Segreti, canoni estetici e paradossi sociali della figura femminile nel XIV secolo

Canoni di bellezza e “tormenti” quotidiani

di Luisa di Tolla

Dama fiorentina del XIV secolo
Dama fiorentina del XIV secolo

Per rispondere ai rigidi standard estetici del tempo, le donne fiorentine si sottoponevano a veri e propri sacrifici. La pelle candida e i capelli biondi erano considerati i canoni assoluti della bellezza ideale. Per ottenerli, si passavano ore sui tetti delle case-torri esponendosi al sole con speciali cappelli senza cupola (le “solane”) e utilizzando ranni schiarenti, attirando spesso le aspre critiche dei moralisti dell’epoca come il celebre scrittore Franco Sacchetti.

Anche l’altezza e la postura erano fondamentali, al punto da spingere le nobildonne a calzare calzature altissime simili a trampoli, mentre le lunghe gonne strascicavano per le vie cittadine in un gioco continuo di seduzione ed eccentricità

continua  Donne fiorentine nel Trecento

Le donne fiorentine del Trecento

di Luisa di Tolla

Dama fiorentina del XIV secolo
Dama fiorentina del XIV secolo

Nella Firenze del Trecento, le donne uscivano raramente di casa, ma in quelle poche occasioni esse facevano sfoggio sia di bellezza, che di sfarzo e persino di eccentricità nel trucco e nell’abbigliamento.

Negli anni di Dante e Beatrice, quando Firenze era una città molto gioiosa, ma anche molto corrotta, esse, erano un simbolo di prestigio: l’orgoglio di una famiglia si fondava in gran parte sulla dote che essa riusciva a conferire ad una ragazza da marito e sulle capacità di spreco che una moglie o una figlia dimostravano nel vestire.

Per essere belle, le donne si adattavano a ogni genere di tormenti. …

continua  Donne fiorentine nel Trecento