di Luisa Di Tolla

Fra il 1743 e il 1767 accanto ai più noti stampatori1, a cui deve aggiungersi la Stamperia granducale voluta da Cosimo III nel 1699 e divenuta imperiale dal 1745, esisteva un fittissimo reticolo di librai che erano in grado di offrire ai residenti ed ai visitatori un ampio e diversificato ventaglio di letture; la maggior parte di essi aveva le botteghe nei quartieri centrali ed in luoghi altamente frequentati, come la libreria di Joseph Bouchard, posta al Mercato Nuovo, nel cuore di Firenze, o come quella di Giuseppe Molini, situata nella centralissima piazza del Duomo e poi in lungarno degli Archibusieri, di fronte al Corridoio vasariano, oppure come il negozio di libri e la stamperia di Ranieri del Vivo, presso la Badia fiorentina, o infine, come la bottega di Sant’Apollinare gestita da Giovacchino Pagani, posta in piazza San Firenze, in una posizione strategica davanti al Fisco ed alle carceri. …continua a leggere Libri e lettori a Firenze nel XVIII secolo