Torri e amori, delitti e potere a Firenze nel XIII secolo

di Salvina Pizzuoli  

La torre degli Amidei, particolare della facciata
La torre degli Amidei, particolare della facciata

In Por Santa Maria si fa notare per la sua altezza sopra le case e la fiera eleganza: è la torre degli Amidei, potente famiglia fiorentina i cui membri erano Capo di Ponte, come lo era la loro torre a difesa della città dalla parte dell’Arno e da una porta, Por Santa Maria, inglobata poi nella cerchia antica e da cui la strada aveva ripreso il nome. La torre oggi si presenta al visitatore elevata rispetto agli altri palazzi che la stringono e la fiancheggiano, ma sicuramente doveva essere più alta ai tempi della sua edificazione, ribassata per effetto delle “scapotizzature” che gli Ordinamenti di giustizia ispirati da Giano della Bella nella seconda metà del Duecento avevano imposto alle torri troppo elevate. La parte rimasta simile all’originale è quella più in basso, mentre la parte in alto è il risultato della ricostruzione avvenuta dopo i bombardamenti del 1944 con il materiale del crollo. La struttura muraria ha le caratteristiche di molti edifici dell’altro medioevo con la classica muratura a filaretto di pietre naturali disposte a filari regolari che lasciano vedere il taglio. Due porte alte si aprono nella parte inferiore sormontate da due archivolti sopra i quali due teste di leoni costeggiano simmetricamente un’ampia finestra.

Torre degli Amidei, particolareç le due teste di leoni
Torre degli Amidei, particolare le due teste di leoni

La presenza delle due teste di animale la fa appellare anche con il nome di Torre dei Leoni, ma anticamente, si tramanda, era conosciuta anche con l’appellativo di Bigonciuola forse perché servì da dimora ad una banda di birri del Bargello, come scrive Giuseppe Conti

Una lastra marmorea riporta, a destra di una delle porte, i versi del canto XVI del Paradiso nel quale Dante menziona la ragguardevole famiglia degli Amidei ai quali si attribuisce lo scoppio delle lotte dei Guelfi e dei Ghibellini come ben s’intende nelle parole che Dante fa dire al suo avo Cacciaguida quando parla al suo discendente delle principali famiglie del suo tempo:Amideitorreparticolareleoni

La casa di che nacque il vostro fleto /Per lo giusto disdegno che v’ha morti/E puose fine al vostro viver lieto/Era onorata essa e i suoi consorti:/ o Buontelmonte quanto mai fuggisti/ le nozze sue per li altrui conforti! (La casata da cui nacque il vostro pianto a causa del giusto disdegno che vi ha rovinato e che ha posto fine al lieto vivere, era onorata insieme alla sua consorteria: O Buondelmonte, quanto male facesti a fuggire le nozze seguendo i consigli altrui!

In questi versi il poeta ricorda una brutta faccenda che riguardò la casata degli Amidei e quella dei Buondelmonti: la rivalità e l’ostilità che ne derivò risalivano al 1215 quando Buondelmonte mancò alla promessa data a Reparata Amidei per sposare invece Beatrice Donati, ma il giorno stesso delle nozze venne trucidato dai rappresentanti della famiglia Amidei che pensarono così di lavare l’onta subita dalla bella Reparata, proprio sotto la torre e la cui morte segnò l’inizio della rivalità tra Guelfi e Ghibellini.

Le nozze di Buondelmonte in un dipinto di F.S. Altamura
Le nozze di Buondelmonte in un dipinto di F.S. Altamura, pittore ottocentesco che dipinse anche il funerale dello stesso Vuondelmonte
F.S. Altamura i funerali di Buondelmonte
F.S. Altamura i funerali di Buondelmonte

Molti anni dopo l’oltraggio, nel 1283, un fatto analogo si ripetette quando Oliviero Amidei, padre della bella e leggiadra Ginevra, decise di mancare la parola data a certo Neri Bonfigli, sposando la figlia al rappresentante di una famiglia ricchissima e ritenuto pertanto più adatto a imparentarsi con Oliviero che aveva conosciuto, ad opera di un’eredità, una nuova fortuna. Se il primo oltraggio aveva procurato a tutta la comunità infauste conseguenze, il nuovo portò alla morte il promesso sposo per mano del Bonfigli che fu giustiziato con il taglio della testa davanti a casa Amidei.

Amori, potere e soprusi mentre le torri continuano a ergersi quasi ignare di quanta storia e storie di varia umanità sono trascorse ai loro piedi.

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