La macchia di Migliarino: storia e ambiente.

È una vasta pineta che si stende oltre il Serchio, tra il lago di Massaciuccoli e il mare per 2400 ettari; dal 1979 fa parte del Parco naturale di Migliarino – San Rossore – Massaciuccoli. Un visitatore illustre la descrive durante una gita nel 1768:

[…] dopo aver passato il Serchio, fui a visitare la macchia di Migliarino che è lunga miglia 4 lungo il mare e larga due, ed osservai ch’era molto buona e composta di cerri, lecci e farnie […] ed è piena di bestiame e maiali e rende da 3.000 scudi l’anno al duca Salviati. La macchia però è molto folta, ma vi sono molte acque palustrose e delle lame di mare. Lungo la spiaggia del mare verso la metà del bosco vi e la torre detta di Migliarino*

… continua a leggere La macchia di Migliarino: storia e ambiente

Paesaggi toscani, la loro storia

Radda in Chianti Radda in chianti, Le Marrangole, esempio di colonica con doppio loggiato e torre colombaia

Il paesaggio toscano dell’alto Medioevo

Il paesaggio medievale della mezzadria in Toscana

Il paesaggio della via Francigena in Toscana e i bagni termali

La genesi del paesaggio classico

Il paesaggio toscano: le case coloniche

Il paesaggio agrario nella Toscana del Medioevo

Immagini di paesaggio agrario del Medioevo: miniature e dipinti

La casa colonica di collina: il Chianti e il Valdarno Superiore

Galleria foto: case coloniche delle colline Toscane

Alcune tipologie di capanne della Toscana rurale: capanna cilindro-conica

Alcune tipologie di capanne della Toscana rurale: capanna quadrangolare e capanna maremmana

Giganti di Toscana

Da Tagliaferro a Buonsollazzo: un altro tratto della “Via degli Dei”

Itinerario sentiero 0-0 nel tratto Tagliaferro – Abbazia Buonsollazzo

Inizia la nostra salita verso l’abbazia di Buonsollazzo (Borgo San Lorenzo) dalla località di Tagliaferro, l’antica stazione di posta lungo la vecchia Postale regia che da Firenze conduceva a Bologna e che il tracciato dell’odierna Bolognese in parte ripercorre.

L’itinerario a piedi che oggi proponiamo fa parte di uno più ampio, di circa 130 chilometri che, … Continua a leggere    Da Tagliaferro a Buonsollazzo: un altro tratto della “Via degli Dei”

Pisa: Piazza dei Miracoli dalle Mura

di Salvina Pizzuoli

Siamo a Pisa e più precisamente nel luogo più significativo della città, la grande Piazza del Duomo o come più precisamente volle nominarla Gabriele D’Annunzio: Campo dei Miracoli. Un modo estremamente indicativo per sottolineare lo stupore del visitatore davanti ai quattro capolavori dell’architettura medievale che vi albergano quasi adagiati su un verdissimo e curatissimo prato, non calpestabile. In effetti se così non fosse quell’esteso bagno nel verde sarebbe impossibile: come ebbe già a scrivere Tabucchi la piazza è sempre gremita e “in certe stagioni quasi infrequentabile”. Così esprimeva il suo rammarico, mi piace immaginare, Antonio Tabucchi qualche anno dopo che il complesso monumentale era stato inserito nella lista dell’Unesco (dicembre 1987).

continua a leggere Pisa: Piazza dei Miracoli dalle Mura

Il Sasso di San Zanobi e la sua leggenda

I miracoli di San Zanobi vescovo di Firenze (IV-V secolo)

p1010633

Siamo a pochi chilometri dal passo della Raticosa sul crinale dell’Appennino Tosco-Emiliano che, nonostante la calura di quest’estate torrida e asciutta, mantiene vividi i suoi splendidi colori.

Lungo la strada in direzione Piancaldoli compare, ben stagliato in lontananza nel cielo azzurrissimo, il famoso Sasso. La storia lo lega ad una pagina recente quando durante la seconda guerra mondiale parte della sua roccia fu utilizzata dagli alleati per sistemare la Provinciale Piancaldolese demolendo la cappella dedicata a San Zanobi che sorgeva nei pressi e visibile in antiche foto.

Ma chi era San Zanobi?

