Dalla descrizione di Gaetano Cambiagi* nel 1757

illustrata con immagini attuali

Entrati per tanto dalla Porta, che resta tra il Palazzo, e lo stanzone già detto delle legna, sopra la quale principia il corridore, che da questo Palazzo partendosi conduce per la lunghezza di circa mezzo miglio all’altro detto già della Signoria, in oggi Palazzo Vecchio, si ritrova uno spazioso Prato, circondato a man dritta da una parte di salvatico**, e da sinistra, e nella testata da una muraglia con spalliere di Aranci, al principio della quale è posta una Statua di marmo sedente sopra una testuggine, dalla cui bocca scaturisce una fontana d’acqua, la quale statua fu fatta da Valerio Cioli di Settignano, rappresentante un Nano della Corte di Cosimo I nominato Pietro Barbino,

Giardino di Boboli la statua del "bacchino"
Giardino di Boboli la statua del “bacchino”

che per la sua ridicolosa persona, cioè basso di statura, e altrettanto grosso, e panciuto fu dal medesimo Gran Duca a tal’effetto fatto scolpire, e al dire del Vasari era un nano ingegnoso, letterato e molto gentile; dal volgo però detta Statua è nominata Bacco, e la sopradetta Porta la Porta di Bacco, non perché questa lo rappresenti, ma per esser così panciuta l’hanno così chiamata, e la chiamano di presente. Accanto alla detta Statua si entra in una comoda, e spaziosa stanza, nella quale vi si tiene il divertimento per la gioventù della Palla a corda***.

La Grotta Grande

grottagrande

 

In fondo a detto Prato in faccia appunto alla porta del Giardino, vi è una bellissima, e rara Grotta ripiena di molte rozze figure, avanti l’entrata della quale in due nicchie laterali ne sono poste due di marmo, una di Apollo, e l’altra di Cerere, ambedue scolpite dal Cavaliere Baccio Bandinelli, che le condusse in tutte le sue parti con perfetto disegno, dimostrando una singolare intelligenza dell’arte. Sopra all’arco di detta Grotta per la parte di fuori vedonsi due figure sedenti, nel mezzo alle quali è posta l’Arme della Real Casa de’ Medici, pendendo da per tutto all’intorno rozze spugne, ed altri lavori che le danno, ottima, e vaga prospettiva; la grotta fu fatta col disegno di Bernardo Buontalenti con la volta, e due colonne al di fuori, che sostengono l’architrave di ordine dorico, alle quali è fissato un cancello di ferro, che serve di entratura in detta Grotta; nel mezzo della volta poi vi è un’ apertura, della quale servissi il Buontalenti per effettuare un suo nuovo concetto, e fu di accomodare in essa alcuni grandissimi cristalli, che coprendola tutta formavano un gran vaso d’acqua con Pesci i quali da chi era sotto vedeansi per entro andar vagando, senza togliere alla grotta la necessaria luce, ma a lungo andare l’intemperie dell’ aria, e i vari accidenti di caldo e di freddo, e quel che è più forse qualche difetto d’assistenza di chi ne aveva la cura non permesse , che così bell’invenzione avesse lunga vita. Bellissime, gentili, e bizzarre fantasie dipinse in questa Grotta d’ordine del Granduca Francesco I. de Medici il Pittore Bernardino Poccetti, che in vero né più vaghe, né più dilettevoli si possino immaginare, benchè di presente per l’ingiurie dei tempi in qualche parte sieno guaste; apparisce adunque la volta in sembiante di rovinare, e che dalle rotture escano diversi animali, e alcune piante, il tutto colorito al naturale. Rappresentovvi in oltre alcuni paesi in lontananza, e Boscarecci con pastori che coi suoi armenti si mostrano spaventati per tal rovina, come pure si vedono acque congelare, e altre simili bizzarrie, che pare il tutto di rilievo.

Giardino di Boboli Grotta Grande particolare
Giardino di Boboli Grotta Grande particolare

Negl’angoli di questa Grotta sonovi quattro grandi Statue di marmo abbozzate di mano del famoso Michel’ Agnolo Buonarroti (che da Lionardo Buonarroti suo nipote con altri disegni, e sculture furono date al Gran Duca ) da esso destinate per il magnifico sepolcro di Papa Giulio II. in Roma, e che di poi era stato trattato di trasportarle in Francia , ma non avendo né l’uno, né l’altro disegno avuto il suo effetto , il Buontalenti le collocò in questa Grotta in modo, che potessero servire d’ammaestramento a Professori, giacché il bozzare di Michel’Agnolo, secondo l’ opinione degl’intendenti, aveva scoperto un nuovo modo per operar sicuro, e non storpiare sul bel principio i marmi, ed in vero sono queste statue più maravigliose in questa guisa, che se del tutto fossero compite, e dagl’ artefici più ammirate; stanno queste in atto di sostenere gran quantità di spugne, accordando sì bene la rozzezza di quei naturali scherzi, col ruvido di quegl’ abbozzi, che il tutto pare stato operato dalla natura medesima, ed il rimanente della grotta ornò egli stesso di sua mano con figure di pastori, ed animali composti delle medesime spugne con tale artifizio, che in quel genere non si può vedere cosa più bella, né più vera. La grotta poi è ripiena di diversi zampilli, da quali scaturiscono più scherzi d’acque, quali essendo stati per moltissimo tempo guastı, nell’anno 1754. mercé l’industria, e perizia di Michele, e fratelli Rossi fontanieri del Real Giardino furono ritrovati, e ripuliti i condotti, per la qual cosa nuovamente si vedono sortire l’acque dai medesimi. In faccia all’entratura di detta grotta rimirasi un pilo grande di marmo, sopra del quale scolpite in un sol pezzo posano due bellissime statue rappresentanti Teseo Re d’Atene, o come altri vogliono, Paride che ha rapito Helena, tenendola in braccio […]

