Il Pratomagno

Un itinerario in moto e a piedi: Firenze, Passo della Consuma, Cetica, Croce di Pratomagno

a cura della Redazione che consiglia di ingrandire le immagini cliccandoci sopra

La Croce di Pratomagno
La Croce di Pratomagno

La Toscana è terra versatile e varia, offre paesaggi variegati e mossi comprendendoli un po’ tutti da quello collinare, prevalente, a quello montuoso e marittimo.

Chi in questi giorni di luglio e agosto di estrema calura ha potuto allontanarsi dalla bella e ardente Firenze ha potuto scegliere in base alle proprie preferenze. Quello che qui proponiamo prevede il Pratomagno che, come indica il nome, sul suo vasto cocuzzolo alberga un cuore verde, in questa estate torrida tendente al giallo, circondato più a valle da una fitta corona di faggete. È una lunga dorsale montuosa tra il Casentino e il Valdarno e costringe, come scriveva il Repetti nel suo Dizionario geografico fisico storico della Toscana, l’Arno nel suo corso fin nei pressi di Pontassieve a girargli intorno costituendo … continua

Itineraries in Tuscany – turismo in toscana, itinerari da scoprire

Finestre, portoni, palazzi, simboli e architetture fiorentine

a cura della Redazione

Firenze riserva sempre delle sorprese al visitatore curioso e attento o al cittadino che passa

Firenze, Casino mediceo di San Marco, particolare, la finestra
Firenze, Casino mediceo di San Marco, particolare, la finestra

e nota o scopre per la prima volta…capita!

Oggi parliamo di finestre, finestre di palazzi storici, particolari, inusitate o comunque da osservare con una maggiore attenzione. La prima, non in ordine di importanza, che proponiamo affaccia su via Cavour e appartiene a Palazzo Buontalenti, dal nome del suo architetto. Conosciuto più come Casino mediceo di San Marco fu commissionato dal granduca Francesco I e iniziato nel 1568. Quello che colpisce, passando da via Cavour, sono gli abbellimenti del portone e delle finestre, caratterizzati da elementi zoomorfi come le scimmie o i caproni oppure da grottesche come mascheroni e conchiglie. …continua

history and art of Florence

Donne e castelli…delitti e congiure

di Salvina Pizzuoli
Il Trebbio visto da Buonsollazzo (via di Tassaia Vaglia)
Il Trebbio visto da Buonsollazzo (via di Tassaia Vaglia)
Nel morbido paesaggio toscano, tra cipressi e macchie, occhieggiano turrite fortezze; nella distanza siamo soggetti al fascino delle loro fogge pittoresche, ma più da vicino siamo presi dai segreti e dai misteri che le antiche e poderose mura sembrano custodire.
Trebbio di San Piero a Sieve villa a guisa di fortilizio che da il suo nome ad una vasta tenuta nel popolo di Spugnole, piviere di S. Giovanni a Petrojo […] è posta nel poggio omonimo a ponente della strada postale Bolognese, allato ad un oratorio che fu della famiglia sovrana de’ Medici, attualmente dei PP Filippini di Firenze, lasciata loro nel 1648 con l’annessa tenuta da Giuliano Serragli.
 Con queste parole lo studioso ottocentesco Emanuele Repetti annovera nel Dizionario geografico fisico storico della Toscana (1833-1846) uno dei manieri mugellani di proprietà dei Medici, a pochi passi da quello più famoso di Cafaggiolo posto nel piviere e popolo di San Giovanni in Petrojo.
 Arrivare a Trebbio oggi è un po’ come fare un viaggio a ritroso nel tempo: …continua

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Cetona nella bella campagna toscana

 

Cetona accoglie il visitatore con la sua grande piazza, piazza Garibaldi, che caratterizza tutto

Cetona La fontana di piazza Garibaldi
Cetona La fontana di piazza Garibaldi

l’abitato insieme alla torre della Rocca e al Rivellino. La piazza è dedicata all’eroe del risorgimento che soggiornò in una delle abitazioni che ancora oggi viene indicata da una grande piastra in fondo a destra del grande rettangolo che la costituisce: colpisce perchè inattesa in un borgo che può vantare origini etrusche e romane, ma soprattutto medioevali attorno alla sua bella rocca, oggi ridimensionata nelle sue originarie strutture. Stupisce il Rivellino che si staglia circolare, quasi un’appendice anomala, ma gradevole e che abbellisce di non poco il già notevole colpo d’occhio che la bella piazza riserva al visitatore. Lastricata in travertino è luminosa

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Coreglia Antelminelli un antico borgo in Garfagnana

Coreglia Antelminelli La porta detta A Piastri
Coreglia Antelminelli La porta detta A Piastri

In posizione suggestiva, arroccata tra boschi di castagno e terrazzamenti a vigneti, sullo sfondo del monte Giovo e del Rondinaio, a circa 600 metri di altitudine, vanta un’antichissima origine. Oggi è luogo di villeggiatura: siamo nella media valle del Serchio in provincia di Lucca, in un territorio cui fanno corona le Alpi Apuane e l´Appennino tosco-emiliano. 

