Il castello di Bibbiano

Bibbiano, Villa de’signori Ghigi posta in collina, costruita nel 1370 ad uso di fortilizio con mura merlate, frazione del comune di Buonconvento. […] Appartenne dapprima ai conti della Berardenga, poi al cardinale Raffaello Petrucci, che la acquistò nel secolo XV, […] fu pure posseduta dai Giuglieschi, famiglia sanese che le lasciò il nome; ultimamente ne avevano possessio i marchesi Ghigi di Siena (dal Dizionario di Emanuele Repetti)

Un castello diremmo oggi più che una villa, come la definisce lo storico Emanuele Repetti per il palazzo che vi sorge al di là del perimetro delle mura, voluto dal cardinale ad opera dell’architetto Peruzzi. … continua a leggereIl castello di Bibbiano

Galleria foto di Castiglion della Pescaia

Castiglione della Pescaia

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Arezzo dal libero comune alla dominazione dei Medici

di Giovanni Caselli

Benozzo Gozzoli, Cacciata dei diavoli da Arezzo – Montefalco, ciclo affreschi sulla vita di San Feancesco

Quasi svanita l’autorità politica dei vescovi, gli aretini cambiarono modo di governo. Il supremo potere era esercitato da un’assemblea generale di tutti i cittadini, una specie di parlamento cui partecipavano le famiglie residenti da lungo tempo in città e che doveva discutere e decidere intorno ai bisogni e necessità di maggiore entità. Ciò non riuscì ad eliminare le discordie dovute ai vari orientamenti politici. Gli aretini si schierarono in due fazioni: ghibellini e Tarlati da una parte, guelfi dall’altra.  

Alla rinnovata importanza politica si accompagnò una fioritura culturale: la città si dotò di una università , lo Studium, già attiva nel 1215 i cui ordinamenti risalgono al 1252 brillarono i primi ingegni della nuova poesia lirica italiana Guittone d’Arezzo e Cenne de la Chitarra; della scienza con quel Ristoro che nel 1282 scrisse la prima opera scientifica in volgare; della composizione del mondo; e della pittura, con Margaritone d’Arezzo, poi affiancato da maestri fiorentini e senesi quali Cimabue e Pietro Lorenzetti.   … continua a leggere Arezzo dal libero comune alla dominazione dei Medici

Cana, nella Maremma grossetana

Cana sullo sperone spartiacque

Siamo a Cana un suggestivo borgo murato di origine medievale. Sorge su un promontorio ai lati del quale scorrono due grossi torrenti, il cui nome è Trasubbio e Trasubbino che scendono dal fianco occidentale del Monte Labbro, uno dal lato maestro, l’altro verso ponente, i quali avanzandosi nell’ultima direzione lasciano in mezzo il poggio di Cana, finchè sotto il colle di Polveraja si riuniscono in un solo alveo per andare a perdersi nel fiume Ombrone.

Così, un po’ parafrasando e un po’ citando lo storico toscano Repetti, descriviamo la posizione geografica dell’antico borgo e, precisando ulteriormente, ci troviamo nella Maremma grossetana nei pressi della valle dell’Ombrone senese. Per raggiungere Cana percorriamo la Strada Provinciale 24 che da Istia d’Ombrone porta a Roccalbegna di cui Cana è frazione. Il viaggiatore all’arrivo vede l’abitato stagliarsi allungato sull’alto promontorio da cui ben si distinguono le valli dei due Trasubbio.   … continua a leggere    Cana, nella Maremma grossetana

Galleria foto di Montepescali

Panorama di Montepescali

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Borghi fortificati nelle Colline Metallifere: Montemassi, Roccatederighi, Sassofortino

Castello Sassofortino

Sassofortino e i ruderi del castello di Sassoforte

Montemassi

Il castello di Montemassi nella Maremma grossetana

Panorama di Roccatederighi dalla strada per Sassofortino

Roccatederighi un antico castello medievale tra rocce trachitiche e corsi d’acqua

Montepescali: un borgo medievale ricco di arte e storia

di Salvina Pizzuoli

Panorama di Montepescali

Risiede sopra uno dei poggi che circondano dal lato maestro la vasta pianura grossetana ad un’elevatezza di circa 380 braccia […] Alle falde occidentali di questo monte scorre da maestro a libeccio il torrente Fossa poco innanzi di confluire nella Bruna. […] Anche Monte Pescali fu tra i castelli feudali dei conti Aldobrandeschi toccati in sorte al ramo di S. Fiora[…]

