L’antica Etruria di Plinio il Vecchio

Antica Etruria, la VII regio
L’antica Etruria

Nella Naturalis Historia, la sua monumentale opera, Caio Plinio Secondo, detto Plinio il Vecchio (23-79 d.C.), oltre alla famosa classificazione delle specie botaniche ci offre anche la descrizione geografica del territorio europeo e del bacino mediterraneo. Riportiamo di seguito il brano relativo all’Etruria.

“La costa della Liguria si estende per 211 miglia dal fiume Varo1 al Magra. Da lì inizia la settima regione, l’Etruria; una regione che spesso ha cambiato nome. In tempi antichi i Pelasgi cacciarono da essa gli Umbri, ma ne furono a loro volta scacciati dai Lidi. Dal nome del re di questi gli abitanti furono chiamati Tirreni3. In seguito, dalla parola greca del rito sacrificale, presero il nome di Tusci4.

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Valdicastello: le miniere e la casa natale di Carducci

Addio, Versilia mia, ligure nido

p1011679Potrebbe in un primo momento non essere chiaro al lettore il nesso tra la presenza di miniere e la casa natale di Carducci in località Valdicastello, ma c’è e sarà presto svelato…

Siamo a pochi chilometri da Pietrasanta, lungo la valle del torrente Boccatoio il cui bacino raccoglie le acque dei fossi che discendono dai monti circostanti, Gabberi e Lieto, e che sfocia dopo un corso di circa 10 chilometri tra Marina di Pietrasanta e il Lido di Camaiore, nella località di Motrone famosa per il suo antico porto. Il torrente, che scorre costeggiando Valdicastello Carducci, non è un torrente qualsiasi ma assomma una lunga storia legata, a seconda delle epoche, allo sviluppo economico del territorio: se nel passato erano i mulini e i frantoi a utilizzare la forza delle sue acque, il colore del fondale del suo letto lo lega all’attività mineraria che ha caratterizzato la sua storia soprattutto dal XIX secolo, oggi dismessa. Le ricerche storiche affermano la probabilità che già ai tempi degli Etruschi fossero conosciute le ricchezze minerarie del sottosuolo, sfruttate poi in varie epoche successive e contese: le Argentiere di Gallena e Farnocchia, ma anche quella che ad un chilometro da Valdicastello Carducci ha funzionato fino al secolo scorso, meritando a questa valle l’antico nome di Valle Buona poi divenuta Valdicastello. … continua a leggere  Valdicastello: le miniere e la casa natale di Carducci

L’antica Etruria descritta da Plinio il Vecchio

Antica Etruria, la VII regio
L’antica Etruria

Nella Naturalis Historia, la sua monumentale opera, Caio Plinio Secondo, detto Plinio il Vecchio (23-79 d.C.), oltre alla famosa classificazione delle specie botaniche ci offre anche la descrizione geografica del territorio europeo e del bacino mediterraneo. Riportiamo di seguito il brano relativo all’Etruria.

“La costa della Liguria si estende per 211 miglia dal fiume Varo1 al Magra. Da lì inizia la settima2 regione, l’Etruria; una regione che spesso ha cambiato nome. In tempi antichi i Pelasgi cacciarono da essa gli Umbri, ma ne furono a loro volta scacciati dai Lidi. Dal nome del re di questi gli abitanti furono chiamati Tirreni3. In seguito, dalla parola greca del rito sacrificale, presero il nome di Tusci4. … continua a leggere L’antica Etruria descritta da Plinio il Vecchio

Le radici della cultura medievale

ovvero:
l’iranizzazione dell’Occidente Classico e le influenze nelle origini della letteratura italiana

di Giovanni Caselli

La caduta ufficiale dell’Impero Romano avviene, come tutti sanno, nel 476, ma in effetti Roma era caduta sotto i Visigoti di Alarico nel 410. Nel 406 Firenze scampa alla distruzione da parte di Radagasio grazie a Stilicone, ma cade nelle mani di Totila nel 552 per poi passare sotto il dominio dei Longobardi qualche decennio più tardi, quando era già in rovine e semi deserta.
L’Appennino tosco-romagnolo diviene così un confine fra due mondi diversi, quello romano-bizantino e quello longobardo-barbarico fino alla caduta del regno longobardo per mano dei Franchi. Le vie transappenniniche ad est dell’Appennino pistoiese si chiudono ed acquista importanza il passo della Cisa con la via che nel XX secolo diverrà nota a tutti col nome di Via Francigena.    …  continua a leggere    Le radici della cultura medievale

