Rocca di Staggia-Talciona-Cedda-Abbadia Isola

 

 

 

Staggia: Torrione
Staggia: Torrione

La Rocca di Staggia merita una visita con la guida interessante e gradevole del direttore artistico della Fondazione “La Rocca di Staggia” Donatella Bagnoli.

Il sistema di fortificazioni, costruito dai membri di una ricca famiglia di mercanti fiorentini, detti “franzesi” essendosi arricchiti in Francia, su una preesistente residenza nobiliare, intorno al XII- XIV secolo, è costituito da torri e mura nonché dall’imponente cassero quattrocentesco.

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La ricetta del caciucco di ceci
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I’Nostrano, l’interno

Da non perdere, se ci capitate per l’ora di pranzo, la cucina caratteristica de “I’ Nostrano” una bottega trattoria con sapori d’altri tempi: piccolo ambiente colorato che conserva antiche tradizioni culinarie. Da gustare i pici all’aglione, il caciucco di ceci, le polpettine di miglio.

Santa Maria a Talciona: rosone e simbolo della gruccia
Santa Maria a Talciona: rosone e simbolo della gruccia

Arrivare a Santa Maria a Talciona seguendo l’itinerario indicato sulla carta non è facile: strade sterrate e saliscendi ghiaiosi, ma il paesaggio è davvero mozzafiato. Se poi la stagione è quella primaverile, i profumi di questa bella e fertile terra vi conquisteranno.

Santa Maria a Talciona: Natività
Santa Maria a Talciona: Natività
Santa Maria a Talciona: rosone laterale
Santa Maria a Talciona: rosone laterale

Santa Maria a Talciona merita comunque il viaggio per la splendida architettura e la Natività, del 1234, nell’architrave del portone d’ingresso della chiesa di Santa Maria, datata XIII secolo.

San Pietro a Cedda: particolare dell'abside con il pellicano
San Pietro a Cedda: particolare dell’abside con il pellicano
San Pietro a Cedda: particolare abside, monofora
San Pietro a Cedda: particolare abside, monofora

San Pietro a Cedda può essere visitata anche all’interno, ma dovrete attendere, poco tempo,  la guida che interviene su chiamata telefonica. San Pietro, discosto dalla strada, può essere scoperto solo grazie alle due ruote che portano dappertutto.

Verso Monteriggioni, che si conserva con la sua suggestiva cinta muraria, e Abbadia Isola il viaggio può dirsi piacevolmente concluso tra bellezze architettoniche e paesaggi naturali.

Interessante il toponimo di questa località dovuto alla presenza di acquitrini e zone paludose sui quali si elevava, come un’isola, la bella badia. Fondata nel 1001 ebbe come appellativo originario quello di San Salvatore. L’interno è diviso in tre navate da archi su colonne e pilastri cruciformi.

 

Abbadia Isola
Abbadia Isola. la facciata
Abbadia Isola: Fonte battesimale
Abbadia Isola: Fonte battesimale del 1419.
Abbadia Isola: particolare, le bifore
Abbadia Isola: particolare, le bifore

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