di Salvina Pizzuoli 

Isola Santa il borgo e il lago
Isola Santa, il borgo e il lago

La giornata è piena di sole, qualche alito di vento, un tepore gradevole ci accompagna in questo viaggio alla scoperta di un laghetto e un antico borgo risuscitato a nuova vita dopo l’abbandono: Isola Santa ci accoglie nella sua fantasmagorica cornice. Il verde del bosco di betulle e faggi, il grigio e il marrone intenso della roccia che emerge dal verde lungo la valle stretta ma non angusta mentre verdi chiome ci accompagnano segnando il confine lungo il ciglio della strada. Siamo a pochi chilometri da Castelnuovo in Garfagnana, sopra di noi grandeggia la Pania della Croce, e sembra di esserne lontanissimi. Il piccolissimo borgo sorge incastonato tra il verde del lago e il verde delle ripe scoscese con il grigio delle sue poche case di pietre dai tetti di lastre di ardesia che non disturbano il paesaggio, anzi lo ingentiliscono.

Isola Santa alcune case del piccolo borgo e la diga sullo sfondo
Isola Santa, alcune case del piccolo borgo e la diga sullo sfondo
Isola Santa i grigi tetti di ardesia delle case
Isola Santa i grigi tetti di ardesia delle case

Tra il monte Penna di Sumbra e la Pania della Croce, la minuscola frazione di Careggine è costeggiata dalle acque del lago artificiale ottenuto bloccando il corso del torrente Turrite Secca; pare che il suo nome derivi a quando, prima degli anni cinquanta tempo a cui risale la diga, il torrente dalle acque impetuose la trasformava appunto in isola da cui il suo toponimo. Così spiega GB.Rampoldi nel suo “Corografia dell’Italia” nel 1833 e aggiungeva “di non facile accesso”.

Alla stessa data il Repetti nel suo “Dizionario geografico fisico e storico della Toscana” annotava il numero degli abitanti del comprensorio di Careggine e ne assegnava ben 95 a Isola Santa.

Ancora oggi il piccolo borgo sorge su un poggetto che si affaccia sulle acque dell’omonimo lago e ritrova una nuova vita, in base ad un progetto di recupero avviato nei primi anni 2000, dopo che i suoi abitanti furono costretti all’abbandono del paese, in parte sommerso, dalla costruzione della diga: alcune case, il mulino e un ponte.

Isola Santa, il vecchio mulino e il ponte oggi sommersi
Isola Santa, il vecchio mulino e il ponte oggi sommersi

La chiesa di San Jacopo ne costituisce da sempre il polo dominante: documentata sin dal 1260 vi era annesso uno “ospitale”, ricovero di viandanti lungo la strada che collegava la Garfagnana con il mare attraverso il valico di Mosceta, una delle vie trasversali alla grande arteria romana, la via Clodia Nova o Secunda, che da Lucca portava a Luni. Il tozzo e poderoso campanile era in origine una vecchia torre che fu concessa in uso alla chiesa che nel XVII secolo fu dotata di canonica, periodo a cui risalgono i restauri e gli ampliamenti.

Isola Santa la chiesa di San Jacopo, la facciata
Isola Santa, la facciata della chiesa di San Jacopo
Isola Santa la torre campanile della chiesa di San Jacopo
Isola Santa, la torre campanile della chiesa di San Jacopo
Isola Santa Chiesa di San Jacopo
Isola Santa, chiesa di San Jacopo, sullo sfondo la diga
Isola santa la chiesa di san Jacopo
Isola santa, la chiesa di san Jacopo

Difficile raccontare Isola Santa a parole, ma siamo nel Parco Regionale delle Alpi Apuane, tra il verde riposante del lago e delle fronde e nel silenzio, rotto qua e là dai rumori dei lavori tipici di un territorio boscoso, non dimentichiamo che siamo a circa 550 metri sul livello del mare.

Molte le immagini che ho raccolto per documentarla al meglio. Se siete a Isola Santa per l’ora di pranzo o di cena consigliamo il “Ristorante Danielasulla via per Careggine dalla buona cucina semplice e genuina: pasta fatta in casa, funghi, coniglio ripieno, dolci della casa, sono alcuni dei piatti da gustare, il tutto condito dalla simpatica e aperta comunicativa della proprietaria.

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