di Luisa Gianassi

È ora silenziosa la casa sul Poggio, che un tempo risuonava di voci. Voci deboli e un po’ rauche dei nonni, voci cristalline e allegre dei figli e dei loro amichetti. Un senso di tristezza e depressione mi assale. Ma sono circondata da boschi e foreste. Si è sempre saputo che i boschi ingenerano energia positiva per l’equilibrio psicofisico degli esseri umani. Ora anche la scienza è riuscita a misurare tale fenomeno. Quindi ho la cura a portata di mano, anzi… di piedi!

La saggezza dei miei 65 anni mi consiglia di non andare in giro per i boschi da sola, ma il pascoliano fanciullino che sopravvive in me, mi sussurra che posso osare. Castellonchio sarà la mia meta solitaria. Dista una decina di km dal Poggio, ma non ci sono mai andata. Mi incammino. Mentre, passando dal Fiorentino salgo verso Lavacchio, osservo in lontananza il monte Altuzzo e il monte Verruca.

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Scendo verso Grezzano e dopo la Chiesa imbocco una bella stradina sterrata sulla sinistra. Il monte Verruca si fa sempre più’ vicino. C’è un fiumicello da guadare. Il nome è altisonante “Rigiorgio” e subito mi fa pensare al Rio Bravo. In realtà in ogni fiume scorre l’acqua che prima o poi tutta arriva al mare. Non mi creo quindi complessi di sorta, per me il fascino è lo stesso. Dopo aver guadato, in realtà attraversato con un salto, il Rigiorgio, affluente del Bosso, trovo le indicazioni per Castellonchio. Mi accoglie un ombroso sentiero e avverto la benefica compagnia del bosco. Questi sono i luoghi dove fiorisce l’asfodelo..

” Io so dove fiorisce l’asfodelo. Là nel chiaro Mugello, presso il Giogo di Scarperia, lo vidi fiorir bianco”.

Il fiore declamato da D’annunzio non lo trovo, ma il bosco è pieno di elleboro bianco, una piccola pianta perenne che regala splendide fioriture solo nei mesi più freddi dell’anno.

Alcune “fatte”, nelle quali riconosco il cinghiale e forse il lupo, perché una è piena di peli, confermano che questi animali percorrono i nostri stessi sentieri e forse adesso mi stanno osservando. L’idea non mi fa paura, anzi mi sento in compagnia, in fondo pure io sono un po’ selvatica.

Adesso il monte Verruca sembra veramente vicino, l’orizzonte si apre ed ecco appare il rifugio alpino di Castellonchio, situato a 591 mt s.l.m. all’interno del complesso demaniale Giogo-Casaglia. Non c’è anima viva, mi godo con pienezza questo luogo meraviglioso e lo esploro in tutta tranquillità. Tre edifici ristrutturati con cura e in perfetta sintonia con l’ambiente, nulla è fuori posto. È una base scout e qui tutto è ordinato e curato. Un bel tabernacolo con maternità realizzata a piombo su vetro, veglia su questo rifugio.

Ci sono spazi attrezzati per momenti ludici, come il grande braciere, dove immagino che tanti giovani possano cantare e suonare la chitarra. Per le calde serate estive, ci sono aree di ritrovo e conversazione al fresco di abeti secolari. Una grande tettoia si presta ad offrire rifugio ai viandanti in caso di pioggia. Scelgo una delle tante panchine in legno, mi siedo e sorseggio dalla borraccia il mio the allo zenzero ancora caldissimo.

Il sole sta tramontando ed è ora di tornare. Il mio cuore è colmo di gioia. È proprio vero, spesso abbiamo la felicità a portata di mano… volevo dire a portata di piedi, e non ce ne rendiamo conto.

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