Le meraviglie al passo di Coltibuono

La torre di Cancelli, i ruderi del castello di Montegrossoli, la badia a Coltibuono

Coltibuono torre dei Cancelli

Documentata dal 1085 in atti della vicina badia, la torre di Cancelli non passa inosservata: siamo al valico tra il Valdarno Superiore e il Chianti. La torre, in pietra grigia, quadrata e poderosa domina non solo il paesaggio ma svetta elegante e slanciata sulla casa rustica che si estende ai suoi piedi. Nei pressi la badia vallombrosiana di San Lorenzo a Coltibuono, in alto i ruderi del vecchio maniero di Montegrossoli, tre “meraviglie” a poca distanza l’una dall’altra.

Sul cucuzzolo le rovina di quello che fu un castello conteso e di cui restano solo pochi resti intatti tra le macerie, testimone di quel passaggio che non fu indolore tra la vecchia economia curtense, il dominio della ricca feudalità e la nascente economia aperta che vedeva negli scambi e nelle città il centro della nuova società comunale. …Continua a leggere   Le meraviglie al passo di Coltibuono

Abbazia di Santa Maria a Rosano

di Salvina Pizzuoli

In lontananza, percorrendo la strada provinciale 34 da Bagno a Ripoli a Rignano sull’Arno, oltre ai pini le cui chiome si aprono larghe su esili e alti tronchi, il bel campanile, una monofora sormontata da due ordini di bifore e due di trifore, indica al visitatore di aver raggiunto la sua meta. Oltrepassato un cancello che si apre su un ampio cortile cinto di mura, la semplice e bianca facciata romanica dell’antica abbazia di Santa Maria a Rosano.

Sul portone la scritta in latino dà precise indicazioni sulla data di edificazione (780) e sugli interventi di restauro (1523): Anno Domini DCCLXXX edificatum fuit hoc monasterium restauratum autem cum ecclesia anno MDXXIII. Così si legge sotto la trabeazione che orna il portone cinquecentesco. … continua a leggere Abbazia di Santa Maria a Rosano

La badia di San Salvatore di Vaiano in Val Bisenzio

La badia di San Salvatore di Vaiano in Val Bisenzio

Giunti a Vaiano si nota subito il bel campanile che con i suoi 40 metri sovrasta l’abitato. La sua sagoma slanciata ed elegante contempla nella parte inferiore una sola monofora, mentre nei due ordini superiori una bifora su ciascuno dei quattro lati. Rivestita in alberese cui si alternano alcune fasce in serpentino ovvero in marmo verde di Prato, termina in alto con un coronamento aggettante, un rifacimento quattrocentesco, con merlatura. Datato XIII secolo, oltre alla funzione che gli era propria. svolgeva anche quelle di avvistamento e difesa.

Tutto il complesso abbaziale ha subito nel corso dei secoli vari rifacimenti e ristrutturazioni sia all’interno che all’esterno.

Una prima documentazione data la badia nel 1057 anche se la sua fondazione risale ai secoli precedenti dovuta ai benedettini Cassinesi, tra il IX e il X secolo. Sulla sponda destra del Bisenzio …   continua a leggere  La badia di San Salvatore di Vaiano in Val Bisenzio

 

Il monastero e la chiesa della Badia detta a Isola

L’antica leggenda racconta che la contessa Ava, vedova di Ildebrando signore di Staggia, donna pia e caritatevole, impietositasi per la condizione dei pellegrini che transitavano lungo la via Francigena nei pressi del piano paludoso che intorno all’anno Mille si stendeva tra Monteriggioni e la località successivamente detta Badia a Isola, costretti a salire fino alla cima del Monte Maggio per trovare un ricovero nel suo castello, decise di costruire, insieme ai figli Tegrimo e Berizio, un’abbazia con ospitale alla base orientale del Monte Maggio. Il monastero venne fondato e sostenuto da una ricca dote di beni nell’anno 1001, come da documentazione conservata nell’Archivio di Stato di Siena.  … continua a leggere  Il monastero e la chiesa della Badia detta a Isola

Abbazia del Buonsollazzo “in seppia”

Storia di un’abbazia dimenticata

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Vicissitudini di un’abbazia: Abbadia a Monastero d’Ombrone

Conosciuta anche con il nome di Abbadia della Berardenga nella valle dell’Ombrone senese o come in origine di San Salvatore e Alessandro di Fontebuona a Campi sopra il torrente Coggia, a pochi chilometri da Castelnuovo Berardenga, ha una storia antica e molto travagliata. Oggi si presenta imponente nella vastità degli edifici che la compongono sui quali svetta il quadrato campanile nel verde intenso dei prati che la circondano.

