Gli Etruschi a sud ovest del Mugello

di Giovanni Caselli

Ricostruzione di ambiente palustre del Valdarno in epoca preistorica

Gli Archeologi Lucia Sarti e Fabio Martini scrivevano nel 1993 che a fianco del primo lotto di edificazione universitario a Sesto Fiorentino, ai piedi del Monte Morello, vi è un’area di intensa espansione edilizia che fin dai primi scavi si rivelò ricca di reperti archeologici che datavano da 10.000 anni fa all’epoca romana. Nacque quindi il Progetto Sesto volto all’indagine archeologica globale, ma in particolare preistorica, di tutta la zona pedemontana ai margini settentrionali della piana fiorentina. … Continua

Carte da gioco toscane e fiorentine

antiche carte di seme francese dipinte a mano

L’origine delle carte da gioco è avvolta nel mistero, pare comunque fossero presenti in Cina fin dal X secolo. In Europa fecero la loro comparsa verso la fine del XIV secolo e si diffusero rapidamente assumendo caratteristiche diverse, nelle dimensioni, nel numero (il mazzo era composto da 40, da 52 o anche 56 carte), nei semi e nelle figure, a seconda delle varie aree geografiche. Già nel 1377 un’ordinanza parigina ne vietò l’uso nei giorni feriali e quasi nello stesso tempo a Firenze furono bandite le naibbe nome di derivazione araba con cui venivano chiamate allora le carte da gioco. … Continua a leggere Carte da gioco toscane e fiorentine

Luni tra storia e leggende

di Salvina Pizzuoli  

Luni nella Tavola Peutingeriana

La storia di Luni fu, come quella di molte città alla caduta dell’Impero Romano, assai travagliata a causa di diverse incursioni barbariche di cui fu vittima con saccheggi e distruzioni. Ma non furono i Goti a farla precipitare nell’oblio e nell’abbandono perché, nel suo poema in versi De reditu suo, Rutilio Namaziano, imbarcatosi a Portus Augusti per tornare in Gallia, descrisse il suo viaggio dalla foce del Tevere a Luni nel 417 d.C. e la racconta ancora circondata dalle sue bianche mura e ancora insigne. E non fu nemmeno … Continua

Battaglia di San Romano

Lo scontro fra Firenze e Siena del 1432

Paolo Uccello, Battaglia di San Romano, particolare (Firenze, Uffizi)

La Battaglia di San Romano, combattuta il primo giugno 1432, è uno degli episodi delle guerre che vide contrapposte le maggiori città-stato italiane nel tentativo di consolidare il proprio potere territoriale.
La Repubblica di Firenze e la Repubblica di Siena, entrambe protagoniste di questo scontro, rappresentavano due anime opposte della Toscana rinascimentale: da un lato Firenze, dinamica e ambiziosa, dall’altro Siena, orgogliosa e legata alla sua tradizione repubblicana. Lo scenario dello scontro fu la valle dell’Arno, un’area strategica che per secoli aveva visto susseguirsi battaglie e contese.
L’esercito fiorentino, al comando di Niccolò da Tolentino, era composto da circa quattromila cavalieri e duemila fanti. Niccolò, condottiero esperto e stratega di valore, dovette fronteggiare le forze senesi alleate con il potente Duca di Milano.

… continua a leggere La battaglia di San Romano

L’antica Etruria descritta da Plinio il Vecchio

Antica Etruria

Nella Naturalis Historia, la sua monumentale opera, Caio Plinio Secondo, detto Plinio il Vecchio (23-79 d.C.), oltre alla famosa classificazione delle specie botaniche ci offre anche la descrizione geografica del territorio europeo e del bacino mediterraneo. Riportiamo di seguito il brano relativo all’Etruria.

