ovvero il “Sentiero per Londa”

Londa il lago e il ponte sul Rincine
Londa il lago

di Salvina Pizzuoli

Siamo a Londa ridente località alle propaggini del Falterona. Coronata di monti è ricca di acque chiassose cui deve e il bel lago e il proprio toponimo: il Rincine ne alimenta lo specchio d’acqua artificiale, parte integrante ormai del quieto paesaggio che lo accoglie dagli anni ’50, mentre il Moscia e il Rincine, confluendo con acque veloci, ne hanno probabilmente determinato l’origine del nome: dal latino unda, onda, da cui Londa, come ci spiega la nostra giovane guida.

Ci accingiamo a percorre insieme ad un camminatore provetto, il noto Alessandro Bellière, il sentiero, riscoperto e reso praticabile, che unisce varie frazioni del Comune.

Il nostro cammino ha inizio a Petroio, non lontana, in cui ci spostiamo con i mezzi messi a disposizione dal Comune; i più “in gamba” decidono di percorrere a piedi la distanza che separa le due località su una strada asfaltata che s’inerpica ripida e rapida.

locandinasentieroRipercorrere un antico sentiero significa non solo un contatto ravvicinato con la natura circostante ma anche rivisitare pagine della storia di quel territorio punteggiato di tracce rimaste lì, messaggere del tempo, ambasciatrici del rapporto antico tra l’uomo e la natura, degli antichi mestieri, delle testimonianze artistiche lasciate come cippi segnatempo: è questo il fascino che cattura il visitatore, il passeggere, che a piedi gode a pieno del paesaggio in cui s’immerge.

Da Petroio, dove incontriamo la chiesetta di Santo Stefano con torretta campanaria, a Rincine il sentiero, percorso anche dai cavalli del vicino centro ippico, prima ampio fino ad un piccolo cimitero di montagna, si restringe a mulattiera e sale leggermente e riscende con ampi scorci sulla vallata.

Uno scoeco della valle
Uno scoeco della valle
Uno scorcio della valle
Uno scorcio della valle
Petroio la chiesa di Santo Stefano
Petroio la chiesa di Santo Stefano
Petroio la torretta campanaria della chiesa di Santo Stefano
Petroio la torretta campanaria della chiesa di Santo Stefano

Qui le specie arboree dominanti sono le querce. Il sentiero scorre agevole fino alla strada asfaltata (la statale Stia-Londa) e sale fino a Rincine che ci accoglie con la bella pieve di Sant’Elena,

Rincine La pieve di Sant'Elena
Rincine la pieve di Sant’Elena

datata XII/XIII secolo in stile romanico con l’unica navata che termina con l’arco absidale. Ma sa stupirci anche un piccolo gioiello dell’arte della lavorazione della ceramica: una terracotta invetriata attribuita a Benedetto Buglioni, formatosi nella bottega di Andrea della Robbia e datata intorno al XV secolo, che raffigura una Madonna in trono con il Bambino tra i Santi.

Rincine terracotta invetriata attribuita a Benedetto Buglioni conservata nella pieve di Sant'Elena
Rincine terracotta invetriata attribuita a Benedetto Buglioni conservata nella pieve di Sant’Elena
Rincine La pieve di Sant'Elena l'abside
Rincine l’abside della pieve di Sant’Elena
Rincine la torretta campanaria della pieve di Sant'Elena
Rincine la torretta campanaria della pieve di Sant’Elena

Nella zona sono presenti molti mulini legati soprattutto alla produzione della farina di castagne, il frutto per eccellenza dell’Appennino che ha da sempre svolto un ruolo cardine nell’alimentazione delle popolazioni di montagna. Immagino a primavera avanzata il tripudio verdeggiante, oggi ancora spento, anche se qua e là un verde tenero a tratti compare appena accennato sui rami ancora prevalentemente spogli.

Da Rincine riprendiamo il sentiero che si snoda con variazioni di quota tra quattro cinquecento metri lungo tutto il tratto da percorrere. Giungiamo quindi a Fornace dove la chiesa di San Lorenzo

Fornace la torretta campanaria della chiesa di San Lorenzo
Fornace la torretta campanaria della chiesa di San Lorenzo

con la sua ripida scalinata e il piazzale erboso antistante

Fornace la scalinata di accesso alla chiesa di San Lorenzo
Fornace la scalinata di accesso alla chiesa di San Lorenzo

ha accolto i membri del gruppo, alcuni in compagnia di amici a quattro zampe, per un frugale spuntino. In basso scorre e gorgoglia il torrente omonimo. Lungo il percorso due brevi soste davanti alla casa natale dell’agronomo Jacopo Ricci membro dell’Accademia dei Georgofili e a villa Gori, settecentesca, a struttura quadrangolare con torretta colombaia e con la facciata decorata. Un busto e una lapide marmorea ricordano l’operato dell’illustre proprietario: Agostino Gori.

Fornace, Villa Gori la facciata
Fornace villa Gori la facciata
Fornace, Vila Gori particolare della piastra marmorea
Fornace villa Gori particolare della piastra marmorea
Fornace Villa Gori
Fornace villa Gori

Attraversiamo su un ponte dall’agile struttura con una sola arcata il Fornace e sulla riva opposta ancora un mulino.

Fornace il ponte sul torrente omonimo
Fornace il ponte sul torrente omonimo

Ci dirigiamo quindi verso Caiano. Dopo aver riattraversato la statale e con brevi dislivelli raggiungiamo l’ultima tappa dell’anello prima di scendere nuovamente verso Londa. Abbiamo percorso circa nove chilometri. Un’altra chiesa romanica segna il nostro cammino: un campanile a torre e un’abside ci appaiono in un’ampia radura erbosa, è la chiesa suffraganea di Santa Maria. La presenza di pievi e suffraganee lungo i tracciati indicano una viabilità frequentata fin dai tempi più antichi in quanto queste strutture svolgevano la funzione di centri di ospitalità per i pellegrini e di censimento delle comunità locali.

Inizia la breve discesa verso il lago e altri incontri ci attendono: una magnifica vista dall’alto, un’imponente quercia da sughero pluricentenaria inserita nell’albo delle piante monumentali e ancora mulini. E il Rincine con le sue anse, cascatelle e la bell’acqua che si riversa nel lago.

Londa la quercia da sugheri pluricenenaria
Londa la quercia da sughero pluricenenaria
Londa il torrente Rincine
Londa il torrente Rincine
Il torrente Rincine
Il torrente Rincine
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Londa  il lago

Una visita da rifare e da non perdere, pertanto ringraziamo per la bella giornata, salutare e ricca di piacevoli scoperte, tutti gli organizzatori: il Comune di Londa in collaborazione con il Centro Visita del Parco Nazionale, Ecotondo, il G.E.V. e il Centro ippico “Il bosco di Rincine”.