Il Liberty lungo le coste toscane: Viareggio


di Salvina Pizzuoli

Perché soffermarsi proprio su Viareggio? Potrebbe chiedersi un ipotetico lettore. In realtà la Versilia e la costa da Livorno a Cecina conservano ancora evidenti i segni di un’epoca che si realizzava appieno, anche per una serie di casi fortuiti, proprio a Viareggio.

Livorno, “le acque della salute”, particolare

Lungo la riviera tirrenica non mancano le espressioni artistico architettoniche del periodo: a Livorno il complesso termale le “Acque della Salute” conosciuto anche con il nome di “Terme del Corallo” fu realizzato nel 1903 su progetto dell’architetto Angelo Badaloni. Giace purtroppo in profondo stato di abbandono nonostante si trattasse di uno degli edifici più eleganti e più espressivamente vicini al nuovo stile. Sono ancora ammirabili alcune decorazioni e ceramiche ornamentali, veri capolavori che continuano a elargire la loro bellezza tra le erbacce. 

Merita una menzione anche la Palazzina Vichi, sempre a Livorno, del 1906 su progetto di Pietro Arcangioli e l’Hotel Corallo, di Pietro Badaloni, del 1905 annesso allo stabilimento termale.

Livorno, “le acque della salute”, particolare

Ebbene, la storia di Viareggio resta comunque particolare: letta a posteriori, pare che il caso avesse prescelto la cittadina, tanto una serie di fortuite casualità convennero perché vi si realizzassero numerosi edifici tra “Liberty” e “Art Decò”.

Siamo nel 1902 quando fu inaugurato il Viale regina Margherita la lunga ed elegante passeggiata sul lungomare viareggino, la prima grande promenade in Italia. Presto sorsero lungo il viale una serie di edifici in legno adibiti a negozio, caffè, accesso agli stabilimenti balneari, e tutto quell’insieme di strutture richieste dall’afflusso turistico: non dimentichiamo che dalla seconda metà dell’Ottocento si era diffusa la moda “dei bagni di mare” e Viareggio fu una delle protagoniste del fenomeno proprio nel periodo contrassegnato dal diffondersi di motivi Liberty in tutte le manifestazioni artistiche.

Viareggio l’accesso al Bagno Balena

Quando l’incendio devastante del 1917 li distrusse (quasi) tutti, il caso ancora volle che un artista illustre, Galileo Chini, avesse nella zona, precisamente al Lido di Camaiore, un villino e che entrasse a far parte della commissione, insieme agli architetti Giusti e Belluomini, incaricata della riedificazione di quanto era andato in fumo. Dobbiamo proprio a questa congiuntura fortuita l’impronta stilistica data agli edifici che dal 1918 agli anni Trenta furono realizzati nella cittadina, Fu così che ancora oggi sotto gli occhi di tutti i visitatori che a Carnevale o meno affollano la passeggiata a Viareggio sorsero, e questa volta in muratura: i Magazzini Duilio 48, il Gran Caffè Margherita, la Galleria del Libro e l’accesso al Bagno Balena. Sfuggito miracolosamente all’incendio, era rimasto intatto solo lo Chalet Martini, che ancora oggi fa mostra di sé nella sua veste originaria lungo la passeggiata.

Viareggio, il finestrone dei Magazzini Duilio 48

Ma Viareggio non offre oggi al visitatore solo i pochi esempi citati: lungo la famosa passeggiata, basta percorrere lo stesso viale o addentrarsi nelle strade parallele e limitrofe per trovare ancora segni di uno stile che fiorì, anche nell’arredo degli interni degli alberghi come ad esempio il Principe di Piemonte che conserva gran parte dell’arredamento originario, e nei villini che proseguivano lungo la costa o l’interno come ad esempio a Pietrasanta.

E lungo il viale l’ex Cinema Savoia del 1929 con le decorazioni in ceramica delle Manifatture Chini, il Cinema teatro Eden con la sua tettoia in ferro battuto e vetro, il gran Caffè Margherita con le sue verdi cupole a cipolla o il numero civico 48 dei Magazzini Duilio che svetta in alto avvolto in un nastro azzurro sopra il finestrone spartito in tre da lesene che ne intersecano il grande arco. E ancora, villini del periodo precedente come, in una traversa della passeggiata, in via D’Annunzio, il villino “Il Guscio” del 1914 o il villino “Rina” del 1903 in Via Leonardo da Vinci e il villino “Flora” del 1912 in Viale Carducci.

Viareggio il villino Flora, particolare della decorazione

In ciascuno è possibile rinvenire i particolari dello stile “liberty” viareggino con architetture ad ampio sviluppo verticale. Il villino “Flora” è impreziosito dalle ceramiche di Galileo Chini: sotto la gronda putti tra una fitta decorazione floreale e al primo piano una statuaria figura di donna contornata da un tripudio colorato di fiori.

Viareggio particolare del soffitto del Gran Caffè Margherita

Viareggio, la Galleria del Libro

Viareggio, la cupola del gran Caffè

Tutta la passeggiata offre scorci di palazzine con segni legati alle correnti moderniste: il villino Chizzolini del 1910 su progetto dell’architetto lucchese Gaetano Orzali con tante caravelle che ne decorano la facciata e il terrazzo sul tetto con bella balaustrata ancora godibile sebbene bisognosa di intervento oppure il villino dal titolo particolare “Amor omnia vincit” del 1907 su progetto dell’architetto Fantini con decorazioni di Galileo Chini: festoni con putti e motivi floreali.

E tutto quanto indicato solo per citare alcune delle opere esposte lungo la passeggiata, una galleria a cielo aperto dei motivi Liberty a Viareggio.

Per le altre immagini si rimanda alla Galleria a questo link

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