di Salvina Pizzuoli

 

Siamo nella Maremma grossetana e più precisamente nell’Alta Maremma, nella parte sud delle Colline Metallifere, in quella porzione del territorio toscano che conserva su ogni cucuzzolo borghi murati, rocche, antichi castelli come Montepescali, Roccatederighi, Sassoforte, Sassofortino, Montemassi e intorno un paesaggio che degrada verso il mare tra macchia arbustiva, olivi, vigne, coltivazioni, pascoli. Detto così parrebbe un semplice elenco, ma non è solo questo quanto visto dagli occhi del viaggiatore che li scorre su terre amene con i loro caratteristici colori, il giallo caldo e il verde intenso, tra forme ondulate e morbide che racchiudono paesaggi e panorami che fanno della Maremma una terra fastosa di bellezze naturali e di storia. Sì, perché da qui è passata tanta storia ed è qui che si è fermata e materializzata in forme suggestive lasciando traccia sul territorio.

Un vicolo di Sassofortino in prossimità della chiesa

Oggi siamo a Sassofortino, siamo venuti a visitare il borgo e i ruderi del castello di Sassoforte che, per dirla con il Repetti, comincia la sua storia dove l’altro la interrompe dopo che i Senesi “disfatto il castello di Sasso Forte con i materiali di quelle rovine (anno 1330) edificarono il castello di Sasso Fortino in più umile montuosità”.

Se il primo infatti sorgeva a 720 metri, il secondo si sviluppa a 570. Il suo antico passato compare per la prima volta intorno all’XI secolo e indica che a quel tempo apparteneva alla potente famiglia dei conti Aldobrandeschi: precisamente era il 1075 – 1076 quando in un atto notorio si legge della donazione, di Ildebrando V Aldobrandeschi e della moglie, della chiesa sita in Sasso Forte con tutti i beni annessi alla chiesa di Montemassi. Il castello faceva quindi parte dei feudi della potente famiglia dei conti, cui appartenevano molte altre terre nella Maremma, anche se non è stato ancora appurato dagli studiosi se gliene vada o meno attribuita anche la fondazione. In un altro atto documentario del 1216 avvenne inoltre la spartizione delle spettanze relative a Sasso Forte ai quattro figli di Ildebrandino VII anche se l’effettivo controllo politico apparteneva ai “Signori di Sasso Forte” come si definivano gli esponenti appartenenti a una dinastia di signori locali.

Sassoforte in una ricostruzione

Se Il Repetti propende per una ricostruzione più in basso, con la nascita di Sassofortino dopo l’acquisto del Castello di Sassoforte dal Comune di Siena, altre tradizioni ne indicano invece la coesistenza. Nel caso di Sasso Forte, la presenza di rocce riolitiche, ovvero rocce di origine vulcanica, che assumono la struttura di alte muraglie, costituendo una protezione naturale, a cui si aggiungeva un’ottima posizione strategica oltre che paesaggisticamente notevole per il panorama che vi si gode, avevano favorito la scelta del sito:

“Sulla vetta di un alto monte, che sorge maestoso e isolato, dominando l’estese pianure della Merse, dell’Ombrone, e della Bruna, esisteva il castello di Sassoforte; fabbricato con grandi pietre sovrapposte le une sulle altre senza cemento, poteva dirsi opera di giganti, ma più la mano dell’uomo che il tempo lo condannarono ad essere, molti secoli fa, totalmente distrutto” (da L.Grottanelli, “La Maremma toscana”, 1876)

La sua storia travagliata e contesa tra famiglie potenti insieme alle alterne vicende che vedevano i feudatari accordare i loro favori e al potere dell’imperatore e a quello del del papa, ne determinarono il passaggio sotto il controllo di Siena e poi, alla caduta nel 1555, al Granducato di Toscana.

La chiesa di San Michele

È dal piazzale accanto alla chiesa di San Michele che inizia la salita verso i ruderi di Sassoforte. La chiesa, di origine medievale ma rimaneggiata più volte tra Ottocento e Novecento, al suo interno conserva un dipinto di scuola senese del XVI secolo: la Madonna del Rosario.

Tela di scuola senese del XVI secolo: la Madonna del rosario

Un bel manto boscoso, prima di castagni e poi di faggi, caratterizza insieme ai macigni di trachite il paesaggio su cui sono sparsi i resti del castello, imponenti e suggestivi nella loro spettralità, che consta di tre nuclei: il cassero, l’area signorile e il borgo. All’interno del cassero, un cortile a nord e a sud nel quale si individuano due ambienti di cui quello a nord, con funzione presumibilmente abitativa, dotato di una grande cisterna. Nell’area prospiciente il cassero, a un livello più basso, un pianoro circondato da mura in cui sono ancora identificabili due torrette quadrangolari, all’interno del quale si conserva un edificio con elementi architettonici di pregio, identificato con l’area signorile. Quindi il borgo di cui restano solo le mura perimetrali che lo racchiudevano. Sparsi poi nel pianoro si identificano numerosi manufatti in pietra locale: macine e vasche per la raccolta dell’acqua piovana.

A questo link altre immagini relative al castello di Sassoforte

N.B. Viene consigliata l’escursione in autunno o in inverno per la presenza della folta vegetazione