Proponiamo tre itinerari per ripercorrere oggi il tracciato dell’antica via Clodia da Roma a Rimini raccontati dal prof. Giovanni Caselli

Proponiamo tre itinerari per ripercorrere oggi il tracciato dell’antica via Clodia da Roma a Rimini raccontati dal prof. Giovanni Caselli


Placentia, situata sulla destra del Padus, dopo la confluenza col Trebia, passaggio obbligato fra Cispadana e Transpadana, guardiana del principale passo del Padus. Il famoso ‘fegato di Piacenza’, un bronzetto etrusco per la divinazione, assieme ad altri reperti di carattere topografico e monumentale, dicono che la città fu dominata anche dagli Etruschi, quindi fu dei Galli e poi colonia romana. Resisté Annibale contribuendo alla famosa Battaglia del Trebbia nel 218 a.C. Resisté anche ad Asdrubale nel 207 e ad Amilcare nel 200. Il caposaldo romano fu ristrutturato nel 187 a.C. e fu fatta la Via Aemilia che la collegava a Rimini con il più lungo rettifilo d’Italia. Placentia ottenne la cittadinanza romana nel 90 a.C. e poi fu assegnata alle Regio VIII Aemilia. Per la sua posizione chiave nell’ambito del commercio sul Padus, mantenne la sua prosperità anche in periodi di decadenza. … continua a leggere Via Emilia: Piacenza e le sue diramazioni
di Giovanni Caselli

Modena: la città ha nome etrusco, forse a ricordo della dominazione di questo popolo dal VI al IV secolo a.C.. Gli etruschi si stabilirono in un territorio abitato da popolazioni probabilmente liguri, il loro dominio durò solo due secoli, fino all’arrivo dei Galli Boi. Nel 183 a.C. Mutina divenne colonia romana e i coloni centuriarono il territorio dando assetto stabile alla strada che doveva diventare la Via Aemilia, iniziata quattro anni dopo. I Ligures Frinates, abitanti dell’alto Appennino, spesso attaccavano le campagne della colonia, alternandosi ai Galli Boi, per cui la giovane città romana non ebbe pace. Le lotte interne si aggiungevano agli assalti dall’esterno. Durante l’Impero vi fu un periodo di prosperità, ma la città soffrì ancora sotto Costantino durante la guerra contro Massenzio, all’inizio del IV secolo. Dopo inondazioni causate dagli affluenti del Secchia e del Panaro, la città fu abbandonata e gli abitanti si spostarono a Cittanova. Rimasero solo dei religiosi a custodire le reliquie del patrono san Geminiano nella piccola basilica. … continua a leggere Via Emilia: Modena Reggio Parma