Panorama di Roccatederighi dalla strada per Sassofortino

di Salvina Pizzuoli

Come scrive il Repetti, “non vi è quasi castello in Toscana che non rammenti la sua rocca o rocchetta, cassero o girone; più limitato è il novero di quelli che hanno dato il vocabolo a qualche paese, popolazione o contrada” e tra questi ultimi annovera Rocca Tederighi o Roccatederighi, e aggiunge che forse potrebbe trattarsi dell’antica Rocca Norsina del territorio di Roselle, citata in un atto del 1110, il cui nome presumibilmente era derivato da un Tederigo, visconte, signore della rocca con i suoi discendenti, i filii Tederigoli, castello che “comincia a rammentarsi nel secolo XIII col vocabolo di Rocca Tederighi”. In seguito nuove consorterie come i Guaschi e successivamente i Salimbeni, eserciteranno il loro potere. Alla caduta della Repubblica di Siena, Roccatederighi divenne marchesato affidato da Cosimo I a Giovan Cristofano Malaspina dei marchesi di Mulazzo il cui potere si protrarrà nel tempo. Come altri castelli Roccatederighi nasce in un contesto naturale che conferisce all’insediamento la facilità nella difesa e il cui ruolo è strettamente legato alle risorse naturali e agricole del territorio in cui sorge, alle dipendenze di un potere di signori legati a rapporti di feudalità con famiglie magnatizie o al potere di signori locali. Roccatederighi sorgerà infatti “sulla sommità di un monte serpentinoso”, la cui peculiarità era costituita da scoscese pareti di roccia, naturale elemento difensivo; inoltre la presenza di mineralizzazioni cuprifere era oggetto di estrazioni nel periodo medievale.

Risiede sulla sommità di un monte serpentinoso che ha la cresta coperta da masse trachitiche, alla di cui base settentrionale scorre il torrente Farma tributario della Merse, mentre alle pendici meridionali del poggio medesimo nasce il fosso Asina ed il suo tributario Rigo , entrambi i quali sboccano nel fiume Bruna.( Repetti)

Porta di ingresso al borgo
La Torre civica

Allungato su uno sperone di roccia, in posizione suggestiva, conserva nel suo centro storico l’antica struttura medievale. Si accede dalla bella Porta principale: la ghiera dell’arco e le mensole di imposta, su cui si appoggia l’arco, sono costituite da blocchi di trachite. Oltrepassata la porta si sale verso la Torre civica. Dopo Piazzetta Senesi si entra nella parte signorile del borgo caratterizzata in antico dal cassero dove oggi si eleva, visibile da lontano, la torre dell’orologio eretta nel 1911; e da quassù lo sguardo spazia su panorami ad ampio giro su cui l’occhio si sofferma e ammira. Alla base dell’area signorile si estendeva il Borgo e dalla parte opposta, tra massi di rocce trachitiche, la medievale chiesa di San Martino, più volte rimaneggiata, che con il suo campanile svetta sull’abitato. Della cerchia muraria esistono solo pochi tratti, come spesso è accaduto infatti la maggior parte sono inglobati tra gli edifici cittadini: l’attuale via del Tufolino con i suoi fabbricati segna l’antico tracciato murario.

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