Nacque nel nome di Dio e con la volontà di rispondere al richiamo del Vangelo dove si dice vendi tutto ciò che hai e il ricavato dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo, faceva scrivere il fondatore, il conte Wuiginisio, che la volle, insieme alla moglie Richilde, per amore di Dio onnipotente e per la remissione dei nostri peccati, affinché possiamo meritare il perdono di Dio misericordioso (dall’Atto di fondazione dell’abbazia in data 15 febbraio 867).    …   continua a leggere    Abbadia a Monastero d’Ombrone

In Val d’Ambra, castelli e abbazie

Monastero d’Ombrone – Castello di Montalto

Monastero d’Ombrone

Percorriamo la SS 540, il primo tratto della Val d’Ambra dal nome dell’omonimo torrente che la strada costeggia per un lungo tratto. Siamo diretti al castello di Montalto della Berardenga che, come scrive il Repetti, occupa il poggio omonimo tra il vallone dell’Ambra e la valle dell’Ombrone senese.

Usciamo dalla SS in direzione Monastero d’Ombrone, antico castello, oggi un resort in bella posizione e caratteristico. Da Monastero per una strada sterrata, ma ben percorribile, raggiungiamo Montalto dopo circa due chilometri.   …  continua a leggere     In Val d’Ambra, castelli e abbazie

In Valdambra Badia Agnano e Badia a Ruoti

Badia Agnano, la chiesa e la canonica

A pochi chilometri l’uno dall’altro, su brevi deviazioni della Strada provinciale 540 della Valdambra, i due complessi abbaziali con chiesa annessa oggi sono due piccoli borghi arroccati attorno alle loro antiche badie, così come sorsero intorno ai castelli. Si legano infatti al fenomeno delle abbazie fortificate, costruite intorno al X – XI secolo. Entrambe appartenenti alla congregazione camaldolese, dall’inizio al XII secolo, si differenziano per le notizie storiche che le riguardano: di San Pietro a Roti scarseggiano le testimonianze documentarie che al contrario sono molto ricche per Santa Maria di Agnano. Entrambe centri di potere economico entrarono in contesa con i feudatari laici, come gli Ubertini  … continua a leggere    In Valdambra Badia Agnano e Badia a Ruoti

 

Abbazia di San Lorenzo al Lanzo o Abbazia Ardenghesca

Abbadia Ardenghesca

La Maremma sa sempre essere generosa con il visitatore: per i paesaggi, per il ricco manto che verdeggia sulle sue morbide colline, per i panorami marini che luccicano in lontananza; non da meno sono le antiche vestigia che conserva e le testimonianze delle più remote popolazioni che l’hanno scoperta e abitata. E ancora, sa svelarsi al viaggiatore con angoli sconosciuti ma la cui suggestione cattura anche quando le sue bellezze sono nascoste. E dispiace poi vederle magari in abbandono, anche se non recente, come ricorda il Repetti quando descrive nel suo Dizionario l’abbazia di San Lorenzo al Lanzo o Abbadia Ardenghesca:

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Nella val di Merse: una spada nella roccia e l’eremo di Montesiepi

Eremo di Montesiepi, la spada nella roccia

Come potrebbe la spada nella roccia di Montesiepi non richiamarne un’altra, quella mai vista ma conosciuta negli scritti che l’hanno immortalata e relativi alla leggenda di Re Artù, alla Tavola rotonda e al Santo Graal? Ma la spada di Montesiepi è lì protetta da una teca e, da recenti studi, pare proprio sia autentica, coeva all’ epoca in cui visse il santo. E non solo. Un’ elegante costruzione romanica, dall’enigmatica forma circolare, inusuale per il periodo storico che la data, fu costruita attorno ad essa: l’eremo di Montesiepi. … Continua a leggere Nella val di Merse: una spada nella roccia e l’eremo di Montesiepi

The sword in the stone in Tuscany