Giardino di Bololi la Grotta Grande Paride rapisce Elena
Giardino di Bololi la Grotta Grande Paride rapisce Elena

dietro alle suddette statue si entra in un’altra non men bella che vaga grotticina

Giardino di Boboli la Venere nella Grotta Grande
Giardino di Boboli la Venere nella Grotta Grande

nel mezzo della quale sopra una tazza di marmo elevata alquanto da terra con quattro Satiri in atto di sostenerla, si vede una bellissima femmina pure di marmo fatta da Gian Bologna, figura disposta in modo, che osservata per tutti i versi apparisce in atto maravigliosamente grazioso; è questa grotticina adorna di vari lavori con tre nicchie nel muro, dalle quali scaturiscono pure vaghi scherzi d’acque.

La Grotticina di Madama

Giardino di Boboli la Grotticina di Madama
Giardino di Boboli la Grotticina di Madama

Avanti di giungere ad alcune altre abitazioni, che qui dentro fono, ritrovasi un’altra piccola, ma bella grotticina fatta anch’essa col disegno di Bernardo, Buontalenti con la volta dipinta a fresce (probabilmente dal Poccetti) rimirandofi in essa diverse istoriette, e grottesche molto ben fatte, essendo la medesima grotta all’intorno abbellita con vari

Giardino di Boboli il soffitto della Grotticina di madama
Giardino di Boboli il soffitto della Grotticina di madama

lavori di rozze spugne, ed alcune capre fatte al naturale di mano di Gio. Fancelli Fu fatta la medesima grotta senza alcun dubbio a tempo di Eleonora di Toledo, e di Giovanna d’Austria, arguendosi ciò dall’Armi di queste due Granduchesse, che quella di Toledo vedesi scolpita in pietra sopra alla Porta di essa , e l’altra di Casa d’Auftria nel legname della porta istessa. In questo recinto vedonsi diversi frutti nani dei quali fecondo quello ne scrive F.Agoſtino del Riccio, il primo che dessi così laudevole usanza di porne, fu il Gran Duca Cofimo I, che molti ne fece piantare in questo Campo .

L’Isola

Giardino di Boboli l'Anfiteatro oggi
Giardino di Boboli l’Isola

Ora allo Stradone ritornando, è questo dall’una e dall’altra parte, oltre le spalliere già dette, di una Pergola andante al di sopra ricoperto, che formando un arco rotondo,

