4 novembre 1333 – 4 novembre 1966


Giovanni Signorini alluvione ottobre 1844
Giovanni Signorini alluvione ottobre 1844

Per ricordare l’alluvione del 4 novembre del 1966, riproponiamo l’articolo già pubblicato:

“Firenze e l’Arno un rapporto difficile”

cui aggiungiamo alcuni versi tratti da Antonio Pucci dal “Novello sermintese lagrimando” dedicato ad un altro 4 novembre del lontano 1333: incredibilmente le date si ripetono!

Tra vespro e la nona il fiume rompe gli argini e travolge i ponti:

E, poco stando, tra vespro e la nona,

si come per chi ‘l vide si ragiona,

il fiume ruppe, che si forte sprona,

ogni pescaia;

e fe’ cadere il ponte alla Carraja

[…]

I’ dico che non ero a meza via

A ritornare in verso casa mia,

ch’i’ udì dir che Ponte Vecchio già

per l’acqua rotto.

[…]

E riponendo verso l’acqua cura

(e questa ben li parve cosa scura!)

Vide venir per la fortuna dura

in una culla

O ver fanciul che fosse o ver fanciulla,

e non parea ch’ avesse addosso nulla:

chi le suol dar le cose e chi ‘l  trastulla

or che ne fia?

Egli era vivo e tuttavia piagnia

E l’acqua forte nel menava via;

 

e poi di dietro a lui ratto venia

un greve legno!

[…]

Giù per quel fiume ch’era tanto rio

Più cose venner ch’io no le vid’io,

ma i’ ò scritto il vero da que’ ch’io

d’altrui ascoltai

Per l’Arno ne venivano e telai

con l’orditura, e capanne e pagliai,

e dietro a questo poi veniva assai

d’ogni legname;

iscope sciolte, ed anche con legame;

e una pieta fu pure ‘l bestiame;

ancor si vide molta lana e stame

ed alcun panno;

persona non s’andò la notte a letto,

chi fuggì in alto palco e chi sul tetto,

piangiendo (forte), picchiandosi ‘el petto

ognun gridava

misericordia ciaschedun chiamava,

piccoli e grandi forte lagrimava.

 

Alluvione del 6 novembre 1864 in un disegno dell'epoca
Alluvione del 6 novembre 1864 in un disegno dell’epoca

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Galleria foto: al tempo di Firenze capitale


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Piazza della Libertà con gli omnibus a cavalli
Piazza della Libertà con gli omnibus a cavalli
Stazione Leopolda 1861, vista lato ponte alle Mosse
Stazione Leopolda 1861, vista lato ponte alle Mosse
Retro della Leopolda durante l'esposizione del 1861
Retro della Leopolda durante l’esposizione del 1861
Via Tedesca, ribattezzata via Nazionale dopo il 1859
Via Tedesca, ribattezzata via Nazionale dopo il 1859

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Trasporti pubblici a Firenze alla fine dell’Ottocento


 

Omnibus della linea piazza Signoria-Ponte Rosso alla fermata di piazza Cavour
Omnibus della linea piazza Signoria-Ponte Rosso alla fermata di piazza Cavour

Il  1865 è l’anno del trasferimento della capitale da Torino a Firenze; nel maggio di quell’anno il Municipio fiorentino stipula un accordo con i fratelli Monari di Bologna per la concessione del servizio di omnibus urbano. Così dal primo giugno, dalle otto del mattino alle dieci di sera inizia il via vai delle carrozze da Piazza Signoria alle varie porte (San Gallo, Croce, Prato, Romana, San Niccolò), prezzo della corsa 10 centesimi. …Continua

Tivoli: un parco giochi nella Firenze capitale


Tre articoli sul parco divertimenti della Firenze di fine Ottocento

Ingresso del Parco sul Viale dei Colli
Ingresso del Parco sul Viale dei Colli

“Un parco divertimenti sul viale dei Colli. Con tanto di giostre, salone da concerti, caffè chantant, bazar all’orientale, teatro, fabbrica per la birreria e trattoria, tiro al bersaglio cosiddetto “alla Flobert” e non ultimo un gazometro per l’illuminazione dello stabilimento”.  Continua

 

“Nell’idea originaria che risale all’Ottocento, doveva essere un parco divertimenti sulla passeggiata dei Colli, con tanto di giostre, salone da concerti e caffè. Così Firenze Capitale non avrebbe avuto niente da invidiare alle altre città europee come Parigi o Copenaghen. Rimase però aperto solo due anni. Oggi parte del giardino ex Tivoli è stato riqualificato dopo i lavori decisi dal Comune”. Continua

