Da Firenze a Faenza lungo un’antica via romana

di Alessandro Ferrini

Tracciato della via Faventina
Tracciato della via Faventina

Costruita lungo un antico percorso etrusco – secondo alcuni nel 150 a.C. secondo altri dopo la fondazione di Firenze nel 59 a.C. – è registrata nell’Itinerarium Antonini (una sorta di stradario della viabilità romana che riporta le distanze in m.p. fra le varie località, risalente al periodo di Diocleziano, nel III secolo d.C.) nel percorso “via a Faventia – Lucam”. Era considerata far parte del sistema viario militare che da Firenze giungeva fino a Lucca e poi a Luni: una sorta di strada dei due mari che univa Adriatico e Tirreno. L’Itinerarium fa partire la strada consolare da Faenza e quindi anche il computo delle distanze (come appare dalla fig.1), noi invece ricostruiamo il percorso partendo da Firenze, da Porta contra Aquilonem, quella a nord, situata più o meno fra piazza San Giovanni e via de’ Cerretani, passava per Borgo san Lorenzo e via san Gallo fino a incrociare l’odierna via Faentina sul torrente Mugnone. Da qui, lungo la valle sotto Fiesole (cui l’univa una via secondaria probabilmente corrispondente all’erta salita della Badia Fiesolana) fino all’agevole passo di vetta le Croci (519 m) scendeva lungo la valle del torrente Fistona per giungere alla Sieve che attraversava nei pressi di Lutiano (praedium Alitianum), dopo aver toccato Salaiole  e Gricignano  (praedium Graecinianum).  Con un percorso situato più a est rispetto a quello dell’attuale Faentina.

L'antica strada romana lungo il torrente Fistona, oggi.
Il torrente Fistona, oggi, lungo il quale correva la strada

Di una strada “sicuramente militare antichissima” infatti ci parla Lino Chini (Storia antica e moderna del Mugello, Firenze 1875) riferendosi a scritti ancora più antichi: “di tale via furono scoperte le tracce sui monti della Valcava ove adesso è la pieve di San Cresci” (Nel luogo in cui essa si trova, molto probabilmente c’era un tempio pagano, gli scavi  effettuati ne fecero trovare le fondamenta, insieme a monete romane fra le quali alcune dell’imperatore Decio, pietre scolpite con serpi, ossa di animali sacrificati e altri oggetti)

Le stazioni di posta da Faenza a Lucca riportate nell'Itinerarium Antonini
Le stazioni di posta da Faenza a Lucca riportate nell’Itinerarium Antonini (fig.1)

Superato il Castellare di Annianum (il moderno Borgo San Lorenzo) riprendeva a salire verso Pulicciano (praedium Publicianum) la cui chiesa di Santa Maria “le muraglie di essa essendo le mura di una grande cisterna fabbricata secondo l’uso romano” a quanto afferma il Chini. Poco oltre il paese di Ronta che conserva molti antichi resti di una necropoli e di insediamenti etrusco-romani.

La strada romana abbandona poi la valle del torrente Elsa e superato il valico di Casaglia (Casalia in Alpe) a 922 m scende per la valle de Lamone a Crespino, Fantino e Biforco fino alla località Castellaccio, nei pressi di Marradi, dove sono stati rinvenuti altri reperti di epoca romana. Probabilmente è questo il luogo riportato nell’Itinerarium in Castella mansione itineraria.

La via continuava lungo la valle del Lamone toccando Popolano (praedium Popolanum) S. Cassiano, Casale la Strada, Fognano fino a Brisighella e Faenza, la romana Faventia. Lì intersecava la via Emilia.

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