Giardino di Boboli la Cerchiata
Giardino di Boboli la Cerchiata

composto di lentischi, mortelle, bossoli, lecci, lauri, ed altre piante simili, con la loro folta verzura, difendono da i cocenti raggi del Sole, per chiunque sotto vi passeggia; fra lo Stradone di mezzo, e la Pergola, una piantata di cipressi fs vedono, che arrecano grata vista a i riguardanti .[…] Or procedendo il cammino, ormai giunto al piano d’avanti l’Isola, come pure per ambedue le parti laterali, da cima a fondo del sopraddetto Stradone, una folta, e spaziofa Ragnaia, per quivi tender le reti ritrovasi,che attraversando per ogni parte del Giardino, serve quasi d’antemurale, e di custodia all’Isola, e seguitando a scorrere il restante di questo Stradone, vedesi un muricciolo per ciascuna parte, con molte rozze spugne ornato, fotto di cui, sì dà una , come dall’ altra , una piccola stradella ricorre di pietruzze a Mosaico, dalle quali, siccome da i muriccioli, varj zampılli d’ acqua scaturiscono, di modochè intrecciandosi gliuni con gl’altri, formano una pioggia d’acqua così folta, che chiunque ivi si ritrova, rimane da ogni parte bagnato, senza potersi in alcuna maniera riparare; quivi in mezzo dello Stradone vi è una grande stella di pietra, dalla quale scaturisce una gran fontana d’acqua, che per più di 40. braccia s’innalza, e sul principio dei dedcritti muriccioli, vi fono due Cani di pietra assai benfatti, siccome nell’altre due cantonate avanti l’lsola, due Leoni di pietra si vedono, scolpiti da Romolo del Tadda. Finalmente giunti allo spazio, che intorno all’Isola rigira, ove molti alberi fronzuti fanno ombra, et a guisa d’una salda muraglia, una ben disposta spalliera di Cipressi, e di Lecci si vede piantata, ove in proporzionata distanza v’erano alcune nicchie, nelle quali stavan collocate molte Statue di pietra […]. E’ l’ Isola di forma ovale nel mezzo dell’ampio Stradone situata […] la piccola via attorno fatta di pietre di vari colori a Mosaico, è larga braccia 2. e mezzo, e il vivaio è largo braccia 3O. Sull’ orlo del Vivaio fono alcuni ferri ,che di sponda gli fervono, a forma di balaustro inalzati, che da tutti escono scherzi d’acqua, rigirando fotto ad effi la sopra detta via del Mosaico. !Nel mezzo del Vivaio, il più grande, e il più ornato di quanti ne fono nel Giardino, situato quasi nel centro di esso di varie sorti di pesci ripieno, si vede sopra uno scoglio una Femmina nuda, rappresentante Andromeda incatenata, con un mostro ai piedi in atto di divorarla, e dall’altra parte un Fanciullo sopra un Caval Marino, che con la sferza l’affretta, scolpito nel marmo da Gio: Bologna ; all’entrare nell’ Isola dalla parte dello stradone mentovato, accanto alla porta di questo vago, non meno, che delizioso luogo chiuso da un cancello di ferro,[…] come anco dagli stipiti della porta, e da altri luoghi all’intorno molti scherzi d’acqua scaturiscono, avendo ogn’un di questi stipiti una vaga cupolina nella sommità di forma quadrata con moltissimi zampilli,che da tutte le parti con arte maestra a gusto del Fontaniere spandano acqua, facendola più d’otto braccia salire in alto. E messa in mezzo la porta da due belle fontane, rappresentanti due Mascheroni di pietra maggiori del vivo, che sostenendo ognuno una Vasca di marmo, in effe l’acqua gettano, e sono di mano di Gio:Bologna, del quale è pure opera tutto il più pregiato che in quest’Iſola trovasi. Un ponte ferve di traghetto nell’Isola alla larghezza dello Stradone corrispondente, tutto di pietruzze a mosaico smaltato, ripieno di molti zampilli, dai quali vien fatta saltar fuori l’acqua, nell’atto di chi passando per quello si trasferisce nell’Isola. Dall’altra parte corrisponde un simil ponte, che ferve per l’uscita posto appunto in dirittura del restante del grande stradone. Nel mezzo di queſt’ Isola vedesi eretta una bellissima Fontana, quanto mai mente umana immaginar si possa situata in mezzo d’una gran Vasca, sostenuta da vago piedistallo di Granito Orientale fino all’altezza di circa braccia otto, e sopra questo, che di base gli serve, una gran tazza di marmo granito dell’ lsola dell’ Elba si posa , la quale fece quì trasportare, e porre in questo Giardino il Gran Duca Cosimo l e dipoi con progresso di tempo alzata in questo luogo come sotto si dice: è questa braccia 4o. di circonferenza in un sol pezzo , la quale è assai maravigliosa, e fu tale l’incomodo di trasportarla, che nel passar che fece per dentro al Castello della Lastra a Signa sette miglia distante da Firenze, ( che a causa della scarsezza dell’ acque non potè condursi per il Fiume Arno fino alla Città ) fu necessario le porte di quel Castello a forza di scarpelli, sì fattamente allargare, che l’ imposte di legno per chiuderle non vi hanno avuto più luogo ; nel mezzo della tazza si alza bellissima base di marmo con tre eccellenti bassirilievi, e sopra questa sono tre

Giardino di Boboli la Fontana dell'Oceano
Giardino di Boboli la Fontana dell’Oceano

Statue pur di marmo a sedere per tre Fiumi principali del Mondo, cioè il Nilo, il Gange, e l’Eufrate figurati, le quali se in piedi fossero circa 5. braccia l’una alte sarebbero. Per di sotto alla detta fontana vi è un comodo muricciolo di marmo, e attorno vi fono vari zampilli, che gettano acqua. E’ l’Isola da un’altra strada incrociata con lo stesso ordine delle piccole vie di Mosaico, come intorno all’Isola ho detto, le quali per ogni banda di questa parte del Giardino rigirano.

* “Descrizione dell’imperiale giardino di Boboli fatta da Getano Cambiagi custode delle due pubbliche biblioteche Magliabechiana, e Marucelliana alla nobilissima dama Maria Teresa Ginori ne’ Marucelli”

** Per “salvatico” si intendeva un boschetto di piante sempreverdi, prevalentemente di lecci

*** Il gioco della “Palla a corda” consisteva nel lanciare o respingere la palla con il palmo della mano nel campo avversario superando una corda tesa a metà campo.

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