Viale dei Colli- Parco Tivoli
Viale dei Colli- Parco Tivoli

(ANSA) – FIRENZE, 20 FEB – ‘Rivive’ in foto il parco divertimenti di Firenze Capitale, il Giardino di Tivoli realizzato nel 1869 sul viale de’ Colli, fra Porta Romana e piazzale Galileo, in attività per pochi anni e di cui oggi è rimasta solo una strada che porta il suo nome.  Continua 

 

 

 

 

 

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In giro per Boboli nel 1757


Dalla descrizione di Gaetano Cambiagi* nel 1757

illustrata con immagini attuali

Entrati per tanto dalla Porta, che resta tra il Palazzo, e lo stanzone già detto delle legna, sopra la quale principia il corridore, che da questo Palazzo partendosi conduce per la lunghezza di circa mezzo miglio all’altro detto già della Signoria, in oggi Palazzo Vecchio, si ritrova uno spazioso Prato, circondato a man dritta da una parte di salvatico**, e da sinistra, e nella testata da una muraglia con spalliere di Aranci, al principio della quale è posta una Statua di marmo sedente sopra una testuggine, dalla cui bocca scaturisce una fontana d’acqua, la quale statua fu fatta da Valerio Cioli di Settignano, rappresentante un Nano della Corte di Cosimo I nominato Pietro Barbino,

Giardino di Boboli la statua del "bacchino"
Giardino di Boboli la statua del “bacchino”

che per la sua ridicolosa persona, cioè basso di statura, e altrettanto grosso, e panciuto fu dal medesimo Gran Duca a tal’effetto fatto scolpire, e al dire del Vasari era un nano ingegnoso, letterato e molto gentile; dal volgo però detta Statua è nominata Bacco, e la sopradetta Porta la Porta di Bacco, non perché questa lo rappresenti, ma per esser così panciuta l’hanno così chiamata, e la chiamano di presente. …Continua

Boboli com’era (Seconda Parte)


Il grande ampliamento verso Porta Romana: tra storia e curiosità

di Salvina Pizzuoli

Il giardino di Boboli in una pianta del XVIII secolo
Il giardino di Boboli in una pianta del XVIII secolo

Al primo impianto su progetto del Tribolo seguiranno le sistemazioni seicentesche a partire dal 1612 e il grande ampliamento verso Porta Romana, avvenuto sotto Cosimo II in base al progetto di Giulio e Alfonso Parigi: lo caratterizzano la creazione dei labirinti, di forma ellissoidale, circolare e ottagonale lungo i lati del grande viale dei cipressi, il Viottolone, che conduceva al bacino dell’Isola, attorno al quale correvano grandi ragnaie e cerchiate, ottenute con intrecci di rami di leccio chiusi ad arco e sistemate lungo corsi d’acqua, anche artificiali come nel caso della “Fontana dei Mostaccini”, per attrarre la fauna volatile; quindi l’Isola medesima concepita in un primo momento come giardino di fiori e agrumi. …Continua

Il mercato di San Lorenzo e l’Esposizione Internazionale dell’Orticultura


A Firenze nel 1874

Firenze, il Mercato di San Lorenzo allestito per la mostra internazionale dell'orticoltura
Firenze, il Mercato di San Lorenzo allestito per la mostra internazionale dell’orticultura. Foto*

L’11 maggio 1874 fu inaugurata a Firenze l’Esposizione Internazionale dell’Orticultura promossa dalla Regia Società Toscana dell’Orticoltura con il contributo economico dell’Accademia dei Georgofili. Una strana coincidenza lega due mostre tenutesi in città: la prima nel 1861 vedeva Firenze assurgere alle cronache nazionali del recente Regno d’Italia ….Continua

A Firenze: villa Fabbricotti e il suo parco


Villa Fabbricotti in una foto di oggi

Sulle pendici della collina di Montughi un’elegante villa con parco: siamo su via VittorioEmanuele II poco prima di via Trieste e dopo via Stibbert, nome dell’omonimo museo con un parco che confina con quello della cosiddetta villa Fabbricotti la cui sistemazione “romantica”, in entrambi, si deve all’architetto Poggi.

La storia di villa Fabbricotti la racconta nel suo libro “I dintorni di Firenze” (1875) Guido Carocci …Continua