Petriolo dei Bagni, il fabbricato delle ntiche terme prima degli ultimi crolli e come ci piacerebbe rivederlo

Per trovare le antiche e famose Terme di Petriolo oggi occorre uscire dalla superstrada, da Siena per Grosseto, a Iesa e, seguendo le indicazioni, scendere lungo le rive del torrente Farma.

“Nel fondo di un cupo vallone […] presso al ponte su cui passa la strada Regia Grossetana, 20 miglia a ostro di Siena, 34 a settentrione di Grosseto. Le acque solforose termali di Petriolo scaturiscono sulla ripa sinistra della fiumana Farma, 200 passi in vicinanza delle rovine deserte mura castellane di Petriolo”. (da Repetti, Dizionario).

Petriolo dei Bagni, il Farma

Oggi gonfio di acque per le recenti piogge il Farma scorre impetuoso e il suo corso, tra fitte macchie, si snoda snello fino alla confluenza con il Merse. Quello che resta delle Terme, che furono meta di molti personaggi illustri in età medievale, sono solo ruderi, imponenti, ma ruderi testimoni di una lontana fama e opulenza. Già il Repetti a metà del XIX secolo le definiva deserte rovine. Oggi invece le deserte rovine sono meta di molti irriducibili che in tutte le stagioni amano i bagni caldi nelle piscine naturali. Già ai tempi le acque solfuree erano considerate molto efficaci per la gotta, da cui molti dei Medici erano affetti, e malattie reumatiche o a carico dell’apparato respiratorio. Lo stesso Papa Piccolomini ne lodava le qualità e ne era assiduo ospite.

Bagni di Petriolo, il torrente Farma

Oggi molte delle piscine naturali sono coperte dalle acque impetuose del Farma che copiose hanno superato i livelli normali del corso d’acqua che scorre pacioso nella stagione estiva.

Affacciandosi dal ponte menzionato da Repetti si può vedere chiaramente una torretta diruta che affianca un fabbricato, oggi imbacuccato con sostegni, coperto nella parte che affaccia sul fiume con un porticato a volte e al cui interno in varie vasche trovano albergo le calde sorgenti acidulo-solforose che impregnano l’aria all’intorno con i loro effluvi.

L’antico edificio delle Terme

Oltre il porticato, con quattro archi a tutto sesto sostenuti da grossi pilastri ottagonali, si accedeva infatti ai locali coperti con volte a crociera e a tre vasche rettangolari con gradini (oggi il cantiere, si spera di ripristino, non permette la visita all’interno): erano i locali delle antiche terme, più in alto una chiesetta romanica. I ruderi che le cingono e che oggi emergono qua e là ammantate di vegetazione, come sentinelle vegliavano e proteggevano pellegrini e viandanti dagli assalti di malviventi del passato: fu infatti la Repubblica di Siena, che aveva un sopraintendente presso le terme nel XIV secolo, a voler cingere di mura, tra il 1406 e il 1410 circa, i bagni a protezione anche dei personaggi famosi che davano lustro con la loro frequentazione. Tre le torri ancora oggi visibili e una porta.

Petriolo Bagni, la muraglia e la torretta tra la vegetazione

Le terme in effetti erano già conosciute sin dai tempi di Cicerone e Marziale anche se la loro fama si accrebbe durante il periodo medievale.

Petriolo delle Terme, la chiesetta romanica
Petriolo dei Bagni l’antica porta di accesso alle terme

Vai a tutti gli articoli sulla val di Merse: Storia e paesaggio della val di Merse