di Salvina Pizzuoli

In Italia i mulini a vento non hanno mai avuto ampia diffusione, solo la Toscana e la Sicilia possono vantare una presenza più estesa. In particolare la Toscana ne annovera vari ma solo in due zone precise: lungo la costa e in Val di Sieve, territorio che nel Settecento fu terra di sperimentazione agraria, dove ne sorsero vari lungo quella che viene definita la linea del vento, un asse su cui correva in modo più costante, da Monte Giovi a Poggio Firenze. Nel nostro viaggio di scoperta ci muoviamo tra Pontassieve e Rignano, incontrando ben due mulini, quello di Volognano, a pochi passi dal castello omonimo, e quello di Torre a Cona.

Il mulino di Volognano

Siamo sopra Rosano nel punto in cui la Sieve confluisce nell’Arno su cui domina il castello molto rimaneggiato in stile neo gotico, ma di cui è ancora visibile e percorribile l’antico circuito murario, a cui si accede attraverso un grande arco in arenaria, che ruota attorno ad un maestoso torrione merlato. Superato l’arco la piccola chiesa di San Michele che conserva opere pittoriche di notevole fattura datate XVI secolo.

Senza alcuna indicazione, ma ben visibile a poca distanza dal castello omonimo, su per una strada sterrata, raggiungiamo la vetta del colle su cui possiamo riconoscere, in quel che resta, la struttura circolare di una torre con al posto della calotta su cui si muovono le pale, un groviglio secco, per la recente stagione calda e asciutta, di rampicanti intrecciati tra loro. Accedere non è il caso nonostante la sua porta sia spalancata e aperta ad eventuali visitatori, ma si rischiano crolli nella struttura che appare molto malandata e in completo abbandono. Non si hanno notizie certe sulla data di questo vecchio mulino, ma se ne conosce la struttura grazie ad una descrizione che ne fece nel 2001 Carla Romby, riportata nel libro di Baldini e Casprini* insieme a quella della propria visita: due gli ambienti, quello delle macine al piano terra e quello del magazzino situato al piano superiore cui si accedeva per una scala elicolidale in pietra serena. I pavimenti sono in quadroni di cotto sia al pino terra che al piano superiore. Ci consoliamo con la vista che da qui si gode del castello sul poggio dirimpettaio e di tutta la bella campagna circostante coltivata a olivi, un vanto di cui la Toscana va famosa nel mondo.

*Baldini/Casprini Mulini a vento in Toscana. “Macchine artificiose poco diffuse in Italia”