Il Volto Santo restaurato nel duomo di San Martino a Lucca

di Salvina Pizzuoli

Quel s’attuffo, e tornò su col volto;
Ma i demon, che del ponte avean coperchio,
Gridar: Qui non à luogo il Santo Volto;
Qui si nuota altrimenti, che nel Serchio:

(Inferno, canto 21°, vv 46 -49)

Siamo a Lucca nella piazza che ospita il Duomo. L’occasione non è solo legata a visitare questa storica chiesa ma alla statua lignea del Volto Santo che in questo settembre ha ripreso, dopo un restauro durato tre anni, il suo posto all’interno della sontuosa cattedrale.

È  la più antica scultura lignea monumentale dell’Occidente, databile tra la fine dell’VIII e l’inizio del IX secolo.

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La Versilia in Antiche mappe

Territorio di Lucca – Viareggio – Massaciuccoli – Foce del Serchio – Foce d’Arno – Forte di Motrone – 

Litorale toscano (Giuseppe Guerra 1785)
Litorale toscano (Giuseppe Guerra 1785)

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Forte dei Marmi a fine Ottocento

da: Guido Carocci, Bagni e villeggiature in Toscana, Galletti e Cocci 1899

Il Forte Lorenese, fatto costruire dal Granduca Leopoldo I nel 1788

“Villaggio della provincia di Lucca Comune di Pietrasanta- Approdo marittimo- Stazione ferroviaria di Pietrasanta sulla linea Pisa-Genova.

Uno dei piccoli fortini a guisa di torri eretti lungo la spiaggia del mare e destinati più che alla difesa, alla sorveglianza della costa, per impedire il contrabbando, ebbe nome il Forte dei Marmi, perché la località fu trovata opportuna per crearvi uno scalo dove imbarcare i marmi estratti dalle cave di Serravezza e di Stazzema. Per effetto delle grandi deposizioni di banchi di sabbia che avviene lungo questo tratto della costa Toscana, oggi il fortino che ha la forma comune a tutte le altre congeneri costruzioni del vecchio stato lucchese, è interrato, mentre l’imbarco de’ marmi si fa a qualche distanza per mezzo di un ponte caricatore in legname.

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Galleria immagini: Viareggio in “Liberty”

Viareggio, particolare della decorazione del villino Flora

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La Pieve di San Giovanni Battista e di Santa Felicita a Valdicastello

img_2132Siamo a pochi chilometri da Pietrasanta lungo la valle detta Valdicastello, in origine Valle Buona. La Pieve è documentata già dall’855 ma l’aspetto attuale risale al XII secolo. Circondata dal verde di un’oliveta, occupa il lato mancino della strada che conduce a Sarzana passando per Valdicastello Carducci, toponimo legato alla casa natale del poeta, pochi chilometri più avanti. Colpisce per la posizione e per il contrasto tra il biancore della facciata e il rosso del laterizio delle monofore che si aprono sul campanile, un’ aggiunta successiva del 1583. E non solo. Semplice ma elegante con il bel rosone trecentesco, mantiene nelle mensole figurate che la abbelliscono, il suo carattere romanico.    …  continua a leggere    La Pieve di San Giovanni Battista e di Santa Felicita a Valdicastello

La macchia di Migliarino: storia e ambiente.

È una vasta pineta che si stende oltre il Serchio, tra il lago di Massaciuccoli e il mare per 2400 ettari; dal 1979 fa parte del Parco naturale di Migliarino – San Rossore – Massaciuccoli. Un visitatore illustre la descrive durante una gita nel 1768:

[…] dopo aver passato il Serchio, fui a visitare la macchia di Migliarino che è lunga miglia 4 lungo il mare e larga due, ed osservai ch’era molto buona e composta di cerri, lecci e farnie […] ed è piena di bestiame e maiali e rende da 3.000 scudi l’anno al duca Salviati. La macchia però è molto folta, ma vi sono molte acque palustrose e delle lame di mare. Lungo la spiaggia del mare verso la metà del bosco vi e la torre detta di Migliarino*

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La leggenda del Monte Forato

Monte Forato

Quando si va a San Pellegrino, al santuario, bisogna portare fin lassù un sasso.
Dicono che se non si porta un sasso fin lassù, è inutile andarci: il pellegrinaggio non ha nessun valore, perché non si fa penitenza.
E tutti devono portarci un sasso: certo chi è giovane e forte, deve portarne uno bello grosso, anche di quaranta o cinquanta chili. Chi invece non può — le donne, i vecchi, i bambini — porterà un sasso più piccolo, può bastare anche una semplice pietruzza, se non si può di più. Tutti però devono portare un sasso al Giro, lassù vicino al santuario.
Lassù c’è un grande mucchio di sassi. Ce li hanno portati i pellegrini che da secoli vanno fino lassù; i pellegrini arrivano dalla Garfagnana, dalla Versilia, dalla Lombardia.
E dicono che, quando si ha questo sasso sulle spalle, non bisogna girarsi mai indietro, per nessuna ragione. Se qualcuno si girasse, non soltanto il pellegrinaggio non avrebbe più valore, ma quella persona correrebbe il rischio di beccarsi un bel ceffone da San Pellegrino stesso. … continua a leggere La leggenda del Monte Forato

Il castello del Piagnaro e il Museo delle stele (Parte prima: Il castello)

A Pontremoli in Lunigiana 

Pontremoli, il ponte della Cresa sul torrente Verde e il castello del Piagnaro in alto

Il castello del Piagnaro, in posizione dominante, signoreggia con la sua mole squadrata l’abitato di Pontremoli, “Pons Tremulus”, più in basso, alla confluenza del torrente Verde nel Magra.

Il toponimo “pons tremulus” merita una digressione: alcuni studiosi attribuiscono la denominazione a indicazioni medievali relative al tipo di viabilità, come ad esempio il toponimo Callemala, oppure a strutture per attraversare i fiumi, come in questo caso, un ponte dalla caratteristica particolare, l’essere tremulo. Un’altra versione, più leggendaria, racconta che … Continua a leggere      Il castello del Piagnaro e il Museo delle stele (Parte prima: Il castello)

Viareggio di fine ‘800

Da: Guido Carocci, Bagni e villeggiature in Toscana, Galletti &Cocci 1899

Viareggio e Massaciuccoli (XVI-XVII secolo)

Non prima del XII secolo si trovano notizie del piccolo castello di Viareggio che sorse in quell’epoca sulla spiaggia arenosa della marina Lucchese lungo la Via Regia dalla quale certamente trasse il suo nome. Era modestissimo, con poche case, senza nemmeno una chiesa, quando nel 1170 i Lucchesi togliendolo dalle mani dei Pisani lo distrussero. E piccolo e meschino villaggio di capanne continuò ad essere anche nei secoli successivi e lo era tuttora nel XIV secolo, quando a difesa e guardia della costa vi fu edificata la massiccia torre che tuttora sussiste; ma distante assai dalla marina.

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Pieve a Elici

Pieve a Elici

Affacciata sul mare, la Pieve a Elici, domina il paesaggio da un promontorio alla base occidentale del Monte Quiesa, sulla piana di Massarosa e sul lago di Massaciuccoli: “circa 4 miglia a grecale-levante di Viareggio […] mezzo miglio a maestrale dal borgo di Massarosa” scriveva il Repetti nel suo Dizionario storico geografico della Toscana.

Si impone allo sguardo del visitatore per il suo alto campanile appoggiato al lato esterno della navata di sinistra che si conclude con l’abside incorniciata al centro tra i muri delle due navate laterali. … continua a leggere Pieve a Elici