Scioccolare

Degli anni trascorsi nella Maremma toscana ho portato con me oltre a tanti paesaggi indimenticabili anche ritratti di persone e personaggi e parole e linguaggi. Sì, perché la Maremma ha voci e suoni diversi rispetto alla Toscana tutta. Tra le varie parole che ai tempi mi avevano colpita c’è certamente  “verduraio” e “dringolare” e “scioccolare”. Se le prime due erano e sono facilmente riconducibili al loro significato, come anche “dringolare” nel senso di tentennare, voce presente tuttora nell’Aretino e presumibilmente trasferita in Maremma dai vari Casentinesi che vi si recarono in tempi remoti per lavorare, il termine “scioccolare” merita una ricerca ad hoc.

Nel “Grande Dizionario della lingua Italiana” si legge:

Scrollare, scuotere, sbattere

‘Scioccolà’: scuotere (i panni per toglier la polvere, gli al­beri perché cadano i frutti,ecc.), strapazzare.= Voce diffusa in una vasta area della Toscana meridionale. fino all’Amiata (sciuccolà) e particolarmente viva a Siena come si trova in Tozzi: Cavò di tasca una manciata di albicocche…, seguitò a cavare le altre, ad una per volta… Alla fine, batté e scioccolo le mani insieme; e disse: “Non ce n’ho più”.

Alcuni riconducono a una for­ma latina exsucculàre (parallela e derivata. da exsuccàre) col significato originario di ‘asciugare scuotendo’, altri invece al francese choquer (nel sec. XII) quale prestito anche in altre lingue romanze, altri ancora (più verosimilmente) a una base onomatopeica dalla quale potrebbe discendere pure l’aggettivo scioc­co.

Anche calìa è un termine che ho sentito più volte in Maremma, ma ne parleremo la prossima volta.

Altre parole desuete dell’idioma toscano

Profilo della Strada Ferrata Leopolda da Firenze a Livorno

da  Carlo Collodi, Un romanzo a vapore: Da Firenze a Livorno, Mariani Firenze 1856

Tracciato della Leopolda

La Leopolda parte dalla Stazione di Firenze, fuori la Porta al Prato, e giunge a Livorno con uno sviluppo di Chilometri 95 113.  …

Appena uscito di sotto alla navata della grande Stazione di fuori la Porta a Prato, il convoglio del Vapore corre per brevissimo tratto al fianco del delizioso passeggio delle Cascine, del quale si vedono le ridenti e spaziose praterie, i lunghissimi viali, orlati di platani e di alberi, le decenti e bene architettate case coloniche.

Sulla destra, trovasi il canale denominato Macinante, il quale staccandosi dall’Arno all’estremo della città si conduce sino al Bisenzio, dopo di avere animato per via e messo in movimento diversi mulini ed opifici. Le belle rive dell’Arno e le amene colline dei dintorni di Firenze si mostrano al viaggiatore. Signoreggia sulla sinistra la villa di Castel Pulci, così denominata per un possesso della famiglia, cui appartenne Luigi Pulci, autore del poema – Il Morgante. Poco dopo si passa dappresso al Borgo di S. Donnino, detto S. Donnino a Brozzi, dove è la prima fermata dei Treni che partono da Firenze.  … continua a leggere  Profilo della Strada Ferrata Leopolda da Firenze a Livorno

Valdicastello: le miniere e la casa natale di Carducci

Addio, Versilia mia, ligure nido

p1011679Potrebbe in un primo momento non essere chiaro al lettore il nesso tra la presenza di miniere e la casa natale di Carducci in località Valdicastello, ma c’è e sarà presto svelato…

