
Palazzo Bartolini Salimbeni a Firenze
Palazzo Altoviti e il mistero del vero volto di Vespucci.
Finestre, portoni, palazzi, simboli e architetture fiorentine

Nei versi tratti da Dei Sepolcri, il poeta celebra la bellezza della natura che circonda la città e ne esalta il ruolo civile visto che in Santa Croce conserva la memoria degli uomini che hanno reso illustre l’Italia. Il Carme nasce contro il decreto di Saint-Cloud emanato nel 1806 che, in nome dell’egualitarismo e delle norme igieniche, introduceva le sepolture anonime, senza distinzione di rango e di merito. Il poeta al contrario si sofferma a riflettere sul ruolo della poesia, dell’arte e della bellezza come veicolo della memoria e del ricordo che contrastano la forza distruttrice del tempo che altrimenti consumerebbe e trasferirebbe tutto quanto nell’oblio. … continua a leggere Firenze nei versi di Foscolo, De Amicis, Campana, D’Annunzio.

Che l’arguzia toscana si misuri anche nei modi di dire, nel linguaggio e nei nomignoli affibbiati a uomini e cose, è indubbio. Per fare un “grosso” esempio, basta pensare al Biancone. Non si può non notarlo. In piazza Signoria la sua bianca mole spicca sullo sfondo della pietraforte del Palazzo.
Ma chi ne conosce la storia? E perché fu detto ‘i biancone?
… continua a leggere Il Biancone

Degli anni trascorsi nella Maremma toscana ho portato con me oltre a tanti paesaggi indimenticabili anche ritratti di persone e personaggi e parole e linguaggi. Sì, perché la Maremma ha voci e suoni diversi rispetto alla Toscana tutta. Tra le varie parole che ai tempi mi avevano colpita c’è certamente “verduraio” e “dringolare” e “scioccolare”. Se le prime due erano e sono facilmente riconducibili al loro significato, come anche “dringolare” nel senso di tentennare, voce presente tuttora nell’Aretino e presumibilmente trasferita in Maremma dai vari Casentinesi che vi si recarono in tempi remoti per lavorare, il termine “scioccolare” merita una ricerca ad hoc.
Nel “Grande Dizionario della lingua Italiana” si legge:
Scrollare, scuotere, sbattere
‘Scioccolà’: scuotere (i panni per toglier la polvere, gli alberi perché cadano i frutti,ecc.), strapazzare.= Voce diffusa in una vasta area della Toscana meridionale. fino all’Amiata (sciuccolà) e particolarmente viva a Siena come si trova in Tozzi: Cavò di tasca una manciata di albicocche…, seguitò a cavare le altre, ad una per volta… Alla fine, batté e scioccolo le mani insieme; e disse: “Non ce n’ho più”.
Alcuni riconducono a una forma latina exsucculàre (parallela e derivata. da exsuccàre) col significato originario di ‘asciugare scuotendo’, altri invece al francese choquer (nel sec. XII) quale prestito anche in altre lingue romanze, altri ancora (più verosimilmente) a una base onomatopeica dalla quale potrebbe discendere pure l’aggettivo sciocco.
Anche calìa è un termine che ho sentito più volte in Maremma, ma ne parleremo la prossima volta.

dalla galleria immagini:
Firenze antica nelle cartoline di Corinto Corinti – Epoca Romana
Nelle cartoline di Corinto Corinti: Firenze medievale (prima parte)
Nelle cartoline di Corinto Corinti: Firenze medievale (seconda parte)
Corinto Corinti: via Calimala, la via dei pannilani
Firenze nei pittori della prima metà dell’Ottocento
Firenze nei pittori della seconda metà dell’Ottocento
Firenze nelle opere pittoriche degli autori di tutti i tempi (XVI-XVII secolo)
Firenze nelle opere pittoriche degli autori di tutti i tempi (XIV-XV secolo

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Nei versi tratti da Dei Sepolcri, il poeta celebra la bellezza della natura che circonda la città e ne esalta il ruolo civile visto che in Santa Croce conserva la memoria degli uomini che hanno reso illustre l’Italia. Il Carme nasce contro il decreto di Saint-Cloud emanato nel 1806 che, in nome dell’egualitarismo e delle norme igieniche, introduceva le sepolture anonime, senza distinzione di rango e di merito. Il poeta al contrario si sofferma a riflettere sul ruolo della poesia, dell’arte e della bellezza come veicolo della memoria e del ricordo che contrastano la forza distruttrice del tempo che altrimenti consumerebbe e trasferirebbe tutto quanto nell’oblio. … continua a leggere Firenze nei versi di Foscolo, De Amicis, Campana, D’Annunzio.
Mercoledì 2 febbraio 1870 si svolgeva il primo campionato del mondo di ciclissmo su strada su un tracciato di 25 km da Firenze a Pistoia.

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Il primo campionato del mondo di ciclismo si svolse fra Firenze e Pistoia

Che l’arguzia toscana si misuri anche nei modi di dire, nel linguaggio e nei nomignoli affibbiati a uomini e cose, è indubbio. Per fare un “grosso” esempio, basta pensare al Biancone. Non si può non notarlo. In piazza Signoria la sua bianca mole spicca sullo sfondo della pietraforte del Palazzo.
Ma chi ne conosce la storia? E perché fu detto ‘i biancone?
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da Carlo Collodi, Un romanzo a vapore: Da Firenze a Livorno, Mariani Firenze 1856

La Leopolda parte dalla Stazione di Firenze, fuori la Porta al Prato, e giunge a Livorno con uno sviluppo di Chilometri 95 113. …
Appena uscito di sotto alla navata della grande Stazione di fuori la Porta a Prato, il convoglio del Vapore corre per brevissimo tratto al fianco del delizioso passeggio delle Cascine, del quale si vedono le ridenti e spaziose praterie, i lunghissimi viali, orlati di platani e di alberi, le decenti e bene architettate case coloniche.
Sulla destra, trovasi il canale denominato Macinante, il quale staccandosi dall’Arno all’estremo della città si conduce sino al Bisenzio, dopo di avere animato per via e messo in movimento diversi mulini ed opifici. Le belle rive dell’Arno e le amene colline dei dintorni di Firenze si mostrano al viaggiatore. Signoreggia sulla sinistra la villa di Castel Pulci, così denominata per un possesso della famiglia, cui appartenne Luigi Pulci, autore del poema – Il Morgante. Poco dopo si passa dappresso al Borgo di S. Donnino, detto S. Donnino a Brozzi, dove è la prima fermata dei Treni che partono da Firenze. … continua a leggere Profilo della Strada Ferrata Leopolda da Firenze a Livorno