Val di Merse


Articoli pubblicati sulla valle del Merse

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I mulini della val di Merse: da mulino delle Pile a “Mulino Bianco”

In val di Merse: Chiusdino

In val di Merse: San Galgano

Nella val di Merse: una spada nella roccia e l’eremo di Montesiepi

Montieri e le attività estrattive della valle del Merse

Bagni di Petriolo

Boccheggiano e le “Roste”

Nella val di Merse: San Lorenzo a Merse

Nella val di Merse: Ponte a Macereto e Tocchi

Nella val di Merse: la pieve a Ponte allo Spino

Nella val di Merse: il chiostro di Santa Mustiola a Torri

Nella Val di Merse: la rocca di Crevole e la pieve di Santa Cecilia

Murlo di Vescovato:un castello tra la val di Merse e dell’Ombrone senese

Le due direttrici storiche della Val di Merse: la strada Consolare Grossetana e la via Massetana

La rocca di Crevole e la pieve di Santa Cecilia

La leggenda della Rocca di Crevole

Castel di Pietra e la leggenda della Pia

A Murlo c’è un Museo… da visitare

Il castello di Montarrenti

Gli articoli sopra indicati sono stati raccolti e pubblicati da Edida in volume, come per la valle dell’Arno, nella collana Macchie di Toscana:

Su Amazon: La val di Merse

della stessa collana:

La valle dell’Arno tra storia e geografia

 

Porto d’Alma o porto Civette


Torre Civette e foce del torrente Alma

Pian d’Alma è oggi una frazione situata in prossimità della foce del torrente Alma, celebre per il bel mare e per la vicinanza a spiagge famose come Cala Violina e Cala Martina. Ma un tempo fu celebre anche per il suo porto, Alma Positio in epoca romana e Scalo di Alma nel medioevo, situato sul litorale sotto la Torre Civette presso la foce dell’omonimo emissario dello stagno di Alma, un tempo assai più vasto dell’attuale padule e sicuramente accessibile dal mare.    …  continua a leggere    Porto d’Alma o porto Civette

Monte Pisano


Con la dicitura Monte Pisano s’intende il gruppo montano, propaggine meridionale delle Alpi Apuane, che si estende per circa 155 kmq a nord dell’Arno, tra la valle orientale del Serchio e il Val d’Arno inferiore, tra Lucca e Pisa, tanto che “i Pisan veder Lucca non ponno”, come scriveva il sommo padre Dante nel canto XXXIII dell’Inferno in cui domina la figura del conte Ugolino. Spesso indicato con la forma plurale di Monti Pisani, in realtà è un acrocoro la cui cima più elevata tocca i 916 metri con il Monte Serra.    …    continua a leggere     Monte Pisano

Buti, sul Monte Pisano


Buti, da Buiti Castrum, deriva il suo nome o dal latino bucita, pascolo di buoi, o dal nome del triunviro Fabio Buteo che via aveva acquistato dei terreni. È situato lungo le pendici orientali del Monte Pisano in un vallone scavato dalle acque rumorose del torrente Rio Magno che, con le sue piene, vi ha spesso causato danni notevoli. Se ne hanno notizie documentate sin dall’ XI secolo quando vi presero dominio i vescovi di Pisa: il territorio era tutelato da un ampio sistema difensivo costituito da ben otto fortificazioni di cui, in alcuni casi, restano pochi ruderi. Nel corso del XIII secolo varie lotte acerrime tra la fazione guelfa e ghibellina, tra Lucca Pisa e Firenze, portarono più volte alla distruzione del paese e alla sua ricostruzione: dopo la sconfitta subita dalla flotta della Repubblica alla Meloria, legato alle sorti di Pisa, ne subì insieme a lei il tracollo quando agli inizi del XVI secolo la città passò definitivamente sotto il dominio di Firenze ed anche i castelli del contado seguirono la sua caduta. Furono i lavori di ripristino, di quel disordine idraulico che aveva caratterizzato le valli fluviali e le acque superficiali in genere che fluivano nella zona senza arginature, voluti da Cosimo I con la deviazione del corso dell’Arno e il risanamento delle paludi con la canalizzazione dei fossi e il drenaggio della piana, a portare nuova popolazione in quel contado abbandonato a causa delle lunghe lotte: rifiorì così l’agricoltura con la coltivazione degli olivi, che ancora oggi caratterizzano fortemente i crinali così fitti da sembrare boschi, e dei castagni con la nascita parallela di un artigianato legato alla costruzione di ceste.    …   continua a leggere    Buti, sul Monte Pisano

