La famiglia Lavison e il palazzo in Piazza della Signoria


di Edoardo Lavison 

Grato per l’ospitalità concessami dalla vostra rivista desidero far luce sul percorso che portò la famiglia Lavison a giungere a Firenze a metà ottocento ed a intraprendere la costruzione del palazzo che viene chiamato delle Assicurazioni o del Leone. Fu la necessità di sfuggire ai moti rivoluzionari del 1789 a costringere Jean Joseph Antoine proprietario terriero di Saint Chamas, feudo dell’arcivescovo di Arles, a noleggiare un veliero ed imbarcarsi nel 1793, con suo figlio Joseph nato nel 1767, la moglie di questi Marie Catherine Paul ed i loro due figli Joseph Antoine Jacque Etienne di anni 3 ed il più piccolo Paul Martin Prosper di soli 2 anni.

Il veliero fece rotta prima sulla Liguria e poi sulla Toscana dove la famiglia sbarcò. …  continua a leggere     La famiglia Lavison e il palazzo in Piazza della Signoria

Girellando per le vie del centro di Firenze: da via Isola delle Stinche a via della Condotta


di Salvina Pizzuoli 

Iniziamo il nuovo itinerario partendo da via Isola delle Stinche intrigandoci per stradette e stradicciole sempre nella zona di Santa Croce e percorrendo via della Vigna Vecchia, quindi via dell’Acqua, via delle Burella, via Torta, via dell’Anguillara, Borgo de’ Greci fino a piazza San Firenze concludendo in via della Condotta dalla quale avrà inizio il prossimo itinerario.

Siamo nel cuore della città rievocata da Dante (Canti XV, XVI del Paradiso) … Continua

 Girellando per le vie del centro di Firenze: da via Isola delle Stinche a via della Condotta

Girellando per le vie del centro di Firenze: da via dell’Agnolo a via de’ Pepi


Storie bizzarre di strade

di Salvina Pizzuoli

Pianta con il tragitto segnalato in rosso

Le strade di una città, come i fili di una fitta ragnatela, tessono un reticolo che si snoda e s’apre o si strozza e chiude o s’immette in altri reticoli. Più antica è la città più le sue strade ne scandiscono la storia impressa anche nella odonomastica e in tutta quella serie di architetture che la caratterizzano e rendono unica. Più antica è la via e più i suoi nomi si sovrappongono o, se restano originari, hanno perso di senso e, sconosciuti ai più, la loro denominazione diventa solo un modo per chiamare o meglio indirizzare il visitatore e il cittadino.

Questo che proponiamo è quindi il primo dei viaggi curiosi per le vie del centro di Firenze, alla scoperta di storie e bizzarrie contenute non solo nella odonomastica ma in quanto le contraddistingue e rivela. … Continua

4 novembre 1333 – 4 novembre 1966


Giovanni Signorini alluvione ottobre 1844
Giovanni Signorini alluvione ottobre 1844

Per ricordare l’alluvione del 4 novembre del 1966, riproponiamo l’articolo già pubblicato:

“Firenze e l’Arno un rapporto difficile”

cui aggiungiamo alcuni versi tratti da Antonio Pucci dal “Novello sermintese lagrimando” dedicato ad un altro 4 novembre del lontano 1333: incredibilmente le date si ripetono!

Tra vespro e la nona il fiume rompe gli argini e travolge i ponti:

E, poco stando, tra vespro e la nona,

si come per chi ‘l vide si ragiona,

il fiume ruppe, che si forte sprona,

ogni pescaia;

e fe’ cadere il ponte alla Carraja

[…]

I’ dico che non ero a meza via

A ritornare in verso casa mia,

ch’i’ udì dir che Ponte Vecchio già

per l’acqua rotto.

[…]

E riponendo verso l’acqua cura

(e questa ben li parve cosa scura!)

Vide venir per la fortuna dura

in una culla

O ver fanciul che fosse o ver fanciulla,

e non parea ch’ avesse addosso nulla:

chi le suol dar le cose e chi ‘l  trastulla

or che ne fia?

