L'ingresso, particolare
L’ingresso, particolare

strana intuizione mi guida e mi inerpico su per una strada sterrata, ma perfettamente percorribile anche in macchina. E l’incanto subito mi prende: un sentiero ampio e con tornanti sale lungo il verdeggiante crinale della collina e come sentinelle gigantesche piante altissime e secolari …

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Le feste nella Firenze del Rinascimento (Prima parte)


di Luisa Di Tolla

 Durante il Rinascimento Firenze non fu solo città letteraria, ma si distinse anche per

Festa di San Giovanni particolare de La processione dei Palli
Festa di San Giovanni particolare de La processione dei Palii

il modo in cui documentò le feste. L’arte della stampa svolse un ruolo fondamentale: i ricordi familiari, gli zibaldoni, le cronache, le memorie e anche i libri di spese abbondano di notizie che tramandano lo svolgersi delle feste e le festività della vita quotidiana. …

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