Toscana in “Liberty”: Firenze capitale del nuovo stile


di Salvina Pizzuoli 

Firenze via dei Brunelleschi particolare di “Casa Paggi” angolo via del Campidoglio

Tra le primissime opere architettoniche presenti ancora oggi nel centro della città “Casa Paggi” o “Palazzo Pola & Todescan”, perché in origine ospitò i magazzini omonimi, del 1903 su progetto dell’architetto Giovanni Paciarelli. 

Firenze via dei Brunelleschi, parrte della facciata di “Casa Paggi”

Siamo in Via dei Brunelleschi dove, trascorrendo da sempre sotto i suoi portici, spesso non notiamo la  facciata del palazzone, angolo con Via del Campidoglio e angolo Via de’ Pecori, nonostante i pregevoli ferri battuti dei balconi e le ceramiche colorate e le grandi teste femminili che sporgono. Firenze, e non solo, va scoperta e quindi va guardata anche con il naso all’insù e questo vale per “Casa Paggi” che inaugurò proprio in centro l’architettura Liberty a Firenze scatenando scandalo per la sostenuta, dalla fazione dei conservatori, “incompatibilità ambientale”. Si sa, nuovo e vecchio, e per Firenze occorre parlare di antico, agli occhi di molti sono incompatibili e la città non è mai stata immune a queste polemiche, anzi!

L’edificio massiccio e imponente, ancora a struttura ottocentesca, si differenzia da quelli in cui è inserito e realizzati intorno alla fine dell’Ottocento per l’apparato decorativo dai forti richiami al nuovo stile proprio per le sue sculture, i fregi in ceramica colorata a motivi floreali della manifattura Cantagalli, antica e nota famiglia di ceramisti fiorentini, e i ferri battuti delle Officine Michelucci di Pistoia.

Firenze via dei Brumelleschi, particolare della facciata di “Casa Paggi” con le decorazioni in ceramica

Non lontano, in Borgo Ognissanti, la costruzione stretta e alta, incastonata tra gli edifici, l’opera matura di Michelazzi: la Casa-Galleria Vichi.

Realizzata per conto dello scultore fiorentino Ferdinando Vichi, sorse al posto di una vecchia scuderia demolita nel 1910. Due draghi alati che sorreggono ciascuno una lampada in ferro battuto definiscono il primo livello e due grandi draghi alati chiudono in alto la facciata con la sua gronda aggettante.

Firenze via Borgognissanti, Casa Galleria Vichi, la facciata

Tipico motivo è la vetrata circolare che si ripete sui vari livelli sovrapposti., ma non mancano altri elementi : mascheroni e corone convivono con le decorazioni in pietra artificiale che simulano il travertino, realizzate dall’impresa Toscana Pietre Artificiali di Firenze, e gli inserti in ferro che raccordano le loro linee con quelle della muratura.

Firenze via Borgognissanti, Casa Galleria Vichi, particolare del drago

Firenze via Borgognissanti, Casa Galleria Vichi, particolare del drago alato reggilampada

Chiuderebbe questa breve carrellata tra gli edifici sorti nel centro della città la costruzione relativa ai “Garages Riuniti” in via Alamanni del 1908, ma la palazzina fu distrutta prima degli anni ’30. I “Garages Riuniti” erano delle agenzie di vendita al pubblico, dei saloni espositivi ante litteram, delle automobili Fiat ma fornivano anche i pezzi di ricambio ed erano dotate di officine per le riparazioni (veduta di un capannone dei “Garages Riuniti”, in Via Alamanni, l’originale  a questo link)

Se il numero dei fabbricati sorti nel centro della città rappresenta casi d’eccezione come quelli indicati, il numerosissimo patrimonio di gusto modernista o dell’architettura riconducibile al Liberty, è soprattutto presente nelle zone periferiche, nelle facciate dei “villini” che, sebbene mantengono nella struttura complessiva precisi richiami ottocenteschi, evidenziano motivi decorativi riferibili al nuovo stile, come in molte palazzine di più modesta fattura artistica. Gli studiosi sottolineano quanto fossero proprio i motivi ornamentali ad assumere un ruolo sostanziale nella composizione generale: le ceramiche, i ferri battuti, le decorazioni pittoriche, tra le quali vanno ricordate quelle di De Carolis, sono proprio essi a richiamare lo sguardo di chi passando riconosce o solamente apprezza quelle lontane espressioni artistico decorative.

Via Jacopo Nardi angolo Via Guerrazzi, palazzina residenziale con disegni (o, meglio dire, quel che ne rimane) di Adolfo De Carolis

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