Lungo l’Arno: dal castello di Malmantile al porto fluviale di Brucianesi


“Malmantile nel Val d’Arno sotto Firenze. – Castello semidituro e disabitato con sottostante chiesa parrocchiale (S. Pietro al Malmantile, o in Selva) circa 3 miglia toscane a libeccio della Lastra a Signa. La fortezza del Malmantile posa sul dorso pietroso dei poggi che a sinistra fiancheggiano la lunga e tortuosa gola della Golfolina, fra l’Arno e la Pesa, in mezzo alle selve di lecci, di quercioli e di pini, sull’antica strada maestra e postale fra Firenze e Pisa, presso le scaturigini del torrente Rimaggio, o Rio maggiore, il quale sbocca in Arno all’ingresso superiore della Golfolina. Il nome di Malmantile, che vuol significare in nostra lingua una cattiva tovaglia da tavola, fornì lieto argomento all’egregio pittore Lorenzo Lippi per il suo classico poema eroicomico, cui intitolò Il Malmantile riacquistato”.

Con queste poche ma ben compendiose parole lo storico toscano Emanuele Repetti descrive nel “Dizionario” questo piccolo borgo sulle colline che sovrastano il corso dell’Arno, in prossimità della gola della Golfolina, dove il fiume si muove sinuoso come ben si nota dalla strada che lo costeggia.

Pochi ma imponenti i ruderi del castello con i beccatelli, le mensole di pietra serena a sostegno degli archetti in laterizio a sesto acuto, e i merli simili alle mura di Lastra a Signa, altro borgo murato come ancora ricordano i lunghi tratti e le porte che si aprono nell’antico caposaldo difensivo della Repubblica di Firenze, rafforzato ad opera di Filippo Brunelleschi nel XV secolo. … continua a leggere    Lungo l’Arno: dal castello di Malmantile al porto fluviale di Brucianesi

Il castello della Chiocciola nella Montagnola senese


A sinistra La Chiocciola, più a destra la Villa, in arancio la SS2 Cassia, in bianco la strada per Riciano (clicca sull’immagine per ingrandire)

Il nostro itinerario, in uscita da Monteriggioni, contempla una prima escursione nella Montagnola senese. Seguiamo la statale numero 2 Cassia fino alla località Il Ceppo e da lì, lungo un bivio a destra, ci dirigiamo verso Riciano. Siamo a pochi chilometri da Siena, lungo le pendici sud orientali della Montagnola.

La giornata non è luminosa, ma il paesaggio è dolce con i suoi arrotondati declivi e, come immaginavamo, è subito punteggiato da torri svettanti e grandi prati e lievi cocuzzoli. Vari cartelli indicano la via Francigena che costeggia i primi due castelli che si inquadrano nel panorama con le loro forme quadrate e merlate, il primo è il castello di Villa.   …  continua a leggere  Il castello della Chiocciola nella Montagnola senese

Maremma


In questi cinque anni tuttatoscana è cresciuta assommando un corposo numero di articoli totali. Il vecchio Indice quindi non risponde più alle esigenze di chi vorrebbe, scorrendolo, trovare, a seconda delle sezioni, l’articolo che lo interessa. Abbiamo pensato allora di crearne uno nuovo che, nelle varie sezioni, accorpi in modo più funzionale gli articoli relativi, per favorire una migliore fruizione al visitatore e al lettore eventuale.

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Casentino


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