Il sistema delle torri del litorale toscano: il forte di San Rocco

Il forte di San Rocco a Marina di Grosseto

di Salvina Pizzuoli

C’è a Marina di Grosseto una costruzione, possente e massiccia, tutta a mattoni rossi, di recente riportata “alla luce” grazie al restauro di un giardino che la circonda prevalentemente da un lato, quello che si apre verso il canale omonimo che dal mare porta nell’entroterra. La sua costruzione risale al XVIII secolo, ma fa parte di un sistema difensivo costiero che affonda le sue radici nel medioevo e i cui interventi si sono protratti fino al XIX. Guerre, pestilenze, invasioni barbaresche li avevano resi necessari a protezione e delle isole e degli attracchi costieri: il sistema a baluardo era composto da singole fortezze, torri di guardia e casotti di residenza di soldati e guardiacoste; i manufatti assommavano complessivamente a 160 elementi di fortificazione giunti quasi del tutto integri ma in gran parte abbandonati, o ristrutturati come residenze civili, dopo l’Unità.     … continua a leggere        Il sistema delle torri del litorale toscano: il forte di San Rocco

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Rutilio Namaziano “De reditu suo”: da Roma a Luni (terza parte)

Da Roma a Luni, un viaggio nel V secolo d.C. dal De Reditu suo di Rutilio Namaziano

descritto da Giovanni Caselli

Mosaico di epoca romana (Ostia)

Da Salebro, la nuova litoranea del console Emilio Scauro, la via Aurelia Sacuri, traversava il fosso Pecora, a ricordo dei milioni di pecore che qui venivano portate in inverno dagli Appennini Tosco-Romagnoli durante le transumanze e giungeva nella piana del torrente Cornia all’estremità ella quale é il promontorio di Populonia, dove si trova l’odierna Piombino in luogo del porticciolo romano di Falesia. La Via Aemilia Scauri tagliava subito verso nord e San Vincenzo, ma al bivio, la stazione di Manliana, era un diverticolo che conduceva alla città etrusca, l’unica fra tutte, situata sul mare. L’ubicazione è tipica di una colonia ellenica: un promontorio e un porto naturale.   …  continua a leggere       Rutilio Namaziano “De reditu suo”: da Roma a Luni (terza parte) 

Galleria immagini dei luoghi dove sorgeva l’antico porto d’Alma in Maremma

Come sono oggi Torre Civette e la foce del torrente Alma dove sorgeva l’antico porto

Il torrente Alma nei pressi della foce

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I “porti fluviali” di Grosseto

La pianura di Grosseto e la foce dell’Ombrone (sec. XVII)

Nonostante la relativa lontananza dalla costa la città di Grosseto ha avuto nei secoli passati uno sbocco al mare. La fortezza di Grosseto sorse poco prima dell’anno 1000 dopo che Roselle (distante circa 8 km) venne distrutta dai saraceni nel 935. Inizialmente feudo degli Aldobrandeschi passò poi al comune di Siena nel 1336. Venuta in mano ai Medici dopo l’occupazione dei territori di Siena nel XVI secolo, Grosseto assunse notevole importanza come baluardo difensivo, fu migliorata la strada che univa la fortezza a Siena e furono intrapresi lavori di bonifica del territorio.

Nella seconda metà del secolo XVIII i Lorena potenziarono i lavori di bonifica e intrapresero importanti opere idrauliche sul fiume Ombrone. Già agli inizi del XVII secolo la fortezza di Grosseto era collegata al mare mediante una via d’acqua, detta “Fosso Navigante”, la quale, partendo dalla steccaia del Berrettino sul fiume Ombrone a S-E della fortezza, si manteneva sul bordo meridionale del grande padule di Castiglione della Pescaia fino a giungere all’ omonimo porto-canale.     …   continua a leggere     I “porti fluviali” di Grosseto

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Portoferraio nell’Elba

La rada di Portoferraio (da Google Earth)

