di Michele Zazzi

Il cd. Cinerario Paolozzi prende il nome dal collezionista Giovanni Paolozzi che lo ritrovò nell’aprile 1873 in una tomba a ziro, nel corso di scavi effettuati nella propria proprietà a Dolciano. Del corredo della tomba facevano parte anche vasellame d’impasto e bronzi.
Nel 1907 alla morte del Paolozzi (che aveva precedentemente rifiutato di vendere l’ossuario) il monumento, unitamente ad altro materiale archeologico della sua collezione, passò al Museo Archeologico di Chiusi per legato testamentario.
Si tratta di un’urna di impasto etrusca realizzata nel territorio di Chiusi nel periodo orientalizzante (intorno al 620 a.C.).
Il vaso (alt. cm 89), rastremato verso il basso e con spalla larga e carenata,è stato realizzato al tornio, mentre le parti plastiche sono stare eseguite a mano libera e poi applicate sul vaso stesso.
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