Fu un antico castello, sulle cui fondamenta sorge ancora circondata dalle mura della roccaforte, di cui mostra i resti delle fortificazioni volute da quel Castruccio Castracani che la cinse d’assedio contro i Guelfi. Feudo prima dei Rolaldinghi ne conserva l’antica torre, poi campanile della chiesa di San Michele.

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La fortezza delle Verrucole in Garfagnana

di Salvina Pizzuoli   

La porta di accesso
La porta di accesso

La fortezza delle Verrucole si staglia nitida sullo sfondo del cielo e della valle che pare chiusa davanti agli occhi del viaggiatore con le sue mura merlate e il suo mastio, lì a pochi chilometri da San Romano in Garfagnana sulla riva sinistra del fiume Serchio: la rocca e il suo circuito di mura più in alto rispetto al borgo omonimo, un borgo munito perché in tempi lontani era porta d’ingresso alla Alta val di Serchio e quindi importante punto strategico di passaggio. …    Continua

La Svizzera Pesciatina tra boschi di castagno e antichi borghi

Vi proponiamo un itinerario, preferibilmente da fare in moto, di circa 40 chilometri

Vellano , capoluogo della Svizzera Pesciatina
Vellano , capoluogo della Svizzera Pesciatina

partendo da Pescia e facendovi ritorno. La stagione da preferire è la primavera inoltrata, ma anche in inverno conserva un fascino particolare pur nella mancanza del verde che domina questo angolo della Valdinievole.

Usciti da Pescia costeggiando il fiume omonimo, in direzione nord ci si immette nella via Mammianese. Un cartello stradale turistico segnala  l’ingresso nella zona dell’alta valle del fiume detta Valleriana  ma oggi più conosciuta come  Svizzera Pesciatina. Simonde de Sismondi, ginevrino, nel lontano 1794 soggiornò a lungo in Toscana terra dei suoi nobili antenati, acquistò una Villa nei pressi di Pescia che chiamò  “Valchiusa” e si dedicò alla coltivazione colpito dalle tecniche colturali della Valdinievole;  lasciò in eredità alla zona di quella bella valle che amava l’appellativo di Svizzera Pesciatina tanto gli ricordava paesaggisticamente la sua terra d’origine: boschi di castagni, prati verdissimi, silenzi e sui cucuzzoli agglomerati di case su cui svettavano torri antiche.  Pietrabuona, Fibbialla, Medicina, Aramo, Sorana, San Quirico, Vellano, Castelvecchio, Stiappa e Pontito questi i nomi delle dieci “castella” appollaiate lungo le valli formate dai due rami del Pescia: la val di Forfora e la val di Torbola. Il termine “castella” diventa ….

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Dopo il servizio di Rai2 sul castello di Sammezzano

            Rai2 TG del 22 marzo 2015 vedi

 https://youtu.be/JKbnY0mtoGg

Riproponiamo il nostro articolo ai lettori:

Visita al “palazzo che non c’è”: Villa Sammezzano in località Leccio di Reggello

di Salvina Pizzuoli

Non un cartello, non un’indicazione nemmeno nei pressi: non c’è. Dimenticato! Una

L'ingresso, particolare
L’ingresso, particolare

strana intuizione mi guida e mi inerpico su per una strada sterrata, ma perfettamente percorribile anche in macchina. E l’incanto subito mi prende: un sentiero ampio e con tornanti sale lungo il verdeggiante crinale della collina e come sentinelle gigantesche piante altissime e secolari …

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San Romolo a Gaville e lungo le colline del Chianti

Aspettando primavera!

S. Romolo a Gaville. L'abside illuminata dal sole
S. Romolo a Gaville. L’abside illuminata dal sole

Itinerario: Figline Valdarno-Gaville-Ponte agli Stolli-Lucolena-Radda-Lucarelli

L’itinerario che proponiamo percorre un paesaggio dolce e punteggiato da belle coloniche ristrutturate da sapiente rifacimento con la pietra grezza delle loro facciate e archi e terrazze coperte, tra vigneti oliveti e castelli, come quello  D’Arbola del XII secolo, e fattorie di produzione e vendita dirette di olio e vino. La dolcezza del paesaggio ci fa comprendere perché molti stranieri lo amino al punto da trasferirvisi dai loro paesi d’origine. …

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