“La costa della Liguria si estende per 211 miglia dal fiume Varo1 al Magra. Da lì inizia la settima2 regione, l’Etruria; una regione che spesso ha cambiato nome. In tempi antichi i Pelasgi cacciarono da essa gli Umbri, ma ne furono a loro volta scacciati dai Lidi. Dal nome del re di questi gli abitanti furono chiamati Tirreni3. In seguito, dalla parola greca del rito sacrificale, presero il nome di Tusci4. … continua a leggere L’antica Etruria descritta da Plinio il Vecchio

Sant’Antimo tra leggenda e mistero (seconda parte)

di Salvina Pizzuoli

L’abbazia sullo sfondo della collina

L’atmosfera e lo spirito che aleggiano intorno alle pievi, le badie, i castelli da sempre incantano chi s’immerge nel passato che le antiche pietre raccontano.

E pietre e acque e valli e colli e luce e colori tutto contribuisce ancora oggi a creare nel visitatore una vibrazione consonante con il paesaggio in cui quell’antica struttura si colloca: ancora figli del medioevo respiriamo il nascosto motivo che ne ispirò la costruzione lì e non altrove. …Continua

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L’abbazia di Sant’Antimo (parte prima)

ovvero un gioiello dell’architettura romanica in val di Starcia tra le crete senesi

di Salvina Pizzuoli 

L’abbazia di Sant’Antimo

A Sant’Antimo occorre andarci, non ci si può passare per caso o capitarci: bisogna prima arrivare a Montalcino e poi scendere nella conca che accoglie l’abbazia tra colli verdeggianti che l’autunno colora col giallo oro dei pampini e i rossi delle foglie caduche, dipingendone i declivi. La natura fa da cornice splendida insieme agli olivi centenari, …Continua

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Annibale dalla Trebbia al Trasimeno

Itinerario di Annibale

In un saggio con questo titolo lo storico e archeologo Mario Lopes Pegna teorizzava che Annibale, attraversando la Toscana per raggiungere il lago Trasimeno dalla Pianura Padana, percorresse un itinerario diverso rispetto a quello comunemente conosciuto e riportato nell’articolo Annibale in Toscana fra storia e leggenda pubblicato su questa rivista. Lopes ritiene che: “Annibale si sia servito di una antichissima e poco nota strada ligure che attraversava diagonalmente l’Appennino e conduceva, con percorso quasi rettilineo, nel medio Valdarno inferiore.” … continua a leggere Annibale dalla Trebbia al Trasimeno

Grosseto, capitale della Maremma

Storia e geografia di una città munita

di Salvina Pizzuoli

La pianura di Grosseto e la foce dell’Ombrone (sec. XVII)

Quella che oggi conosciamo come la fertile piana dove sorge la città di Grosseto ha subito nel corso dei secoli varie e profonde trasformazioni geografiche e di conseguenza storiche: la geografia di un territorio segna e detta le sue leggi modellando e modificando non solo gli ambienti naturali ma influenzandone gli avvenimenti e, in alcuni casi, decretando la disfatta o la nascita di insediamenti umani o alterne vicende legate ora all’una ora all’altra. È questo il caso di Grosseto. … Continua

Monte Battaglia; epico scontro sulla Linea Gotica

settembre-ottobre 1944

Verso la fine di settembre l’avanzata alleata sulla parte orientale del fronte della Linea Gotica procedeva lentamente, anche a causa delle piogge insistenti che rendevano difficili le operazioni. Sull’Appennino centrale invece il generale Clark proseguiva l’offensiva verso Imola: la chiave dello schieramento tedesco era Castel del Rio e le alture circostanti, in particolare il Monte Battaglia. Il toponimo non è casuale; 715 metri di altitudine, posto sullo spartiacque tra le valli del Serchio e del Santerno fin dall’antichità fu teatro di scontri armati per il controllo del territorio compreso fra Imola, Faenza e il crinale appenninico. Sulla vetta i resti di un antico castello a testimoniarne l’importanza atrategica. continua a leggere Monte Battaglia; epico scontro sulla Linea Gotica