Montieri porta di accesso all’antico borgo

Montieri fu un antico castello con un borgo sottostante sulle pendici settentrionali dell’omonimo Poggio da cui nasce un ramo del fiume Merse con il nome di Merse Savioli. Il suo nome di origine Mons Aeris o monte di rame, pare abbia origine proprio dalle miniere che vi furono scoperte già ai tempi degli Etruschi e dei Romani. La zona fu in età medievale diboscata e il monte bucherellato da ogni parte per la ricerca dei copiosi filoni presenti oltre al rame come il ferro, il piombo e l’argento.

Montieri scorcio

Nel IX secolo le miniere furono donate al vescovo di Volterra e ai suoi successori che, nei periodi successivi, concessero lo sfruttamento di una porzione all’abbazia di San Galgano insieme al privilegio della zecca e quindi di battere moneta. I vescovi volterrani conservarono per circa quattro secoli il possesso di Montieri e delle attività estrattive, fiorenti tra il IX e il XIV secolo, nonostante altri poteri fossero attratti dalle medesime risorse come la famiglia dei Pannocchieschi e il comune di Siena. Il sodalizio tra i vescovi e i membri della famiglia signorile portò, nel corso del XII secolo, al soglio vescovile ben tre vescovi Pannocchieschi e l’apertura della zecca all’interno del castello di Montieri, per concessione imperiale, nel XIII secolo. La contesa tra i vescovi volterrani e il comune di Siena si concluse nel 1326 con la conquista da parte di questi ultimi che lo cinsero di mura nel 1371 quando le cave di argento stavano ormai esaurendosi; terminarono quindi le lotte per impossessarsi del territorio e la natura prese man mano il sopravvento ricoprendo le cave con la sua fitta vegetazione arborea.

Il territorio montierino era ideale per le attività estrattive per le ampie aree a bosco, il legname era infatti necessario come fonte di energia per l’estrazione, e la presenza di ferriere lungo il Merse per la lavorazione del minerale locale sfruttando la forza motrice dell’acqua.

Montieri il torrione della chiesa dei santi Michele e Paolo

Molte le attività estrattive che nel tempo hanno caratterizzato la storia e la geografia della valle del Merse: al territorio comunale di Montieri oggi appartengono i centri di Boccheggiano con le sue miniere di pirite, di Travale e Gerfalco che con i loro soffioni alimentano le centrali geotermiche. Alcune attività si sono protratte nel tempo come quella della grande miniera di pirite a Campiano chiusa nel 1994 e quella di antimonio a Cetine di Montarrenti, chiusa dopo la seconda guerra mondiale. E non solo metalli, ma anche marmi come il “marmo nero” della Montagnola senese dalle cave di Vallerano e utilizzati per il duomo di Siena e per il chiostro di Torri o il calcare, sempre dalla Montagnola, conosciuto anche come “pietra da torre”.

Conci realizzati in “pietra torre”

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