… Continua a leggere        Il Sasso di San Zanobi e la sua leggenda

La rocca di Ceserana e i borghi di Fosciandora

di Salvina Pizzuoli

La Garfagnana oggi ci accoglie con il sole dopo le torrenziali piogge che anche qui hanno lasciato il segno del loro pesante passaggio. Siamo venuti seguendo le presentazioni del naturopata Marco Pardini che, nei suoi viaggi alla scoperta di piante ed erbe, ci fa conoscere anche territori che esulano dagli itinerari più battuti e conosciuti in terra di Toscana, luoghi e paesaggi che meritano una visita.
Oggi andremo a visitare la Rocca di Ceserana in particolare e alcuni dei borghi limitrofi che punteggiano i colli che accompagnano il corso del fiume Serchio, l’antico Auser, che scorre nella valle omonima con le sue belle acque chiare e scroscianti nell’incantevole panorama che si stende in vista delle grigie e innevate Apuane e le alture dell’Appennino tosco emiliano:  paesaggio ricco di verde e boschi, di storia antica e leggende.

… continua a leggere La rocca di Ceserana e i borghi di Fosciandora

Il paesaggio e i borghi di Fosciandora

di Salvina Pizzuoli

Il Comune di Fosciandora comprende un gruppo di borghi (La Villa, Ceserana, Fosciandora, Lupinaia, Migliano, Riana e Treppignana) la cui storia si perde nel tempo come spesso gli stessi toponimi vanno a indicare. Dalle origini questi territori sono stati caratterizzati dall’essere terre di confine: tra i Romani, nuovi conquistatori, e i Liguri Apuani; intorno al VI secolo tra Bizantini e l’avanzata dei Longobardi; nel XV secolo  tra i territori sotto il controllo di Lucca e quelli estensi: Ceserana, La Villa, Migliano, Fosciandora facevano parte del Ducato di Modena e Ferrara, Lupinaia, Riana e Treppignana sotto Lucca.
Paesaggisticamente occupano l’alta valle del Serchio in una conca di rilievi, una grande varietà di ambienti naturali e trasformati dal duro lavoro dell’uomo, con scorci ampi sulla valle del Serchio e delle Apuane.

… continua a leggere Il paesaggio e i borghi di Fosciandora

Un itinerario a piedi illustrato: da Buonsollazzo a Monte Senario

Nella nebbia autunnale

L’abbazia di Buonsollazzo tra le nebbie autunnali

L’itinerario che proponiamo va da via di Tassaia al monte Senario. È indicato con il numero 00 e fa parte di quello più ampio chiamato La via degli Dei. Siamo nei pressi della bella abbazia del Buonsollazzo, a pochi chilometri da Firenze verso Borgo San Lorenzo, che merita almeno di essere vista da lontano, perchè non visitabile, prima di intraprendere il sentiero verso il monte Senario o Asinario. …Continua

Articoli correlati:

Badia di San Bartolomeo in Buonsollazzo

Un itinerario a piedi sulla Via degli Dei

 

Nella val Tiberina Toscana: Anghiari

Anghiari

Su uno sperone tra la valle del Sovara e la val Tiberina Anghiari è un borgo munito che conserva una struttura medievale e bei palazzi rinascimentali. Al borgo vecchio si arriva percorrendo una lunga strada rettilinea e in discesa fino a piazza Baldaccio, capitano di ventura detto appunto d’Anghiari. Le mura che oggi circondano il borgo vecchio furono adeguate tra il XV e il XVI secolo alle nuove esigenze difensive legate alla scoperta della polvere da sparo, si presentano pertanto abbassate e ispessite. L’accesso avveniva da tre porte delle quali due, San Martino e Porta Nuova, erano protette da un fossato e da un ponte levatoio. Porta Nuova o Porta di Sotto, con un rimasuglio di stemma mediceo in sommo d’arco fu l’ultima ad essere costruita, risale infatti al 1460. …continua a leggere Nella val Tiberina Toscana: Anghiari

La via Clodia: da Veio a Roselle

Percorsa e descritta dal prof. Giovanni Caselli

Saturnia, Porta Romana e via Clodia

A un altro chilometro di distanza si trova La Storta, una stazione, la prima, fuori Roma che continuò a svolgere la stessa funzione durante il Medioevo. Più oltre è il bivio dove parte la Cassia. Vi è alla Storta un’iscrizione del 379-387 d.C. che ricorda la costruzione di stalle per i cavalli del cursus publicus. Una cappella qui ricorda l’apparizione di Gesù a Sant’Ignazio di Loyola durante il suo viaggio a Roma.

Oltre La Storta il tracciato antico differisce dall’attuale in quanto traversava una serie di valli torrentizie che il tracciato moderno evita, forse ricalcando di nuovo il percorso preistorico. … Continua   La via Clodia: da Veio a Roselle