La Collezione Gasparri nelle sale del Museo Etrusco di Populonia

di Salvina Pizzuoli

Populonia Museo etrusco collezione Gasparri (il dolio)
Populonia Museo etrusco collezione Gasparri (il dolio)

Subito all’ingresso il grande dolio romano (I secolo d.C.), rinvenuto sul fondale marino: 6 metri di circonferenza per quasi 2 metri di altezza e una capienza di circa 3100 litri, un  enorme contenitore in terracotta usato per il trasporto, lo stoccaggio e la conservazione di derrate alimentari (legumi, cereali) e liquidi (olio, vino).

Nella prima sala i reperti provenienti da alcune tombe della necropoli di Baratti. Da segnalare le coppe da vino in bucchero, la tipica  ceramica a vernice nera, una coppetta  con raffigurata una civetta tra foglie di olivo (IV-III secolo a.C), rocchetti per la filatura e uno specchio in bronzo e ornamenti in oro per le vesti femminili.

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A Populonia il Museo etrusco: l’incredibile storia della collezione Gasparri

di Salvina Pizzuoli

Populonia Museo etrusco (vaso con civetta)
Populonia Museo etrusco (vaso con civetta)

Populonia, l’antica Pupluna etrusca, nasce in un paesaggio ancora oggi spettacolare. Per raggiungerla abbiamo attraversato terre verdi di macchia e di pinete, un mare di insenature e ampi golfi che incanta visto soprattutto dall’alto del Castello di Populonia da cui lo sguardo spazia lontano. 
Siamo proprio diretti al Castello che, oltre a vari monumenti storici, tra le sue mura cinge notevoli reperti conservati nel suo Museo: la collezione Gasparri.

Prima di illustrare i tesori che in esso sono conservati, come sarà nell’articolo dedicato al Museo,  è necessario percorrere, anche se a grandi linee, il ruolo e la storia della città etrusca, le sue peculiarità e come si è generata la splendida collezione che in quattro sale ne restituisce il ruolo e la storia.

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Monteriggioni: storia e architetture

di Salvina Pizzuoli

“Perocchè come in su la cerchia tonda

Monte Reggion di torri si corona,

(DANTE Inferno XXXI).

Monteriggioni, le mura

Siamo a Monteriggioni per una visita al castello e ai camminamenti sulle mura, itinerario previsto insieme alla visita al Museo Archeologico con sede a Badia a Isola. (per i dettagli)

Siamo di fronte all’ingresso al castello, all’imponente Porta Romea. Due lastre marmoree si fanno subito notare a destra e a sinistra. La più piccola a sinistra, di difficile lettura per la distanza, porta incisa la data di inizio della costruzione nel 1213 “con spese e lavori sostenuti in proprio dal Popolo di Siena, con l’impegno e l’opera diligente dei nobili Ranuccio di Crescenzio e Orlando di Filippo e Forese di Martino”; l’altra a destra i risultati del plebiscito del 15 marzo 1860 quando anche Monteriggioni entrò a far parte del nascente Stato Italiano.
Di parere contrario per quanto riguarda la data di costruzione del castello è lo storico ottocentesco Emanuele Repetti che scrive nel suo Dizionario:

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Monteriggioni e le sue Mura

di Salvina Pizzuoli

“Perocchè come in su la cerchia tonda

Monte Reggion di torri si corona,

(DANTE Inferno XXXI).

Monteriggioni, le mura

Siamo a Monteriggioni per una visita al castello e ai camminamenti sulle mura, itinerario previsto insieme alla visita al Museo Archeologico con sede a Badia a Isola. (per i dettagli)

Siamo di fronte all’ingresso al castello, all’imponente Porta Romea. Due lastre marmoree si fanno subito notare a destra e a sinistra. La più piccola a sinistra, di difficile lettura per la distanza, porta incisa la data di inizio della costruzione nel 1213 “con spese e lavori sostenuti in proprio dal Popolo di Siena, con l’impegno e l’opera diligente dei nobili Ranuccio di Crescenzio e Orlando di Filippo e Forese di Martino”; l’altra a destra i risultati del plebiscito del 15 marzo 1860 quando anche Monteriggioni entrò a far parte del nascente Stato Italiano.
Di parere contrario per quanto riguarda la data di costruzione del castello è lo storico ottocentesco Emanuele Repetti che scrive nel suo Dizionario:

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Ad Abbadia a Isola c’è un Museo Archeologico da non perdere

di Salvina Pizzuoli

Siamo ad Abbadia a Isola per un tour organizzato egregiamente dall’Ufficio Monteriggioni Turismo che comprende la visita al Museo Archeologico, contrassegnato dalla sigla MaM, recentemente inaugurato, i camminamenti sulle mura del castello, la visita al piccolo Museo delle armature, Monteriggioni in Arme, annesso all’Ufficio del Turismo con sede a Monteriggioni (per dettagli a questo link).

Ma procediamo con ordine e prepariamoci ad una visita che sa coniugare aspetti didattico culturali e paesaggistici.

Sì, ad Abbadia a Isola c’è un Museo Archeologico da non perdere per ben due motivi: il primo riguarda ovviamente i reperti, alcuni notevoli, che custodisce rinvenuti nel territorio; il secondo per i locali, molto particolari, che lo alloggiano.
Una storia antichissima si sente e si respira in questo luogo meravigliosamente ricostruito nel diorama che lo rappresenta nel XIII secolo:

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