Dalla storia della Quinta Armata americana, 1944 di Chester G. Starr, responsabile della Historical Section della U.S. Fifth Army

Carro tedesco distrutto, sempre il 19 settembre 1944, a nord di Ponzalla
Carro tedesco distrutto, sempre il 19 settembre 1944, a nord di Ponzalla

Nell’estate del 1944, dopo la liberazione di Roma e l’avanzata verso l’Arno, gli Alleati si trovarono davanti a uno degli ostacoli naturali più difficili della campagna d’Italia: l’Appennino settentrionale.

Tra Firenze e Bologna la catena montuosa raggiunge una profondità di circa ottanta chilometri. Vallate strette, crinali ripidi, torrenti, gole e poche strade rendevano estremamente difficile il movimento di carri armati e autocarri. Fuori dalle principali vie di comunicazione restavano quasi soltanto carrarecce e mulattiere.

Dall’Arno alla montagna

Linea Gotica il 19 settembre 1944. È una fotografia dell'U.S. Army Signal Corps, conservata presso i National Archives
Linea Gotica il 19 settembre 1944. È una fotografia dell’U.S. Army Signal Corps, conservata presso i National Archives

Prima di raggiungere la Linea Gotica, la Quinta Armata doveva superare l’Arno. Firenze assumeva così un ruolo strategico fondamentale come centro delle comunicazioni verso nord.

Da qui partiva la principale direttrice per Bologna attraverso il Mugello e il Passo della Futa; più a ovest un’altra strada attraversava l’Appennino da Pistoia.

Le comunicazioni trasversali erano però scarse e le strade montane strette e tortuose. La distruzione di un ponte o l’interruzione di un passaggio obbligato potevano rallentare intere colonne.

La Linea Gotica in Toscana

I tedeschi avevano iniziato a costruire la Linea Gotica già mentre gli Alleati combattevano più a sud. I lavori furono affidati all’Organizzazione Todt, che impiegò forzatamente circa 15.000 italiani nella costruzione di trincee, ricoveri, postazioni e ostacoli anticarro.

La linea partiva nei pressi di Massa, attraversava le montagne sopra la costa, superava la valle del Serchio, passava a nord di Lucca e Pistoia, raggiungeva le sorgenti della Sieve e quindi il Passo della Futa, proseguendo poi verso l’Adriatico nei pressi di Pesaro.

Nel complesso si estendeva per oltre 270 chilometri. Non era una fortificazione continua: i tedeschi sfruttarono le montagne come parte del sistema difensivo, concentrando bunker, mine e reticolati nei valichi e nelle vallate obbligate.

Futa e Giogo

Linea Gotica il 19 settembre 1944. È una fotografia dell'U.S. Army Signal Corps, conservata presso i National Archives
Linea Gotica il 19 settembre 1944. È una fotografia dell’U.S. Army Signal Corps, conservata presso i National Archives

Il settore più fortificato era quello della Futa, attraversato dalla principale strada Firenze-Bologna.

Qui furono costruiti bunker in cemento, postazioni di artiglieria, trincee, campi minati e un fossato anticarro lungo circa cinque chilometri.

Le difese proseguivano verso est oltre il Passo del Giogo, sulla direttrice San Piero a Sieve-Firenzuola-Imola, e verso ovest proteggevano anche gli accessi provenienti dal territorio pratese.

Futa e Giogo erano dunque due delle principali porte verso Bologna e la Pianura Padana.

Anche il tempo giocava contro gli Alleati. Dalla fine di settembre le piogge potevano trasformare rapidamente torrenti e strade; nebbia e foschia riducevano la visibilità e, dalla fine di ottobre, la neve interessava le quote più elevate.

Ogni settimana persa rendeva quindi più difficile l’offensiva.

A nord dell’Appennino, inoltre, i tedeschi disponevano della rete stradale della Pianura Padana e della Via Emilia, che consentiva rapidi spostamenti di uomini e rifornimenti.

Il piano alleato

La strategia prevedeva inizialmente un grande attacco dell’Ottava Armata britannica sul fronte adriatico, con l’obiettivo di costringere Kesselring a trasferire verso Rimini le proprie riserve.

Quando, alla fine di agosto, britannici, canadesi e polacchi attraversarono il Metauro e attaccarono la Linea Gotica sul Foglia, il piano funzionò: importanti divisioni tedesche furono spostate verso est.

Era il momento atteso dalla Quinta Armata americana.

Da Firenze le truppe avrebbero attraversato il Mugello e la valle della Sieve, puntando verso la Futa; più a est altre forze avrebbero seguito la direttrice San Piero a Sieve-Passo del Giogo-Firenzuola-Imola.

La battaglia che stava per iniziare non sarebbe stata combattuta soltanto contro bunker, mine e soldati tedeschi. L’Arno, la Sieve, i boschi del Mugello, i passi della Futa e del Giogo, le gole e i crinali dell’Appennino erano essi stessi parte del sistema difensivo.

La Linea Gotica, infatti, non fu semplicemente una linea di fortificazioni costruita sulle montagne: furono le montagne stesse a costituirne una delle difese principali.

Estratto da: Starr, Chester G. (a cura di), From Salerno to the Alps: A History of the Fifth Army, 1943–1945, Washington, Infantry Journal Press, 1948.

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