Siamo a pochi chilometri da Pietrasanta, lungo la valle del torrente Boccatoio il cui bacino raccoglie le acque dei fossi che discendono dai monti circostanti, Gabberi e Lieto, e che sfocia dopo un corso di circa 10 chilometri tra Marina di Pietrasanta e il Lido di Camaiore, nella località di Motrone famosa per il suo antico porto. Il torrente, che scorre costeggiando Valdicastello Carducci, non è un torrente qualsiasi ma assomma una lunga storia legata, a seconda delle epoche, allo sviluppo economico del territorio: se nel passato erano i mulini e i frantoi a utilizzare la forza delle sue acque, il colore del fondale del suo letto lo lega all’attività mineraria che ha caratterizzato la sua storia soprattutto dal XIX secolo, oggi dismessa. Le ricerche storiche affermano la probabilità che già ai tempi degli Etruschi fossero conosciute le ricchezze minerarie del sottosuolo, sfruttate poi in varie epoche successive e contese: le Argentiere di Gallena e Farnocchia, ma anche quella che ad un chilometro da Valdicastello Carducci ha funzionato fino al secolo scorso, meritando a questa valle l’antico nome di Valle Buona poi divenuta Valdicastello. … continua a leggere  Valdicastello: le miniere e la casa natale di Carducci

I luoghi del Decameron: Lamporecchio e Masetto

Masetto da Lamporecchio si fa mutolo e diviene ortolano di uno monistero di donne, le quali tutte concorrono a giacersi con lui.

Lamporecchio, citato per la prima volta in un documento del 1057, è un comune in provincia di Pistoia situato tra il Padule di Fucecchio e le pendici occidentali del Montalbano. Il toponimo Lamporeclum sembra derivare da lampone, il Repetti nel suo “Dizionario” lo descrive così:

Villaggio spicciolato ch’ebbe un qualche fortilizio, da cui ricevè l’onorevole titolo di castello che dà nome ad una chiesa plebana (S. Stefano) e ad una Comunità nella Giurisdizione e circa 9 miglia toscane* a libeccio di Seravalle, Diocesi di Pistoja, Compartimento di Firenze. … gli manca una riunione di fabbriche con strade che circoscrivono una porzione di terreno col nome specifico di questa popolazione, che è spicciolata in poderi, case e ville sparse su per la gibbosa pendice occidentale del Monte Albano. … continua a leggere I luoghi del Decameron: Lamporecchio e Masetto

L’antica Etruria descritta da Plinio il Vecchio

Nella Naturalis Historia, la sua monumentale opera, Caio Plinio Secondo, detto Plinio il Vecchio (23-79 d.C.), oltre alla famosa classificazione delle specie botaniche ci offre anche la descrizione geografica del territorio europeo e del bacino mediterraneo. Riportiamo di seguito il brano relativo all’Etruria.

La costa della Liguria si estende per 211 miglia dal fiume Varo1 al Magra. Da lì inizia la settima2 regione, l’Etruria; una regione che spesso ha cambiato nome. In tempi antichi i Pelasgi cacciarono da essa gli Umbri, ma ne furono a loro volta scacciati dai Lidi. Dal nome del re di questi gli abitanti furono chiamati Tirreni3. In seguito, dalla parola greca del rito sacrificale, presero il nome di Tusci4. … continua a leggere L’antica Etruria descritta da Plinio il Vecchio

Lui, lei e l’altro: Verga a Firenze e la tormentata relazione con Giselda Fojanesi

di Michele Chini

Giovanni Verga
Giovanni Verga

Pochi giorni fa si è diffusa la notizia che il prossimo 5 dicembre da Christie’s, a Parigi, sarà battuto all’asta un vero e proprio tesoro costituito da circa 300 lettere autografe di Giovanni Verga acquistate a suo tempo da un collezionista francese direttamente dal nipote dello scrittore verista, Giovannino, che le aveva ricevute in eredità. Sono trapelate alcune anticipazioni sul contenuto delle missive: dai racconti della vita mondana e letteraria di Firenze e Milano, all’ accusa di plagio nei confronti di Mascagni per l’opera “Cavalleria Rusticana”, alla gestione economica delle sue terre siciliane, fino alla corrispondenza con i suoi affetti più cari tra i quali figurerà senz’altro la fiorentina Giselda Fojanesi.

Chi era Giselda? … continua a leggere  Lui, lei e l’altro: Verga a Firenze e la tormentata relazione con Giselda Fojanesi