Portoferraio è lo scalo marittimo più importante dell’Elba, situato a levante dell’ampia rada naturale che si apre sulla costa settentrionale dell’isola tra le punte Falcone e Falconaia e, data la sua particolare posizione, i colli che la circondano e la profondità all’interno della costa offre efficace protezione dai venti provenienti da tutte le direzioni. Solo lo scirocco provoca risacca. I Greci la chiamarono Argous, gli Etruschi utilizzarono il porto per trasferire i minerali di ferro provenienti dalla miniere del Riese  sulla costa e farli lavorare a Populonia e Scarlino, i Romani vi costruirono un castello di difesa e un grande deposito per raccogliervi i materiali in attesa di essere imbarcati e trasferiti sulla costa. Come ci tramandano Diodoro Siculo, Virgilio e Strabone, da quel deposito il nome di Ferraium, che i Romani dettero alla rada.   …   continua a leggere    Portoferraio nell’Elba

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Mosaico di epoca romana (Ostia)

Da Salebro, la nuova litoranea del console Emilio Scauro, la via Aurelia Sacuri, traversava il fosso Pecora, a ricordo dei milioni di pecore che qui venivano portate in inverno dagli Appennini Tosco-Romagnoli durante le transumanze- e giungeva nella piana del torrente Cornia all’estremità ella quale é il promontorio di Populonia, dove si trova l’odierna Piombino in luogo del porticciolo romano di Falesia. La Via Aemilia Scauri tagliava subito verso nord e San Vincenzo, ma al bivio, la stazione di Manliana, era un diverticolo che conduceva alla città etrusca, l’unica fra tutte, situata sul mare. L’ubicazione è tipica di una colonia ellenica: un promontorio e un porto naturale.   …  continua a leggere       Rutilio Namaziano “De reditu suo”: da Roma a Luni (terza parte) 

Signa medievale: tre porti e un ponte

di Salvina Pizzuoli

Signa Pieve di San Giovanni Battista, affresco che fa da sfondo ai miracoli della beata Giovanna e raffigura il castello il fiume

ll paese di Signa è da credersi di origine piuttosto antica; sia che uno voglia considerare la sua situazione sullo sbocco di due valli, di quelle, cioè, del Bisenzio e del Val d’Arno fiorentino; sia che si rifletta trovarsi esso sulla testata dell’ unico ponte che prima del secolo XII attraversasse l’Arno fra Firenze e Pisa; oppure che si consideri che costì l’Arno cessa nella stagione estiva di essere navigabile, ovvero che si voglia credere essere esistito nei tempi posteriori al mille davanti a Signa uno scalo per le merci che dal Porto Pisano a Firenze, e viceversa da Firenze al Porto Pisano si recavano.

Così il Repetti, storico toscano, nella prima metà dell’Ottocento descriveva la posizione di Signa, geograficamente particolare, soprattutto in tempi in cui la viabilità terrestre lasciava molto a desiderare: gli studiosi affermano che in pieno Trecento essa era costituita da mulattiere e da poche arterie maggiori sulle quali scarseggiava una vera manutenzione. I percorsi navigabili pertanto erano preferibili anche se in Toscana il regime torrentizio dei corsi d’acqua ne impediva l’utilizzo nei mesi estivi.  …  continua a leggere  Signa medievale: tre porti e un ponte

Tagliata Etrusca e Portus Cusanus

Disegno dell’antico porto (tratto da archive.archaeology.org)

Il Portus Cusanus si trovava all’inizio della lunga spiaggia di Ansedonia a circa 7 km a SE di Orbetello, a levante del Monte Argentario, ai piedi del promontorio dove sorgeva la città di Cosa, fiorente colonia romana fondata nel 273 a.C. Vari ruderi di edifici di età romana, sono visibili nei dintorni di Ansedonia e in particolare nella zona dove sorgeva l’importante porto già attivo in epoca estrusca. Tra questi i resti parzialmente insabbiati di un molo di difesa e di una grande villa costiera forse adibita alla lavorazione del pesce con magazzini per lo stoccaggio di derrate alimentari.

Per evitare l’insabbiamento dello scalo e per garantire un costante ricambio d’acqua, fu scavata una grande fenditura nel promontorio, la cosiddetta Tagliata Etrusca, opera idraulica di eccezionale valore ingegneristico unica nel suo genere; si tratta di un canale scavato nella roccia perfettamente levigata e dotato di porte lignee che venivano aperte a seconda della stagione per immettere o far defluire acqua dal bacino portuale ed evitare così il ristagno e il conseguente insabbiamento, creando un sistema di contro-correnti provenienti dal mare e dal canale emissario del vicino Lago di Burano. …   continua a leggere    Tagliata Etrusca e Portus Cusanus