di Luisa Di Tolla

“È primavera, svegliatevi bambine, alle Cascine messer Aprile fa il rubacuor …”.
Così recitava Mattinata fiorentina, una celebre canzone degli anni ’40: da sempre infatti le Cascine a Firenze, sono considerate il luogo di svago per eccellenza, dove si va sia per passeggiare che per fare nuove conoscenze.
Anche nella Toscana di Canapone (1), il parco delle Cascine, nei giorni di festa, accoglieva una gran folla di nobili, borghesi e popolo.
I fiorentini amavano molto il paesaggio in quell’epoca di pittura macchiaiola e di scarsa villeggiatura, dato che, arrivati alla ringhiera dell’Indiano, avevano l’illusione di trovarsi davanti all’immensa distesa del mare.
Ogni anno, poi, nel giorno dell’Ascensione si festeggiava proprio alle Cascine, la festa del Grillo:
come ci dice il Vasari, nasceva dalla credenza popolare che ascoltare il canto di quell’animaletto tanto nocivo alla vita dei campi, portasse però fortuna.
Quando nel 1871 la capitale del Regno d’Italia passò da Firenze a Roma, erano intanto comparse sul prato del Quercione le corse dei cavalli “a premi”, volgarmente dette corse inglesi.
Il riposo domenicale però aveva anche un’altra sosta obbligata: il caffè, soprattutto per gli uomini.

Il caffè Donay in una stampa dell’800


A Firenze il più elegante era Doney che fu aperto nel 1827 da un francese ex ufficiale di Napoleone; il più frequentato invece era l’Elvetico, aperto già dal Settecento dalla famiglia Wital; in piazza del Granduca(2) sempre pieno era il Caffè del Giappone, mentre alcuni decenni più tardi sorsero il celeberrimo Rivoire, aperto dall’omonimo cioccolatiere piemontese e Gilli,

Un foto da: Gilli La storia
Un foto da: Gilli La storia

il più antico caffè di Firenze, nato nel 1733 in piazza Vittorio Emanuele II(3), che attirava molti ufficiali e, per un certo periodo, anche molti artisti.
Chi non poteva permettersi il caffè, ovvero la plebe minuta, conversava in strada degustando
un’orzata, tipica bevanda rinfrescante e analcolica, di origine vegetale.
Finita le festa, il lunedì ognuno riprendeva il suo posto e la povera gente, ch’era la maggioranza,
pensava a come sbarcare il lunario!


1 Leopoldo II, granduca che governò dal 1824 al 1859.
2 Oggi della Signoria.
3 Oggi della Repubblica.

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