Il grande ampliamento verso Porta Romana: tra storia e curiosità

di Salvina Pizzuoli

Il giardino di Boboli in una pianta del XVIII secolo

Al primo impianto su progetto del Tribolo seguiranno le sistemazioni seicentesche a partire dal 1612 e il grande ampliamento verso Porta Romana, avvenuto sotto Cosimo II in base al progetto di Giulio e Alfonso Parigi: lo caratterizzano la creazione dei labirinti, di forma ellissoidale, circolare e ottagonale lungo i lati del grande viale dei cipressi, il Viottolone, che conduceva al bacino dell’Isola, attorno al quale correvano grandi ragnaie e cerchiate, ottenute con intrecci di rami di leccio chiusi ad arco e sistemate lungo corsi d’acqua, anche artificiali come nel caso della “Fontana dei Mostaccini”, per attrarre la fauna volatile; quindi l’Isola medesima concepita in un primo momento come giardino di fiori e agrumi.
Anche l’Anfiteatro del Tribolo per volere di Cosimo II venne trasformato da spalliera verde in anfiteatro murato. L’invaso dell’antica cava era divenuto una “cava verde” con la presenza di alberature di sempreverdi e caducifolie in spazi organizzati e suddivisi con partiture monospecifiche: aceri, tassi, castagni, cornioli, 12 per ognuna specie, come ebbe ad annotare Eleonora da Toledo nel suo quaderno delle spese. La nuova struttura in muratura, costruita nel 1630 su progetto dell’architetto Giulio Parigi, lo trasformava in anfiteatro per coreografie e spettacoli: la prima rappresentazione fu un carosello equestre in occasione delle nozze di Ferdinando II con Vittoria della Rovere nel 1637.

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