Così il Repetti nel suo Dizionario traccia alcune delle coordinate che permettevano al lettore del suo tempo, e anche a quello di oggi, di posizionare geograficamente e inquadrare storicamente l’antico borgo sviluppatosi attorno al suo castello. Le sue origini, come quelle di molti castelli presenti nel territorio, sembrano da attribuire al controllo della viabilità e del territorio medesimo, come testimoniano altri sorti tra il X e l’XI secolo nelle zone circostanti: due importanti assi viarii che non passavano per la costa e si intersecavano ai piedi del colle, così come spiega nel suo saggio Carlo Citter (La viabilità in provincia di Grosseto fra l’età romana e il medioevo) … continua a leggere  Montepescali: un borgo medievale ricco di arte e storia

 

Chiese e castelli della Valdambra

Valdambra

Il castellare di monastero d’Ombrone e castello di Montalto

Castello di Cennina

Galleria foto Castello di Cennina

Badia Agnano e Badia a Ruoti

Pieve di Galatrona e le opere dei della Robbia

Abbadia a Monastero d’Ombrone

Monteriggioni e le sue Mura

di Salvina Pizzuoli

“Perocchè come in su la cerchia tonda

Monte Reggion di torri si corona,

(DANTE Inferno XXXI).

Siamo a Monteriggioni per una visita al castello e ai camminamenti sulle mura, itinerario previsto insieme alla visita al Museo Archeologico con sede a Badia a Isola. (per i dettagli)

Siamo di fronte all’ingresso al castello, all’imponente Porta Romea. Due lastre marmoree si fanno subito notare a destra e a sinistra. La più piccola a sinistra, di difficile lettura per la distanza, porta incisa la data di inizio della costruzione nel 1213 “con spese e lavori sostenuti in proprio dal Popolo di Siena, con l’impegno e l’opera diligente dei nobili Ranuccio di Crescenzio e Orlando di Filippo e Forese di Martino”; l’altra a destra i risultati del plebiscito del 15 marzo 1860 quando anche Monteriggioni entrò a far parte del nascente Stato Italiano.
Di parere contrario per quanto riguarda la data di costruzione del castello è lo storico ottocentesco Emanuele Repetti che scrive nel suo Dizionario:

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Maremma

Articoli presenti sulla rivista relativi alla Maremma

Roselle, l’area archeologica della città etrusco romana

Cosa, l’area archeologica e il Portus Cusanus

Istia d’Ombrone

Scarlino, la rocca pisana

L’abbazia di San Salvatore e la leggenda di re Rachis

Abbadia San Salvatore, il borgo medievale

Lungo la via del Montecucco: Cinigiano e il Castello di Porrona

Sulla via del Montecucco: da Paganico ad Arcidosso

Mare di Maremma di Mar

Capalbio nelle foto di Enio Bravi

In val di Cornia: Campiglia Marittima

Visita al Parco archeominerario di Campiglia Marittima: la rocca di San Silvestro

La Pieve di San Giovanni fuori le mura di Campiglia Marittima

In val di Cornia: Suvereto

galleria foto: Suvereto

Il castello di Montemassi nella Maremma grossetana

Abbazia di San Lorenzo al Lanzo o Abbazia Ardenghesca

Paesaggi della Leopoldina da Fercole a Monte Antico

I castelli di Casenovole e Monte Antico lungo la “Leopoldina”

La Valle del Diavolo: Montecerboli, Larderello, Sasso Pisano

Grosseto, capitale della Maremma

I Presepi di Montorsaio

A Grosseto in giro per le mura medicee

Galleria foto delle mura medicee di Grosseto

Quando a Castiglione c’era un lago…

Antiche mappe della costa toscana: da Castiglione all’Argentario

Bagni di Petriolo

Borghi di Maremma: Pitigliano

Borghi di Maremma: Sorano

Porto d’Alma o porto Civette

Il sistema delle torri del litorale toscano: il forte di San Rocco

Forte Stella a Porto Ercole sull’Argentario

Quando a Castiglione c’era un lago

Quattro passi nel Parco

Costeggiando il Parco dell’Uccellina: dune sabbiose e flora

Il porto di Torre Trappola a bocca d’Ombrone

Da Principina a Bocca d’Ombrone: un itinerario a piedi

Quattro passi nel Parco

Il porto di Torre Trappola a bocca d’Ombrone

Nel Parco Naturale della Maremma: l’abbazia di San Rabano

Esemplari di Fratino nel litorale del Parco dell’Uccellina

Microstoria in cucina: l’acquacotta e la Maremma toscana

Alcune tipologie di capanne della Toscana rurale (parte seconda): capanna quadrangolare e capanna maremmana