di Salvina Pizzuoli  

Vico Pisano

Arrivare a Vico Pisano è meraviglia: il piccolo borgo s’impone alla vista del visitatore con la sua elegante e poderosa rocca, su cui sventola oggi un vessillo antico che la faceva parte di quella Repubblica marinara che porta impressa nel suo nome, e la degradante composizione del suo abitato punteggiato da torri. Trascorrerci dentro è piacevole all’occhio per la cura e la presenza fiorita che accompagna i passi lenti del visitatore che sale per gli stretti vicoli pulitissimi e ridenti.

Toscana! Anche quando pensi di conoscerla abbastanza, sa ancora stupirti.

Oggi è festa in paese, ma la presenza dei molti venuti al mercato dei fiori e dell’artigianato locale non turba la serenità del borgo cui fanno corona i paesaggi verdeggianti delle pendici del Monte Pisano e nella piana le acque non lontane dell’Arno mentre questa splendida giornata di maggio fa da cornice al borgo medievale e al panorama.

Gli avvenimenti del lontano passato ci fanno capire il perché sia nato proprio qui e sia cresciuto e si sia sviluppato, fino ad arrivare a noi con le sue vestigia firmate per mano di un esimio architetto: Filippo Brunelleschi.

Ce lo indica con precisione lo storico Repetti:

VICO PISANO, già Vico Auserissola nel Val d’Arno pisano. – Terra murata con rocca e pieve antica (S. Maria e S.Giovanni) […]Trovasi sopra un risalto estremo del Monte Pisano dal lato del suo scirocco e circa cento braccia sopra il livello del mare Mediterraneo, a cavaliere dell’emissario della vecchia Seressa, dalla quale probabilmente acquistò il vocabolo di Vico Auserissola, poi semplicemente quello generico di Vico innanzi che vi si aggiungesse lo specifico che conserva tuttora di Vico Pisano.

Nell’originaria geografia del luogo, sorgeva a cavallo della Seressa o piccolo Auser (il nome del Serchio in antico, da cui Vico Auserissola) e l’Arno: per questa sua posizione strategica dovuta alla presenza di due fiumi e per il monte alle spalle, che lo rendevano difendibile dagli assalti nemici e nello stesso tempo in buona posizione per i commerci via mare e con l’interno, fu molto conteso. L’antico castello alleato alla repubblica di Pisa fu preda ambita dei lucchesi e dei fiorentini che se ne impadronirono nel 1406 e dal 1498 stabilmente. 

Torre del Soccorso

Ci lasciamo alla sinistra la torre del Soccorso (XV secolo) e la cortina merlata che la collega in alto con la Rocca: alta e slanciata era parte integrante la fortificazione progettata dal Brunelleschi e fungeva, oltre che da guardia al porto fluviale prima che il corso dell’Arno fosse deviato nel XVI secolo, di controllo al camminamento che la collegava al mastio che, in caso di attacco, avrebbe approvvigionato di uomini e rifornimenti.

Vico Pisano

La lasciamo alla nostra sinistra e entriamo nel borgo attraverso la torre delle Quattro porte, detta anche Reale: un parallelepipedo quadrato sormontato da merli che in basso si apre con quattro archi ogivali e due aperture in alto e lateralmente; era torre di guardia e porta di accesso all’abitato, datata intorno alla prima metà del XIV secolo.

Vico Pisano – Torre delle quattro porte

Passiamo sotto il soffitto rosso di mattoni e spartito a vela e iniziamo la salita verso la parte alta del borgo tra orti e giardini fioriti lungo stradette fiancheggiate da palazzi dai quali si elevano alte torri come nel caso della torre dei Seretti, una torre civile del XII secolo. Ma tutta la strada, la via del Pretorio che conduce al palazzo omonimo, scorre punteggiata da torri tra il panorama circostante come le due torri dette gemelle e l’alta torre (XIV secolo) dell’orologio che conserva ancora i meccanismi del XVIII secolo.

Vico Pisano – Una delle due torri gemelle

Costeggiamo alte muraglie e, in prossimità dello spiazzo davanti al Palazzo Pretorio, camminando con il naso all’insù, ci sovrasta e accompagna la parte alta della torre del mastio detta il Cavaliere, costruita nel 1435 su disegno del Brunelleschi.

Vico Pisano -Torre dell’orologio

Siamo saliti fino a dove la strada si apre in uno slargo davanti al trecentesco Palazzo Pretorio, nel cui cortile molti stemmi in terracotta vetriata adornano i muri interni, e dallo spiazzo possiamo godere di una splendida vista.

Per strette scalinate torniamo nella parte bassa del borgo costeggiando la lunga muraglia che dal mastio corre fino alla torre del Soccorso. Da qui alla pieve passando ancora davanti alla bella torre delle Quattro porte.

Il Palazzo Pretorio

La pieve romanica di stile pisano, di Santa Maria e San Giovanni (XI-XII secolo), è un’ampia costruzione con la facciata distinta in due piani, una più estesa in basso e segnata con una serie di archetti pensili e lesene e una più in alto dove si ripetono più ravvicinati sormontando la stretta bifora. All’interno ha tre navate separate da sei colonne e due pilastri, con capitelli ionici e corinzi di cui due sicuramente derivati da edifici romani; i recenti restauri hanno portato alla luce affreschi del XIV-XV secolo. A destra entrando un capitello capovolto o un cippo usato come base per l’acquasantiera e dietro l’altare la Deposizione, un gruppo di sculture lignee del XII-XIII secolo.

Pieve di santa Maria e Giovanni
Capitello o cippo

Usciamo sulla piazza e, attraversando il borgo trasversalmente, ci dirigiamo verso il Palazzo della Vecchia Posta datato prima metà del XII secolo dall’architettura particolare per le sue finestre poste a livelli diversi, archi a tutto sesto che ne datano la costruzione e la scalinata che ne contraddistingue la parte in basso. Camminare per le vie del borgo è stata una continua scoperta di scorci e particolari e curiose curiosità, come la lastra marmorea che illustra pesi e misure e mette a confronto le vecchie con le nuove; ma colpisce anche il silenzio, la calma serenità che scorre tra queste vecchie mura, quasi il notevole numero degli anni che si portano addosso le avesse rese sagge e mute.

Quando sotto i Medici il territorio subì una serie di bonifiche con la deviazione del corso dell’Arno (Canale Imperiale), il castello perse la sua importanza militare e di difesa ma le aree drenate e rese adatte alla coltivazione fecero di Vico Pisano un centro agricolo, oggi anche industriale con la presenza di mobilifici e di fabbriche di ceramica, che ha saputo conservare al meglio l’impronta del suo antico e fiorente passato.

La Rocca del Brunelleschi con la torre del Soccorso e in alto il Cavaliere
Tabella misure

 

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