San Cassiano di Controne: il Museo

di Salvina Pizzuoli

Volto del giovane cavaliere datato XV secolo attribuito a Jacopo della Quercia

Di fronte alla chiesa di San Cassiano il piccolo e prezioso Museo: è ospitato dentro l’antico oratorio sede della confraternita del Santissimo Sacramento e Nome di Gesù, datato 1657. Il progetto di restauro e di riadattamento a sede museale, voluto dalla parrocchia per esporvi il gruppo equestre attribuito a Jacopo della Quercia, fino ad allora conservato presso la casa canonica, si realizza nell’agosto del 2012 quando venne inaugurata la sala espositiva che nel marzo del 2018 diverrà  museo parrocchiale.

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Castiglioncello e i Macchiaioli

La luce che cambiò la pittura

di Alessandro Ferrini

Giovanni Fattori "La libecciata" del 1885 (l'artista prese spunto dal paesaggio dello scoglio della tamerice ad Antignano)
Giovanni Fattori “La libecciata” del 1885 (l’artista prese spunto dal paesaggio dello scoglio della tamerice)

Tra il 1859 e il 1870 Castiglioncello, molto prima di diventare una celebre località balneare assai frequentata da attori e registi cinematografici come avvenne negli anni ’50 -’60 del Novecento, fu uno dei luoghi decisivi per la nascita e la maturazione della pittura macchiaiola. In quel decennio la costa livornese fino ad Ardenza (dove fra l’altro si trovava anche la residenza del musicista Pietro Mascagni) e Livorno, ancora aspra e poco urbanizzata, divenne un laboratorio di sperimentazione grazie all’iniziativa di Diego Martelli e alla presenza di artisti come Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Silvestro Lega e Odoardo Borrani, trasformando un tratto allora periferico della Toscana in un centro di creatività artistica. … continua a leggere Castiglioncello e i Macchiaioli

I villini di Michelazzi di Coppedè a Firenze

Liberty

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Toscana in “Liberty”: Firenze capitale del nuovo stile

di Salvina Pizzuoli

Firenze via dei Brunelleschi particolare di “Casa Paggi” angolo via del Campidoglio

Tra le primissime opere architettoniche presenti ancora oggi nel centro della città “Casa Paggi” o “Palazzo Pola & Todescan”, perché in origine ospitò i magazzini omonimi, del 1903 su progetto dell’architetto Giovanni Paciarelli. 

Siamo in Via dei Brunelleschi dove, trascorrendo da sempre sotto i suoi portici, spesso non notiamo la  facciata del palazzone, angolo con Via del Campidoglio e angolo Via de’ Pecori, nonostante i pregevoli ferri battuti dei balconi e le ceramiche colorate e le grandi teste femminili che sporgono. Firenze, e non solo, va scoperta e quindi va guardata anche con il naso all’insù e questo vale per “Casa Paggi” che inaugurò proprio in centro l’architettura Liberty a Firenze scatenando scandalo per la sostenuta, dalla fazione dei conservatori, “incompatibilità ambientale”. Si sa, nuovo e vecchio, e per Firenze occorre parlare di antico, agli occhi di molti sono incompatibili e la città non è mai stata immune a queste polemiche, anzi!

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Lo spiritismo nei salotti della Belle Epoque: Il caso di Serafino Macchiati e la doppia anima della modernità

di Francesca Cagianelli e Dario Matteoni

Al centro della grande mostra Serafino Macchiati: Moi et l’autre. Le frontiere dell’impressionismo tra euforia Belle Epoque e drammi della psiche, promossa e organizzata dal Comune di Collesalvetti, con il Patrocinio di Regione Toscana, Comune di Camerino; con il contributo di Fondazione Livorno; in collaborazione con Il Divisionismo – Pinacoteca Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona / Media Sponsors; a cura di Francesca Cagianelli e Silvana Frezza Macchiati (fino al 29 febbraio, tutti i giovedì, sabato-domenica, ore 15.30-18.30; INGRESSO GRATUITO, visite guidate su prenotazione per singoli gruppi: 0586-980251/252 e 392 6025703), il cannocchiale sul romanzo di Jules Claretie illustrato da Serafino Macchiati nel 1904 e pubblicato a puntate nel 1905 sulle pagine della rivista “Je sais tout”, ma raccolto in volume nel 1908 con il titolo Obsession. Moi et l’autre. … continua a leggere Lo spiritismo nei salotti della Belle Epoque: Il caso di Serafino Macchiati e la doppia anima della modernità

L’Istituto degli Innocenti a Firenze

le foto di Enio Bravi documentano il presente articolo e la  Galleria  a questo link

Firenze, Istituto degli Innocenti, vista esterna (Foto di Enio Bravi)

L’Istituto degli Innocenti di Firenze è la più antica istituzione pubblica italiana dedicata alla tutela dell’infanzia.
La sua nascita si deve al lascito testamentario del mercante pratese Francesco Datini che, nel 1410, destinò mille fiorini alla creazione di un luogo dedicato esclusivamente all’accoglienza dei fanciulli.
Con un contratto del 1419, ancora conservato nell’archivio storico dell’ente, l’Arte della Seta ne affidò la costruzione a Filippo Brunelleschi che qui fissò i canoni della nuova architettura rinascimentale. Molti grandi artisti, come Domenico del Ghirlandaio, lavorarono nell’istituzione e contribuirono ad accrescerne il prestigio e il patrimonio monumentale. … continua a leggere L’Istituto degli Innocenti a Firenze