Firenze nelle opere pittoriche degli autori di tutti i tempi (XVI-XVII secolo)


I “vedutisti” del XVI-XVII secolo

A cura della Redazione

Siamo nella prima metà del Seicento quando si affermò la pittura di paesaggio, considerata fino ad allora un genere secondario rispetto a quella religiosa o storica. Durante la seconda metà dello stesso secolo Gaspar Van Wittel (1652-1736), olandese, conosciuto con il nome italianizzato di Gaspare Vanvitelli, dette alla pittura di paesaggio una svolta decisiva con  il “vedutismo”, un genere pittorico nato in Olanda che ebbe la sua massima diffusione in Italia e soprattutto a Venezia nel Settecento: i soggetti sono città e scorci urbani raffigurati in prospettiva e con grande precisione. A divulgare in Italia il genere fu proprio Gaspare wan Vittel giunto a Roma nel 1675 e il genere trionferà a Venezia con Giovanni Antonio Canal conosciuto come il Canaletto e il nipote Bernardo Bellotto.

Fiorirono quindi vedute d’insieme non solo del paesaggio naturale ma anche di quello artificiale. Vanvitelli, trasferitosi a Roma, divenne illustratore di piazze e visuali anche della campagna romana, delle sue rovine tra paesaggi naturali. Soggiornando a Firenze ne illustrò alcuni scorci tra i quali proponiamo una raffigurazione inusuale dalla via Bolognese.

Vanvitelli Firenze dalla via Bolognese 1695  (Foto originale)

Vanvitelli Firenze dalla via Bolognese 1695 (Foto originale)

 

Colpisce lo scenario e il punto di vista: il Duomo sul margine destro, il paesaggio collinare sullo sfondo della città contornata ancora di mura e nella valle lo scorrere placido nella campagna di un fiumicello, il Mugnone, attraversato sul ponte da figure umane e altre che in primo piano, tra la natura, riposano. Ci colpisce una Firenze che non c’è più, nemmeno immaginabile. Bellissimi i due pini che svettano inclinati verso la valle.

Legato alla medesima corrente della quale il Vanvitelli fu iniziatore, è un fiorentino o comunque un nativo del territorio, alcuni lo dichiarano fiesolano, che ha lasciato come patrimonio vedutistico della città molte opere: Giuseppe Zocchi che alcuni datano 1711, altri 1716 che merita alcuni cenni biografici per la particolarità della sua vita. Nacque da un’umile famiglia, il padre, si scrive da taluni biografi dell’epoca, trasportava rena per le costruzioni attività a cui avviò il figlio che aveva nelle mani l’arte di intonacare “pulitamente”. Fu notato dal pittore Fiorentino Ranieri del Pace impegnato ad affrescare la chiesa della Beata a Signa che colpito dall’abilità del giovane ne divenne il maestro. Suo mecenate poi il marchese Andrea Gerini lo avviò agli studi e gli commissionò varie opere di pittura e di incisione: a Firenze decorò la galleria Gerini e la villa Serristori fuori Porta S. Niccolò, dipinse nel palazzo Rinuccini e il soffitto del teatro della Pergola, creò anche disegni per lavori in pietre dure e per l’illustrazione di classici latini. Alcuni attribuiscono la sua morte prematura allo sfinimento per il troppo lavoro, altri a febbri epidemiche contratte durante la sua attività di pittore nella campagna senese nella tenuta del granduca Pietro Leopoldo.

Biblioteca Nazionale di Firenze pagine a stampa che raccolgono le vedute originali di Firenze commissionate dal marchese Andrea Gerini

Biblioteca Nazionale di Firenze pagine a stampa che raccolgono le vedute originali di Firenze commissionate dal marchese Andrea Gerini (Foto originale)

Di Giuseppe Zocchi, artista tra i più interessanti di metà Settecento fu un rappresentante di rilievo nella storia del vedutismo, restano le note incisioni delle vedute di Firenze. Le 25 vedute di Firenze insieme a 50 delle ville granducali e di luoghi nei dintorni della città furono pubblicate dal 1744 ed ebbero un notevole successo per l’attenzione ai dettagli: un prezioso documento storico sulla Firenze settecentesca.

800px-Giuseppe_Zocchi_-_View_af_the_Arno_in_Florence_-_WGA25993

Giuseppe Zocchi da una Collezione privata. Firenze e l’Arno (Foto originale)

giuseppe_zocchi_arno_river

Giuseppe Zocchi da una Collezione privata Firenze e il ponte a Santa Trinita (Foto originale)

Le vedute colpiscono per la minuzia dei particolari e l’attenzione a cogliere momenti di vita cittadina: i traghettatori che utilizzano le tipiche imbarcazioni dei renaioli con l’Arno protagonista.

Bernardo Bellotto Piazza della Signoria a Firenze 1742 Budapest Museo delle Belle Arti (Foto originale)

Bernardo Bellotto Piazza della Signoria a Firenze 1742 Budapest Museo delle Belle Arti (Foto originale)

 Interessante veduta di piazza della Signoria dal punto di vista dell’attuale Rivoire. Quanta Firenze scomparsa in questa “cartolina” di metà Settecento!

Vedi pure: Firenze nelle opere pittoriche degli autori di tutti i tempi: XIV XV secolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...