Le leggende non finiscono mai perché come la matrioska sono contenute  le une nelle altre e si diffondono ciascuna con una faccia delle verità che raccontano.

E così eccoci a presentare leggende legate a luoghi o a personaggi che hanno una o più versioni, come tutte le leggende che si rispettino, e ci piace presentarle in relazione a quei luoghi della nostra Toscana a cui abbiamo dedicato uno spazio speciale perché ci hanno conquistato forse proprio in virtù delle leggende di cui sono ammantate.

Crevole, la rocca in un disegno del XVIII secolo

Cominciamo con la rocca di Crevole i cui ingredienti danno i brividi al solo leggerli, se poi volessimo sperimentarli, non ci resta che avvicinarsi notte tempo ai ruderi dell’antico castello…!

Crevole particolare dei ruderi dell’antica rocca

Siamo nella valle del Merse, solcata da più acque che poi si versano nell’Ombrone senese, a pochi chilometri da Siena. Insieme a Murlo, castello poco distante, Crevole era un’antichissima fortezza, posta strategicamente su uno sperone roccioso sulla valle omonima, entrambi possedimenti della diocesi senese costituendone il Vescovado.

La sua storia millenaria e le varie lotte che hanno caratterizzato la sua esistenza e non per ultime le stesse strutture che nel tempo l’hanno vista ridursi a pochi brandelli da quel complesso fortilizio che era, ha sicuramente determinato il fiorire di più leggende. La rocca infatti conserva oltre a quanto rimane delle antiche fortificazioni varie tradizioni legate alla figura del vescovo Donosdeo Malavolti che la volle munita nel 1325 e che morì in battaglia per difenderla. Si racconta che il suo fantasma fecesse la prima comparsa molto tempo dopo quando la rocca venne saccheggiata dagli spagnoli nel 1554. Con i paramenti sacri e armato di un crocifisso il vescovo lanciò il suo anatema contro i saccheggiatori. Da allora chiunque minacci il castello rischia la maledizione di Donosdeo che appare la notte con “occhi di fiamma e piedi di brace”.

Tutte le notti?

Alcune tradizioni indicano le notti di luna piena, durante le quali brandendo ancora la croce, con un esercito di soldati che lo seguono nelle sue apparizioni trascinandosi e urlando, scaglia con antiche parole le sue maledizioni.

Ma a cosa si devono le apparizioni di Donosdeo?

Frammento con lo stemma di Donosdeo Malavolti (foto originale a questo link)

Un’altra versione, più arricchita, tramanda che il vescovo voglia non solo difendere ancora e per sempre la sua amata rocca ma anche la preziosa biblioteca che ne occupa i sotterranei. Nascosta nei vasti cunicoli la biblioteca di Donosdeo non è stata ancora scoperta e non ha avuto la giusta custodia dei materiali preziosi che conserva e a cui il vescovo teneva molto. Se è vero, come narra la leggenda, il fantasma avrà pace solo quando la biblioteca sarà ritrovata e fino a quel giorno le urla e i gemiti dei feriti e dei moribondi non smetteranno e nemmeno le apparizioni dello spettro sugli spalti.

Crevole il torrione della rocca

Leggi anche l’articolo dedicato alla Rocca di Crevole

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