Siamo nella bassa valle del Merse a pochi chilometri da Siena tra colline di sughere, lecci, castagni e querce cui fa da sfondo il cocuzzolo del Monte Amiata dentro la vasta area della Riserva naturale detta del Basso Merse e Tocchi.
Trovasi sullo sprone settentrionale del monte delle Serre di Petriolo che scende per Tocchi al ponte di Macereto, sulla destra del Merse, e sulla sinistra della strada regia che dal ponte a Macereto si dirige a Grosseto. …continua a leggere Nella val di Merse: Ponte a Macereto e Tocchi
Montignoso, Castel Aghinolfi, tra la fitta coltre di verde
Siamo a Montignoso a pochi chilometri da Massa Carrara.
Già dalla strada che corre nella valle s’intuisce la struttura possente del mastio ottagonale della roccaforte più antica della Lunigiana che si erge a sentinella sul cocuzzolo più alto di un promontorio che si protende verso il mare, ma è poi da lassù che si comprende il valore strategico che ha determinato l’importanza nel tempo assunta dal castello proprio per la sua posizione: lo sguardo abbraccia tutta la fascia costiera dalle foci dell’Arno al golfo di La Spezia e, nelle giornate limpide, si spinge fino a Livorno e le Alpi Marittime e riesce a intravvedere la Corsica. …continua a leggere Castel Aghinolfi in Lunigiana
Un esempio di casa di montagna in un cabreo settecentesco che raffigura una casa con torre inglobata nella casa da lavoratore
Sarebbe difficile immaginare il paesaggio toscano senza la presenza delle case coloniche che lo caratterizzano con la loro struttura e i colori delle pietre che così bene si inseriscono nel paesaggio circostante: una campagna amabile, variegata, costruita come “un’opera d’arte da un popolo raffinato”, come ebbe a definirla il geografo Henry Desplanques o “la più commovente che c’è” secondo lo storico Braudel. E la casa colonica ancora oggi ne è l’elemento più eloquente e caratterizzante, testimonianza di un paesaggio secolare costruito dalla mezzadria. …Continua a leggere La casa colonica in Toscana
In Toscana non è difficile incontrare espressioni artistiche riconducibili all’Art Nouveau e alle sue diverse configurazioni. A Firenze sono molte e alcune legate al nome di Michelazzi che fu uno dei maggiori protagonisti: i suoi villini ne sono a oggi spettacolare testimonianza. … continua a leggereA Montevarchi: Villa Masini
Siamo a Pratolino, a pochi chilometri da Firenze, famoso per il suo splendido Parco mediceo. Si devia a destra dalla Bolognese prima di scendere verso Vaglia con direzione Bivigliano e si gira alla prima a sinistra, via di Macioli. Percorsa tutta la strada, in un’ampia radura si eleva la pieve anticamente detta San Cresci in Albino o a Carza, il torrente che scorre a valle.
San Cresci a Macioli è un’antica pieve documentata sin dal 926. Più tarda la sua bella torre campanaria che un’iscrizione alla base data 1279. Intorno al 1460 il pievano Arlotto intraprese gli interventi più massicci di restauro, iniziati già in precedenza, terminati intorno al 1466 che avrebbero reso l’attuale pieve più alta rispetto all’originaria datata intorno al VI secolo. ….Continua a leggere La pieve di San Cresci a Macioli e i “Motti” del pievano Arlotto
Veduta della valle e del Castello di Tignano da Barberino Val d’Elsa
“Esiste cotesta contrada sopra una collina tufacea alla cui base orientale scorrono le prime fonti del torrente Drove” ( da Repetti Dizionario geografico fisico storico della Toscana, Volume 5)
Spicca con la sua forma rotonda sul cucuzzolo di faccia a Barberino tra l’ondeggiare dei declivi e il verde tenero degli ulivi sulla Val d’Elsa e quella del Drove.
tratto da Guido Carocci, Firenze scomparsa, ricordi storico artistici, Firenze 1897
Giuseppe Zocchi, Chiesa della Badia e palazzo del Podestà (Bargello)
“La via che dal lato di tramontana fiancheggia Palazzo Vecchio si diceva in antico Via delle Prestanze dal nome di un pubblico ufficio che vi ebbe la sua sede : si chiamò , dipoi dei Gondi quando Giuliano di Lionardo Gondi acquistò tutto un gruppo di antiche case per edificarvi sopra lo stupendo palagio disegnato da Giuliano da S. Gallo. Il palazzo de’ Gondi non fu poi finito che in parte e la facciata principale corrispondente sulla Piazza di S. Firenze, già di S. Appollinare, si arrestava accanto ad una massiccia fabbrica di pietra di carattere del XVI secolo che sporgeva irregolarmente, tanto verso la Chiesa di S. Firenze, quanto verso Palazzo Vecchio. La necessità di render più facile il passaggio in quel punto centrale e frequentatissimo della città, portò alla distruzione di quella vecchia casa ed all’allargamento della strada fino a Piazza della Signoria.
Non è come tutti quelli che siamo abituati a vedere lungo le strade della Toscana, a schiena
Il ponte a Cappiano sull’Usciana
d’asino, ad arcate, stretti, grigi o a mattoni, no, il ponte di Cappiano ha una struttura diversa che lo colloca nel tempo con precisione: è un ponte rinascimentale attribuito ai disegni di Antonio da Sangallo il Vecchio e a Francesco da Sangallo. È snello e nello stesso tempo imponente con le sue due torri e le cinque arcate della parte coperta cui segue la parte scoperta con i tre imbocchi di transito sul canale navigabile dell’Usciana che … continua
Armaiolo, la torre e la chiesa di San Giovanni Battista
a cura della Redazione
La lunga valle dell’Ombrone, fiorente e ricca con insediamenti già in età etrusca, attraversa il territorio senese nei pressi di Armaiolo e Rapolano, famosi ancora oggi per le acque termali. Gli insediamenti originari utilizzavano il fiume come via d’acqua, essendo navigabile, per i loro scambi c … Continua