Egli era vivo e tuttavia piagnia

E l’acqua forte nel menava via;

 

e poi di dietro a lui ratto venia

un greve legno!

[…]

Giù per quel fiume ch’era tanto rio

Più cose venner ch’io no le vid’io,

ma i’ ò scritto il vero da que’ ch’io

d’altrui ascoltai

Per l’Arno ne venivano e telai

con l’orditura, e capanne e pagliai,

e dietro a questo poi veniva assai

d’ogni legname;

iscope sciolte, ed anche con legame;

e una pieta fu pure ‘l bestiame;

ancor si vide molta lana e stame

ed alcun panno;

persona non s’andò la notte a letto,

chi fuggì in alto palco e chi sul tetto,

piangiendo (forte), picchiandosi ‘el petto

ognun gridava

misericordia ciaschedun chiamava,

piccoli e grandi forte lagrimava.

 

Alluvione del 6 novembre 1864 in un disegno dell'epoca
Alluvione del 6 novembre 1864 in un disegno dell’epoca

Vai all’articolo:   “Firenze e l’Arno un rapporto difficile”

 

Galleria foto: al tempo di Firenze capitale


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Piazza della Libertà con gli omnibus a cavalli
Piazza della Libertà con gli omnibus a cavalli
Stazione Leopolda 1861, vista lato ponte alle Mosse
Stazione Leopolda 1861, vista lato ponte alle Mosse
Retro della Leopolda durante l'esposizione del 1861
Retro della Leopolda durante l’esposizione del 1861
Via Tedesca, ribattezzata via Nazionale dopo il 1859
Via Tedesca, ribattezzata via Nazionale dopo il 1859

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Trasporti pubblici a Firenze alla fine dell’Ottocento


 

Omnibus della linea piazza Signoria-Ponte Rosso alla fermata di piazza Cavour
Omnibus della linea piazza Signoria-Ponte Rosso alla fermata di piazza Cavour

Il  1865 è l’anno del trasferimento della capitale da Torino a Firenze; nel maggio di quell’anno il Municipio fiorentino stipula un accordo con i fratelli Monari di Bologna per la concessione del servizio di omnibus urbano. Così dal primo giugno, dalle otto del mattino alle dieci di sera inizia il via vai delle carrozze da Piazza Signoria alle varie porte (San Gallo, Croce, Prato, Romana, San Niccolò), prezzo della corsa 10 centesimi. …Continua

Tivoli: un parco giochi nella Firenze capitale


Tre articoli sul parco divertimenti della Firenze di fine Ottocento

Ingresso del Parco sul Viale dei Colli
Ingresso del Parco sul Viale dei Colli

“Un parco divertimenti sul viale dei Colli. Con tanto di giostre, salone da concerti, caffè chantant, bazar all’orientale, teatro, fabbrica per la birreria e trattoria, tiro al bersaglio cosiddetto “alla Flobert” e non ultimo un gazometro per l’illuminazione dello stabilimento”.  Continua

 

“Nell’idea originaria che risale all’Ottocento, doveva essere un parco divertimenti sulla passeggiata dei Colli, con tanto di giostre, salone da concerti e caffè. Così Firenze Capitale non avrebbe avuto niente da invidiare alle altre città europee come Parigi o Copenaghen. Rimase però aperto solo due anni. Oggi parte del giardino ex Tivoli è stato riqualificato dopo i lavori decisi dal Comune”. Continua

Viale dei Colli- Parco Tivoli
Viale dei Colli- Parco Tivoli

(ANSA) – FIRENZE, 20 FEB – ‘Rivive’ in foto il parco divertimenti di Firenze Capitale, il Giardino di Tivoli realizzato nel 1869 sul viale de’ Colli, fra Porta Romana e piazzale Galileo, in attività per pochi anni e di cui oggi è rimasta solo una strada che porta il suo nome.  Continua 

 

 

 

 

 

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