La pieve di Santa Maria a Diecimo


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Diecimo, la torre campanaria e l’abside della pieve di Santa Maria

Siamo a Diecimo che deve il suo toponimo alla distanza in miglia romane da Lucca segnalata dalle pietre miliari sulla strada romana che risaliva la valle del Serchio. 

Per tutto il medioevo Diecimo rappresentò un polo stradale importante della fitta rete viaria che collegava Lucca con Luni e Parma e anche lungo il Serchio controllandone la viabilità fluviale, come attestano vari documenti sul pagamento di gabelle da parte delle imbarcazioni.

Non stupisce pertanto la presenza di una pieve prestigiosa che ancora oggi possiamo ammirare in tutta la semplicità delle sue strutture comunque imponenti: a impianto basilicale a tre navate, come molte altre del territorio lucchese. Documentata per la prima volta nel 919 aveva origini anteriori e fu successivamente ampliata fino all’attuale assetto tra il XI e il XIII secolo con rimaneggiamenti nel XVII e XIX.

Diecimo, la faccaiata della pieve di Santa Maria

Diecimo, la facciata della pieve di Santa Maria

Sorge su uno dei lati della V su cui si sviluppa oggi l’abitato di Diecimo sulla sponda sinistra del Serchio.

L’austera facciata è ingentilita dalla bifora e dal bassorilievo che decora l’architrave del portone d’ingresso con intrecci vegetali, elementi antropomorfi e zoomorfi. Motivi che si ripetono sulle formelle che coronano l’abside.

 

 

 

 

Diecimo, il bassorilievo

Diecimo, il bassorilievo dell’architrave

Diecimo, l'abside della pieve di Santa Maria

Diecimo, l’abside della pieve di Santa Maria

Diecimo, una delle formelle che decorano l'abside

Diecimo, una delle formelle che decorano l’abside

Diecimo, una delle formelle che decorano l'abside

Diecimo, una delle formelle che decorano l’abside

La torre campanaria ripropone schemi lombardi interpretati in territorio lucchese: vi si aprono in progressione verso l’alto una monofora, una bifora, una trifora fino ad una quadrifora. È delimitata da una corona di merli aggiunti nel XIX secolo.

Diecimo, la torre camapanaria

Diecimo, la torre camapanaria

In posizione defilata rispetto all’abitato, circondata da curati prati verdi e giardini alberati permette ancora oggi al visitatore di riscoprire l’atmosfera antica, quella pace e leggerezza che si respira intorno alle pievi anche quelle, come Santa Maria, quasi completamente cittadine.

Diecimo, il fonte battesimale

Diecimo, il fonte battesimale

Diecimo, un leone stiloforo che lotta con un uomo

Diecimo, un leone stiloforo che lotta con un uomo

Diecimo, un leone stiloforo che lotta con un drago

Diecimo, un leone stiloforo che lotta con un drago

L’interno a tre navate è spartito da pilastri e conserva solo nella struttura portante le caratteristiche della sua epoca originaria con importanti arredi risalenti al XIII secolo: un fonte battesimale esagonale in pietra in stile romanico guarnito da decorazioni, due leoni stilofori, cioè basamenti per colonne, che ghermiscono uno un uomo e l’altro un drago. Sono attribuiti da alcuni studiosi al maestro di pietra Diotaiuti di Marchese attestato a Lucca tra il 1231 e il 1258, e datati 1240.